Clamoroso: a Napoli il piccolo Ruben non ha l’atto di nascita italiano

Il Prefetto impone al Sindaco di annullarlo. Il bambino è nato in Spagna da due madri

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Il Prefetto di Napoli Gerarda Pantalone, dopo aver intimato nei giorno scorsi al Sindaco di Napoli Luigi De Magistris di modificare o di ritirare la trascrizione dell’atto di nascita del piccolo Ruben (figlio di due mamme italiane, residenti e sposate a Barcellona), è passata ai fatti: ieri, allo scadere dei termini, ha proceduto d’ufficio.

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La storia è nota. Ruben è nato il 3 agosto in Spagna da una coppia di donne napoletane e la trascrizione è stata effettuata il 30 settembre 2015 su richiesta del Consolato generale d’Italia a Barcellona. Il maschietto in Spagna è considerato figlio nato dal matrimonio tant’è che sul certificato di nascita iberico non è indicata quale è la mamma biologica: Ruben porta quindi il doppio cognome ma non ha potuto ottenere la cittadinanza perché le mamme, Marta Loi e Daniela Conte, non hanno passaporto spagnolo. Da qui l’appello alle autorità e, dopo una serie di verifiche giuridiche finalmente il 30 settembre è stato trascritto l’atto di nascita, rispettando quello spagnolo: per decisione del Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, l’Ufficio Anagrafe del Comune ha quindi provveduto alla trascrizione dell’atto di Ruben, figlio di due donne sposate in Spagna da dieci anni e residenti a Barcellona.

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Il 29 ottobre, quasi un mese dopo la trascrizione, il Prefetto scrive al Sindaco invitandolo ad annullare l’atto: la sentenza del Consiglio di Stato che ha messo per ora purtroppo la parola fine (salvo ricorso alla Corte Europea) alla trascrizione di matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero, ha probabilmente indotto il Prefetto a chiedere un “annullamento parziale dell’atto di nascita di Ruben” in due punti: il primo sul doppio cognome del piccolo (in Spagna è possibile, in Italia no, ma l’atto trascritto è spagnolo), il secondo nell’aver riconosciuto come “padre” (anche se sarebbe più corretto dire come secondo genitore) Marta Loi, la moglie in Spagna di Daniela Conte (la mamma biologica). “Nell’ordinamento italiano – ha spiegato il prefetto- il padre è solo di sesso maschile”. Trascorsi i termini e non avendo ricevuto risposta positiva dal Sindaco, il Prefetto ha quindi ieri annullato l’atto di nascita: al momento il piccolo Ruben, che non può essere per legge cittadino spagnolo, si trova nella paradossale situazione di essere cittadino italiano perchè figlio di due italiane ma senza atto di nascita. De Magistris, dal canto suo, sta predisponendo ricorso al TAR contro la decisione del Prefetto.

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Immediata la reazione di Arcigay, infuriata anche perchè è dalla lettera del 29 ottobre del Prefetto che chiede a quest’ultimo invano un incontro: “Siamo pronti anche a proteste clamorose – spiega Antonello Sannino, Presidente di Arcigay Napoli – vorremmo poter vedere annullati i nostri certificati di nascita: piuttosto che una cittadinanza di serie b, preferiamo non averla proprio da uno stato che non ci riconosce uguali a tutti gli altri cittadini”

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