Finn Davies, 31enne gay londinese, ha passato il sabato sera ad una festa insieme ad un ragazzo. Vivendo più o meno i vicini, i due hanno deciso di dividersi un Uber per tornare a casa. Una volta in auto, Finn e l’altro ragazzo hanno iniziato a baciarsi, scatenando la reazione dell’autista, che avrebbe intimato loro di smetterla, “perché sono cristiano”.
Intervistato da MetroUK, Finn ha confessato di essere rimasto sconvolto, tanto da chiedere all’autista di farli scendere, senza arrivare a fine corsa.
Sono passati diversi minuti, e quel sentimento si è trasformato in rabbia e preoccupazione, al pensiero di dover continuare il mio viaggio per altri 20 minuti. Mi sono sentito a disagio. Quando siamo usciti dall’auto non ha mostrato alcun rimorso, nessun senso di colpa. Non ci posso credere.
Finn ha immediatamente segnalato quanto accaduto, ricevendo il rimborso del viaggio. Ma questo non gli basta.
Uso Uber ogni fine settimana e non avevo mai provato nulla di simile. Quello che voglio sottolineare è come fosse un’ovvia uscita omofoba, poiché ha usato la sua religione come arma. Volevo solo delle scuse. Non mi interessano le 12 sterline del viaggio.
Uber ha annunciato di aver avviato un’indagine sull’autista. “Ciò che è stato descritto è totalmente inaccettabile“, ha detto un portavoce dell’azienda. “Uber ha una politica di tolleranza zero nei confronti della discriminazione di qualsiasi tipo e stiamo attualmente indagando su questo incidente. Qualsiasi driver che abbia violato questa norma sarà disattivato permanentemente dall’app.”
