COM’È DURO ESSERE GAY IN POLONIA

A colloquio con Samuel Nowak, 21 anni, fondatore della Culture of Tolerance Foundation, che organizza il Festival gay di Cracovia. A rischio dopo le aggressioni della polizia a Poznan.

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6 min. di lettura

CRACOVIA – Incontro Samuel Nowak al Pauza cafè di Cracovia appena mezz’ora dopo averlo chiamato per un’intervista, nonostante da sabato scorso sia ricercatissimo dalla televisione e dai giornali polacchi in quanto portavoce stampa della Culture of Tolerance Foundation, che organizza eventi quale appunto la marcia di Poznan del 19 novembre.
La fondazione è giovanissima, e gestita da giovanissimi, separatasi pochi mesi fa dalla Campaign Against Homofobia per l’esigenza di creare un corpo specifico per l’organizzazione del Gay and Lesbian Culture Festival che si terrà il prossimo aprile, dal 27 al 30, a Cracovia.

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Samuel ha 21 anni, mentre Ida Lukaleska, la fondatrice, ne ha 23. Quando mostro stupore per il loro precoce attivismo, mi risponde che ama il suo paese, la sua vita è qua, che non vorrebbe mai cambiare nazione solo in quanto gay, e quindi preferisce cercare di cambiare le cose da subito, e fare il possibile.
Della fondazione sono soci sedici ragazzi e ragazze e qualche volontario. Dice che sono pochi perché è difficile fare un vero coming out in Polonia, e collaborare con una fondazione di questo genere significa diventare subito visibili. Samuel riconosce di essere un’eccezione: il suo coming out risale a tre anni fa, da due anni è fidanzato anche se vive coi suoi che lo appoggiano in tutte le sue attività, mentre altri suoi compagni hanno dovuto o preferito lasciare la casa dei genitori dopo essere apparsi in televisione o sui giornali.
Per ora non dispongono ancora di una sede, anche se ne avranno presto una, e stanno cercando fondi. L’anno scorso erano stati finanziati in parte da Magdalena ‘Sroda, ministro per l’uguaglianza dei diritti di uomini e donne, e da un istituto privato francese che ha chiesto però di non comparire tra i benefattori; ma quest’anno, con il nuovo governo dichiaratamente omofobico di Kaczynsky, devono rivolgersi per i finanziamenti direttamente all’Unione Europea. Non si scoraggiano perchè “la nostra pelle ormai è abituata a tutto”, soprattutto dopo lo scorso festival del 2004, conclusosi con un fuggi fuggi causato da 300 hooligans che li aspettavano al varco. La polizia non aveva protetto i gay dai giovani balilla della Ligue of Polish Families e del gruppo della Grande Gioventù Polacca, invitati e favoriti dai politici locali di destra a organizzare la contromanifestazione. In gergo sono chiamati “dresiane”, gruppi di ragazzi con i capelli rasati e tute da ginnastica che spesso usano entrare nei locali gay in tarda serata per una sorta di ronda sinistra che rende l’atmosfera tesa e pericolosa. Se organizzati e fomentati a dovere, sono uno strumento perfetto per ostacolare ogni manifestazione gay.

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E se Majchrowski, l’attuale sindaco di Cracovia ha finora dato il permesso a marce e cortei dei gay, potrebbe revocarlo per il Festival di aprile in quanto danneggerebbe la sua immagine in vista delle prossime elezioni. In attesa del Festival di aprile – che prevede più conferenze che film – è comunque prevista una piccola manifestazione per questo sabato a Cracovia contro la reazione della polizia a Poznan. Samuel è abbastanza sereno, anche se riceve telefonate di insulti e minacce dato che il suo numero è sul sito.

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In Polonia è appena costituito il Comitato Nazionale “Solidarietà con Poznan” allo scopo di coordinare le proteste contro il divieto e la repressione della Marcia di Poznan. Per cominciare sabato 26 e domenica 27 novembre a Poznan, Varsavia, Cracovia, Danzica, Elblag, Rzeszow, Torun, Lodz e altre città si svolgeranno manifestazioni dal titolo “Rianimiamo la democrazia in Polonia. La Marcia non si ferma”.
Gli attivisti polacchi chiedono anche l’aiuto e il sostegno dall’estero, perché l’opinione pubblica di tutto il mondo condanni la violazione del diritto a manifestare che la minoranza LGBT polacca subisce ininterrottamente ormai da due anni.
E’ possibile inviare una petizione in difesa dei diritti umani ed in particolare della libertà di espressione e di disaprovazione verso le possibili conseguenze legali che i fermati di sabato dovranno probabilmente subire. A seguire il testo in inglese (con traduzione italiana) e gli indirizzi a cui inviarla firmata. I tribunali non accettano corrisondenza via e-mail; occorre inviarla via fax o per posta. E’ importante spedire LA VERSIONE INGLESE (e se preferite anche quella italiana).
PETITION IN DEFENSE OF FREEDOM OF SPEECH AND BASIC HUMAN RIGHTS IN POLAND
RE: Police violence and repression: Equality March, Poznan, 19 November 2005.
I wish to express my protest against the repressive steps taken by the Polish police and politicians against the Equality March in Poznan. What happened in Poznan was a violation of human rights, a scandalous infringement against freedom of speech, which is the basis of democratic society.
The March was to be held on 19th November (the International Tolerance Day of UNESCO is 16th Nov). It was organized by a coalition of individuals coming from gay and lesbian organizations, feminists, anti-authoritarian circles and leftist and green parties from Poznan. It promoted the values of tolerance, diversity and equal rights for all.
The Poznan authorities declared the March of Equality illegal. They argued that “might be dangerous for the local community and buildings”. The March was a peaceful demonstration promoting basic human rights included in both international and Polish law. As such, it should have been granted space and protection by the authorities. Instead – it was surrounded by a circle of policemen for about 2 hours, while he illegal counter demonstration of the radical rightwing youths, not legalized and not surrounded by the Police, shouted at the other march: “We will do with you, queers, what Hitler did with Jews”. Police made no effort to stop the homophobic and anti-Semite protest by Mlodziez Wszechpolska.
Human right were violated twice. First – the ban. Efforts to prevent the March from taking place were a blatant violation of freedom of speech and of manifestation of political opinions. Second – the repression during and after the “illegal” event. 65 persons were arrested and detained, although none behaved violently. Many were also brutally dragged along the pavement. Some were beaten up in police cars. Many will have to appear in court, facing charges of participating in an “illegal” march. The possible punishment could be fines (up to 5000 PLN = 1200Euro) and/or arrest (up to a month).
I would like to express my protest against measures taken by the Polish authorities and Police during the Equality March and before it. The police repression directed at the participants and organizers constitute a series of violations of basic human rights of individuals participating in a peaceful demonstration. I support the organizers of the Poznan March and protest against any legal punishment they might face in the future for organizing this event – a peaceful manifestation in defense tolerance, diversity and equality.
You cannot practice democracy by breaking basic human rights!
Yours sincerely,
———————–
PETIZIONE IN DIFESA DELLA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE E DEI DIRITTI UMANI IN POLONIA
In riferimento alla repressione violenta da parte della polizia della Marcia dell’Uguaglianza a Poznan il 19 novembre 2005.
Con la presente intendo protestare contro la repressione perpetrata dalle forze dell’ordine e dai politici polacchi ai danni della Marcia dell’ Uguaglianza di Poznan. Quanto accaduto a Poznan rappresenta una scandalosa violazione dei diritti umani, in particolare della libertà di parola, fondamento delle società democratiche.
La Marcia doveva svolgersi sabato 19, in occasione del Giorno Internazionale della Tolleranza indetto dall’UNESCO il 16 novembre. Era stata organizzata da un collettivo formato da appartenenti a gruppi LGBT e femministi, circoli di sinistra e ai Verdi di Poznan con lo scopo di promuovere la tolleranza verso la diversità e la parità dei diritti.
Le autorità di Poznan hanno dichiarato illegale la Marcia dell’Uguaglianza suggerendo che l’evento “avrebbe potuto rappresentare un pericolo per le persone e gli edifici”. Lo scopo della dimostrazione era di promuovere i diritti fondamentali dell’uomo, sanciti sia dal diritto polacco che da quello internazionale. In quanto tale le autorità avevano il dovere di garantire lo spazio e la protezione necessaria al suo regolare svolgimento. Al contrario, i partecipanti sono stati circondati da un cordone di poliziotti per circa due ore, mentre a pochi metri da loro giovani di estrema destra contromanifestavano illegalmente gridando “faremo di voi quello che Hitler ha fato degli ebrei” senza che la polizia intervenisse in alcun modo per cercare di interrompere la protesta omofobica e antisemita del gruppo Mlodziez Wszechpolska.
I diritti umani sono stati violati due volte. Innanzitutto con il divieto a manifestare. I tentativi di impedire lo svolgimento della Marcia rappresentano una chiara violazione della libertà di parola e di espressione delle proprie idee politiche. In secondo luogo con la repressione dell’evento “illegale”. 65 persone sono state fermate e trattenute in commissariato pur non essendosi comportate in modo violento. Molti sono stati brutalmente trascinati dai poliziotti. Alcuni sono stati picchiati all’interno dei cellulari. Molti dovranno subire un processo per partecipazione a una manifestazione non autorizzata: rischiano una multa di 5000 zloty (circa 1200 euro) e fino a un mese di detenzione.
Con la presente esprimo la mia disapprovazione verso le misure prese dalle autorità e dalle forze dell’ordine polacche durante e prima della Marcia dell’Uguaglianza. La repressione della polizia nei confronti di partecipanti ed organizzatori viola il diritto fondamentale dei cittadini a prendere parte alle manifestazioni pacifiche. Intendo anche trasmettere il mio sostegno agli organizzatori della Marcia di Poznan e protestare contro l’ evenienza che in futuro subiscano conseguenze giudiziarie per aver organizzato l’evento – una manifestazione pacifica in difesa della tolleranza verso ogni diversità.
Dove si violano i diritti umani non c’è democrazia!
———————–

**(Tribunale Distrettuale di Poznan)
Sad Rejonowy,
ul. Mlynska 1a, 61-729 Poznan, Poland
tel. 00 48 61 852 73 81; (0048 61) 856-60-00
fax. (00 48 61) 852-65-88
**(Tribunale Amministrativo di Poznan)
Wojewódzki S?d Administracyjny w Poznaniu
ul. Ratajczaka 10/12, 61-815 Poznan
tel. (00 48 61) 8566 700, fax. (00 48 61) 8566 710
**(Direzione Centrale della Polizia, Varsavia)
Komenda G?ówna Policji,
ul. Pulawska 148/150; 02-514 WARSZAWA
tel: 0048 22 6210251; fax: 0048 22 8488494
e-mail: skargi.kgp@policja.gov.pl; zpkgp@policja.gov.pl
** Ambasciata della Repubblica di Polonia in Italia
via P.P.Rubens 20, 00197 ROMA
tel: 06.36204200; fax: 06.3217895
e-mail: ufficio.stampa@ambasciatapolonia.it
**Consolato Generale a Milano
c.so Vercelli, 56, 20145 MILANO
tel: 02.48018978, 02.48019084, 02.48019312; fax: 02.48020345
e-mail: milanokg@iol.it
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di Daniele Salaris da Cracovia

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