Dopo l’estate milioni di canadesi saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo premier, il primo dopo dieci anni con Justin Trudeau primo ministro. Nel weekend Trudeau ha infatti dato le dimissioni, con il partito conservatore che sondaggi alla mano trionferà, avendo ad oggi quasi 20 punti di vantaggio sul partito liberale. Alla guida del Paese potrebbe quindi salire un uomo di destra come Pierre Poilievre, 45enne da quasi 3 anni leader dell’opposizione che la comunità LGBTQIA+ canadese guarda con timore. Dopo due lustri di conquiste sul fronte dei diritti, infatti, Poilievre spaventa non pochi canadesi.
Pierre Poilievre e il matrimonio egualitario
Prima del via ufficiale al matrimonio egualitario, diventato realtà nel 2005, Poilievre si oppose alla sua legalizzazione a livello nazionale, per poi cambiare idea ed esprimersi a favore nel 2020 in un’intervista con La Presse: “Sono a favore del matrimonio gay. Punto. Ho votato contro 15 anni fa. Ma ho imparato molto, come milioni e milioni di persone in Canada e nel mondo. Vedo che il matrimonio gay è un successo. L’istituzione del matrimonio deve essere aperta a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro orientamento sessuale”.
Il leader conservatore, dal 2017 sposo di Anaida Poilievre, ha poi ricevuto critiche nell’estate del 2023, quando venne fotografato con un uomo che indossava una maglietta con sopra scritto “etero pride, ringrazia oggi una persona etero per la tua esistenza“.
Sebastian Skamski, portavoce di Poilievre, sottolineò come il leader dei conservatori avesse posato con “centinaia di persone” quel giorno, senza leggere cosa ci fosse scritto sulla maglietta, ma “non era d’accordo con il messaggio” perché desideroso di costruire un Canada per tutti, “indipendentemente dall’orientamento sessuale“.
Pierre Poilievre ha successivamente ribadito il proprio sostegno al matrimonio tra persone dello stesso sesso nel giugno del 2024, dopo che il parlamentare conservatore Arnold Viersen ha dichiarato in un podcast che avrebbe “votato contro il matrimonio gay” se fosse mai stata presentata una proposta di legge per annullarlo. In quel caso Poilievre ha rimarcato come le opinioni di Viersen “non rappresentano le posizioni del Partito conservatore o mie come leader”. “I canadesi sono liberi di amare e sposare chi vogliono. Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è legale e rimarrà legale quando sarò primo ministro, punto e basta”. “Guiderò un piccolo governo che si fa gli affari suoi, lasciando che le persone prendano le proprie decisioni sulla loro vita amorosa, le loro famiglie, i loro corpi, il loro linguaggio, le loro convinzioni e i loro soldi. Renderemo le persone nuovamente responsabili della propria vita nel paese più libero del mondo“.
Pierre Poilievre e i diritti delle persone trans
Tutto cambia quando si parla di diritti per le persone trans. Meno di un anno fa Poilievre ha affermato di essere contrario all’uso da parte delle donne trans degli spazi femminili e all’assistenza affermativa di genere, vedi i bloccanti della pubertà forniti agli adolescenti trans. Quando gli è stato chiesto delle controverse proposte del premier della provincia di Alberta Danielle Smith di limitare i bloccanti della pubertà e la terapia ormonale per i bambini di età inferiore ai 15 anni, Poilievre ha confermato di essere contrario all’assistenza affermativa di genere per chiunque abbia meno di 18 anni. “Bloccanti della pubertà per i minori? Penso che dovremmo proteggere i bambini e la loro capacità di prendere decisioni da adulti quando saranno adulti. Penso che dovremmo proteggere i diritti dei genitori di prendere le proprie decisioni riguardo ai propri figli”.
Tutto in perfetto stile Donald Trump, a partire dallo slogan elettorale che suona come “Canada First“. Solo poche settimane dopo la stampa ha chiesto a Poilievre se da primo ministro sarebbe pronto ad impedire alle donne trans di partecipare agli sport femminili e ad utilizzare spazi riservati ad un solo sesso, vedi le case rifugio per le vittime di violenza domestica, e lui ha così risposto: “Gli spazi femminili dovrebbero essere riservati esclusivamente alle donne, non agli uomini biologici”. “Molti degli spazi … sono controllati a livello provinciale e municipale, quindi non è chiaro … quale portata avrebbe la legislazione federale per cambiarli”. “Ma ovviamente gli sport femminili, gli spogliatoi femminili, i bagni femminili dovrebbero essere riservati alle donne, non agli uomini biologici”.
Parole che hanno suscitato la reazione di Amnesty International Canada, per bocca di Elishma Khokhar, che le ha definite una “pericolosa distrazione” che “distoglie l’attenzione dalle vere cause sistemiche della violenza di genere”. “Non solo questa vergognosa retorica mette ulteriormente a rischio le persone trans e di genere diverso; nasconde la realtà della violenza di genere in Canada. Amnesty International Canada condanna con tutto il cuore qualsiasi tentativo di usare come capri espiatori i membri della comunità 2SLGBTQQIA+ per ottenere punti elettorali. Invitiamo tutti i leader politici a porre fine alla dannosa diffusione di disinformazione“.
Helen Kennedy, direttrice esecutiva di Egale Canada, ha riconosciuto che “non tutti i conservatori sono anti-LGBTQ“, ma questa retorica omotransfobica viene da molti utilizzata come “caccia al voto”: “Si basa davvero sull’opportunismo politico ed è davvero allarmante”.
In risposta alle dimissioni di Trudeau, Poilievre ha definito il suo mandato da primo ministro un “capitolo oscuro della nostra storia”. “I canadesi possono ora riprendere il controllo delle loro vite e del loro paese. Riprendere il controllo dei nostri confini, riprendere il controllo dell’immigrazione, riprendere il controllo della spesa, del deficit e dell’inflazione. Riprendere il controllo delle nostre strade arrestando i criminali, vietando la droga, curando la dipendenza e fermando i trafficanti di armi. Terremo la spesa, elimineremo le tasse, premieremo il lavoro, costruiremo case, sosterremo la famiglia, fermeremo la criminalità, proteggeremo i confini, riarmeremo le nostre forze armate, ripristineremo la nostra libertà e metteremo il Canada al primo posto“, ha affermato in una dichiarazione video condivisa su X.
Il prossimo ottobre scopriremo se Pierre Poilievre sarà o meno il nuovo premier del Canada, con la sincera approvazione di Donald Trump.
Fonte: PinkNews

