AGGIORNAMENTO:
La Fenice SRL smentisce categoricamente l’intera ricostruzione della vicenda raccontata da Marayah sul sito di MowMag.
Chiara Ferragni, smentita di Fenice Srl alle dichiarazioni diffamatorie di Marayah Osumanu
Marayah, giovane donna transgender di origini ghanesi, conosciuta dal grande pubblico grazie a un’apparizione in The Ferragnez, dove Chiara Ferragni le offrì un lavoro davanti alle telecamere, si è raccontata intervistata da Grazia Sambruna tra le pagine di MowMag.
Cresciuta in Italia tra episodi di razzismo e un rifiuto familiare che l’ha profondamente segnata, Marayah venne addirittura spedita con l’inganno in Ghana, dove subì abusi e fu rinchiusa in un collegio “correttivo”. Solo con l’aiuto dell’Ambasciata riuscì a rientrare in Italia, trovando rifugio nella Casa Arcobaleno di Milano.
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Marayah licenziata da Chiara Ferragni?
Nel 2022, durante le riprese di The Ferragnez, Chiara Ferragni la presentò al pubblico trasformando quell’incontro in un “colloquio” e assumendola subito dopo. Per Marayah fu un sogno: “Ero solo felice”, racconta.
Assunta come receptionist con uno stipendio di 1.300 euro al mese, la giovane immaginava di muovere i primi passi in un mondo a lei nuovo, quello della moda. Ma presto il sogno, secondo il suo racconto, si sarebbe trasformato in umiliazione:
“Mi chiamavano per pulire i tavoli della mensa e poi addirittura i bagni. Mi ritrovavo a grattare via la merd* dai cessi. Non in una singola occasione, ma molto spesso. Era questa la grande opportunità promessa davanti alle telecamere”.
Isolamento, bullismo e voci di corridoio
Marayah racconta anche di essere stata oggetto di derisioni nei gruppi interni:
“Mi arrivavano voci che si parlasse di me nei gruppi Whatsapp aziendali, e non in modo positivo”.
Un momento di luce era arrivato quando le fu data la possibilità di posare per Diesel. Ma quell’occasione, invece di aprire porte, peggiorò la situazione:
“Dicevano che con la mia immagine rischiavo di danneggiare il brand”.
Cosa sarebbe successo dopo il Pandoro-gate
Il tracollo definitivo sarebbe arrivato con il cosiddetto Pandoro-Gate. L’azienda, in crisi, ridusse drasticamente l’attività fino ad arrivare a un clima da “città fantasma”, racconta Marayah.
Nel novembre 2024 il licenziamento insieme ad altre cinque persone:
“Me lo aspettavo, non è stata una sorpresa. Ma sai dov’era Chiara Ferragni mentre noi perdevamo il lavoro? In Lapponia, a postare foto con i figli e Babbo Natale”.
Dopo il licenziamento, Marayah afferma di non aver più sentito Chiara Ferragni:
“Le ho scritto diverse volte. Non mi ha mai risposto. Fabio Maria D’Amato, invece, per quanto possibile si è interessato a me anche dopo il licenziamento, mi ha invitato a qualche evento, per un po’ siamo rimasti in contatto e infatti su di lui non ho nulla da dire di ‘negativo’. Da Chiara Ferragni sono rimasta invece molto delusa”.
Dopo Chiara Ferragni, porte chiuse e depressione: “Ho tentato il suicidio”
Nonostante l’esperienza professionale, Marayah racconta di non essere riuscita a trovare altri lavori:
“Nemmeno come cameriera. Sempre per via dei documenti, sempre perché sono una persona trans. Non interessava che avessi ‘Chiara Ferragni’ in curriculum, anzi, forse a quel punto e vista la situazione del suo brand, peggiorava pure le cose”.
Il dolore si è trasformato in depressione e isolamento, fino al tentato suicidio:
“Purtroppo, non trovando impiego, sono tornata a lavorare per strada. Faccio la sex worker. Un mestiere che per me ha una dignità, ma non è quello che desidero per la mia vita. Dopo il licenziamento, sono caduta in depressione. Avevo conosciuto Chiara Ferragni, lavorato per la sua azienda e mi ritrovavo ancora da capo? Dove avevo sbagliato? Com’era possibile? Non riuscivo ad accettarlo, continuavo a pensarci. Quando è finita anche la storia col mio fidanzato, sono sprofondata e ho fatto cose che non avrei dovuto fino a ritrovarmi in ospedale. Ho tentato di farmi del male. Tanto male. E quindi è arrivata l’ambulanza. Se ti sto parlando di suicidio? Sì, ci ho provato”.
A darle sostegno ci sono stati Giuseppe Fiorello ed Eleonora Pratelli, che l’hanno contattata per un podcast e hanno deciso di supportarla anche economicamente, finanziandole l’intervento al seno: “Loro non ci hanno fatto una serie tv sopra, né hanno comunicato ai giornali di avermi dato una mano. La vedi la differenza?”.
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La testimonianza di Marayah: “Io esisto”
Marayah oggi guarda al futuro con difficoltà, ma rivendica il diritto alla propria voce:
“La mia storia esiste, intanto io esisto. E non soltanto io, siamo in tanti, siamo in tantissime. Anche se non ve ne frega niente”.


