La Corte Suprema USA stabilisce che le scuole della California possono rivelare ai genitori se i figli si identificano come trans

La contestata sentenza sospende l'applicazione del SAFETY Act, che proibiva alle scuole di applicare politiche di "outing forzato".

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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso una nuova sentenza che va a colpire le scuole della California, Stato storicamente democratico e in aperto contrasto a Donald Trump, consentendo agli insegnanti di informare i genitori se loro figliə si identifica come transgender.

La decisione della Corte a maggioranza conservatrice, con 6 favorevoli e 3 contrari, ha così temporaneamente bloccato l’applicazione di una legge dello Stato della California che aveva impedito alle scuole di adottare politiche che richiedessero la notifica automatica ai genitori quando gli studenti cambiavano pronomi o espressione di genere a scuola. Un outing forzato che ora sarà libero di esistere. La causa era stata originariamente intentata da Elizabeth Mirabelli e Juliette Bontà, due insegnanti cattoliche di San Diego rappresentate dalla Thomas More Society. Il convenuto principale è Rob Bonta, procuratore generale della California che ha difeso le linee guida statali volte a proteggere la privacy e la sicurezza degli studenti trans.

Mirabelli vs. Bonta, la sentenza della Corte Suprema

In una sentenza non firmata di 18 pagine nel caso Mirabelli contro Bonta, la Corte ha annullato un’ordinanza del Nono Circuito che aveva bloccato una sentenza del tribunale distrettuale contro alcuni funzionari della California, tra cui il Procuratore Generale Rob Bonta. I giudici hanno concluso che i genitori che si oppongono per motivi religiosi alla legge californiana hanno “probabilmente successo nel merito” delle loro richieste ai sensi della Clausola sul Libero Esercizio del Primo Emendamento e della Clausola sul Giusto Processo del Quattordicesimo Emendamento.

I funzionari statali sostengono ancora oggi che la norma protegga gli studenti dall’eventuale transfobia tra le mura di casa, mentre secondo gli oppositori la legge escluderebbe illegalmente i genitori da decisioni importanti sulla salute mentale e l’educazione dei propri figli. Le politiche al centro della controversia derivano dall’Assembly Bill 1955, promulgato nel 2024, nato per proteggere i giovani transgender e non conformi al genere, vietando alle scuole di richiedere agli insegnanti di rivelare l’identità di genere o i pronomi di uno studente ai genitori senza il suo consenso.

I funzionari della California hanno ripetutamente insistito sul fatto che i genitori manterrebbero comunque il diritto di richiedere l’accesso ai documenti scolastici ai sensi della legge federale, ma che la legge statale sulla non divulgazione impedisse semplicemente la rivelazione forzata contro la volontà di uno studente. Ma a detta della Corte Suprema USA la politica della California erigerebbe una barriera incostituzionale tra genitori e figli, negando ai genitori il diritto di essere informati sull’identità di genere dei propri figli. Dopo che il Nono Circuito aveva sospeso tale ingiunzione firmata dal giudice distrettuale statunitense Roger Benitez, l’azione della Corte Suprema l’ha temporaneamente ripristinata.

Le politiche della California, ha scritto la Corte, probabilmente “interferiscono sostanzialmente con il diritto dei genitori di guidare lo sviluppo religioso dei propri figli“. L’ordinanza della Corte Suprema non rappresenta una decisione definitiva sulla costituzionalità della legge. Il mese scorso la California aveva fatto causa al Dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti e all’intero governo federale per la minaccia trumpiana di trattenere fondi per un totale di 4,9 miliardi di dollari l’anno a causa proprio della legge statale contro l’outing forzato degli studenti transgender.

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“Siamo delusi dalla decisione della Corte Suprema di annullare la sospensione dell’ingiunzione del tribunale distrettuale da parte del Nono Circuito in merito ai genitori ricorrenti nel caso”, ha dichiarato l’ufficio di Bonta a The Advocate. “Rimaniamo impegnati a garantire un ambiente scolastico sicuro e accogliente per tutti gli studenti, nel rispetto del ruolo cruciale che i genitori svolgono nella loro vita“.

I giudici conservatori giudice Amy Coney Barrett, John Roberts e Brett Kavanaugh hanno difeso l’intervento della Corte, sostenendo che i precedenti esistenti in materia di diritti dei genitori prevalgono e che negare un provvedimento provvisorio rischierebbe di causare danni irreparabili ai genitori esclusi da “decisioni di grande importanza sulla salute mentale dei loro figli”.

Di tutt’altro avviso GLAAD, secondo cui tali politiche “sono in contrasto con le ricerche che dimostrano come i giovani transgender rischino conseguenze estreme e dannose se rivelano la propria identità di genere in ambienti non affermativi”.

California sotto attacco repubblicano

California rifugiati trans* Gay.it
Gavin Newsom 

Prosegue così la faida tra l’amministrazione Trump e la California, il cui PIL di circa 4.100 miliardi di dollari la posizione in quarta posizione come potenza economica globale dopo USA, Cina e Germania, superando persino il Giappone. Dagli anni ’90 Stato storicamente democratico, con l’ultimo governatore repubblicano eletto nel lontanissimo 1988, la California è l’incubo trumpiano.

La scorsa estate il Dipartimento dell’Istruzione dello Stato si è rifiutato di escludere le atlete  trans dagli sport scolastici, nonostante gli ordini dell’amministrazione Trump. I funzionari federali avevano concesso alla California 10 giorni di tempo per conformarsi all’ordinanza presidenziale e approvare una proposta di risoluzione, con scadenza il 7 luglio. I funzionari statali hanno respinto le conclusioni esplicitate dall’Ufficio per i Diritti Civili, che a giugno aveva accertato come la California avesse violato i diritti delle studentesse consentendo alle atlete trans di competere in sport che rispecchiavano la loro identità di genere dichiarata.  Gavin Newsom, che punta alle primarie dem per la Casa Bianca nel 2028, è di fatto diventato il nemico giurato numero uno di Donald Trump.  A inizio 2025, ovvero prima che il tycoon tornasse alla Casa Bianca, la California aveva presentato il Transgender Privacy Act per proteggere la privacy delle persone trans.

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