Chappell Roan: “Combattere per i diritti trans non è coraggio, ma dovere”

La popstar ribadisce ancora una volta l'importanza di schierarsi per le cause che le stanno a cuore.

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Chappell Roan
Chappell Roan, l'icona queer che mancava.
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“Fare quello che sto facendo è quasi una questione di vita o di morte”. Chappell Roan riflette sul proprio impatto nell’industria musicale e sul suo riuscire a rompere gli schemi. La popstar esplosa nel corso del 2024 non crede che si tratti di coraggio, ma di qualcosa di più.

Il sostegno di Chappel Roan alla comunità trans

Intervistata da BBC Radio 1 sull’uso dei propri canali anche per sostenere le comunità queer e transgender, infatti, Chappell Roan fa sapere:

Penso che derivi, in realtà, dalla sopravvivenza, più che dal coraggio. Penso che essere coraggiosi significhi semplicemente essere in grado di pubblicare la propria musica. Ma fare quello che sto facendo è quasi una questione di vita o di morte. Rompere gli schemi. Essere coraggiosi significa salire sul palco di fronte a 110.000 persone. Ma io che mi faccio valere su un red carpet, o che combatto per i diritti trans… è una questione di vita o di morte. Ma non so se sia coraggio. Penso che sia solo un dovere.

A domanda diretta: “Ti senti responsabile per quelli che ti seguono?” replica: “Sento la responsabilità di mostrarmi per quello che sono. Non mi sento responsabile per loro. Mi sento solo responsabile di fare del mio meglio come essere umano”.

Un successo che sa di rivincita

Considerando il suo percorso negli ultimi 12 mesi possiamo dire senza ombra di dubbio che, almeno artisticamente, stia facendo sicuramente del proprio meglio. L’album di debutto, uscito sul finire del 2023, ha da poco conquistato per la seconda volta la vetta della chart del Regno Unito, e Roan si è messa in tasca ben 6 nomination ai Grammy Awards.

Un successo che ha il sapore di una rivincita visto che la sua precedente etichetta discografica si era opposta alla pubblicazione di molte delle canzoni che poi sono diventate delle hit: “Dicevano ‘Questo non funzionerà. Non ci capiamo'”. L’ascesa tra le star più rilevanti del momento è allo stesso tempo una rivoluzione, dal momento che – come ricorda la stessa BBC – si tratta della prima popstar donna ad aver raggiunto il successo mainstream come persona apertamente queer, senza aver aspettato di raggiungere la fama per uscire allo scoperto.

Il lato oscuro della fama

Nel 2024 Chappell Roan ha fatto i conti anche con i lati negativi della fama. Ricordiamo i rimproveri ai fan invadenti e il litigio con un fotografo sul red carpet degli MTV Awards. Episodi per i quali non ha intenzione di scusarsi, e poco importa se i tabloid britannici hanno liquidato il tutto etichettandolo come “il capriccio di una diva viziata”:

I musicisti sono addestrati a essere obbedienti. Difendere i propri diritti viene descritto come un atto di lamentela o di ingratitudine, e rifiutare le convenzioni ha un prezzo. Penso che, in realtà, avrei più successo se mi andasse bene indossare una museruola.

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In cima alla lista delle sue priorità, invece, c’è la tutela della propria salute fisica e mentale. Motivo per cui ha rifiutato di estendere il tour dei mesi scorsi.

Chappell Roan è l’icona queer che mancava

Tornando al legame con la comunità queer – di cui lei stessa fa parte – dopo gli esordi non facili dal punto di vista artistico, tutto per Chappell Roan è cambiato quando un gruppo di amici gay l’ha portata in un drag bar: “Sono entrata in quel club a West Hollywood ed è stato come il paradiso”, aveva già detto alla BBC l’anno scorso. “È stato incredibile vedere tutte queste persone felici e sicure dei loro corpi. E le ballerine go-go! Ero incantata. Non riuscivo a smettere di guardarle. Ho pensato, ‘Devo farlo'”.

In realtà non si è data al ballo, però ha scritto un brano immaginando come sarebbe stato esserlo e come avrebbe reagito sua madre. Stiamo parlando di Pink Pony Club, la “canzone che ha cambiato tutto” come ammette lei stessa. Eppure la sua etichetta per due anni si è rifiutata di pubblicarla. Poco dopo l’ha pure scaricata e Chappell si è ritrovata a servire caffè in un negozio di ciambelle drive-through.

Il suo destino era un altro, e dopo un periodo di stop ha firmato un nuovo contratto e l’album di debutto ha visto la luce nel settembre 2023. L’accoglienza inizialmente non è stata così calorosa: i suoi inni queer contrastavano con quel che il pop proponeva in quel periodo. È stata la dimensione live a fare la differenza, perché si trattava di pezzi pensati per essere eseguiti davanti a un pubblico: “Una drag queen non sale sul palco per calmare la gente“, dice la cantante. “Una drag queen non dice cose per lusingare la gente. Una queen ti fa arrossire, capisci cosa intendo? Aspettati la stessa energia al mio spettacolo”.

L’aneddoto su “Good Luck, Babe”

Intanto ha pubblicato la hit della svolta definitiva, Good Luck, Babe, e qui rivela un aneddoto interessante:

In origine si chiamava ‘Good Luck, Jane’. Volevo che parlasse di me che mi innamoro della mia migliore amica, e poi lei che dice, ‘Ah ah ah, non mi piaci, mi piacciono i ragazzi’. Ed è stato tipo, ‘OK, beh, buona fortuna con quello, Jane’.

Ora l’attesa dei fan e dei media è tutta concentrata sul suo prossimo disco, a proposito del quale spiega che è “più riluttante a essere triste o cupa”. “È così bello fare festa“, chiosa.

© Riproduzione riservata.

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