Amy Coney Barrett giudice della Corte Suprema, l’allarme della comunità LGBT: “Una minaccia per i nostri diritti”

Durissimi commenti in arrivo dalle associazioni LGBT d’America sulla nomina lampo dell’ultraconservatrice Amy Coney Barrett come nuovo giudice della Corte Suprema.

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Amy Coney Barrett è giudice della Corte Suprema, ora a maggioranza repubblicana.
2 min. di lettura

Come scritto ieri, Amy Coney Barrett ha ufficialmente giurato come nuova giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America, spostando sempre più a destra la maggioranza conservatrice (6 a 3). Una carica fortemente voluta da Donald Trump, che in 4 anni è riuscito ad eleggere tre giudici conservatori (Neil Gorsuch nel 2017, Brett Kavanaugh nel 2018), e a dir poco decisivo nell’obbligare il senato a maggioranza repubblicana a correre spedito, pur di convalidare la nomina della Barrett prima delle elezioni del 3 novembre.

È una delle più brillanti menti legali della nostra nazione“, ha sottolineato il tycoon. “Questo è un giorno importante per l’America, per la costituzione degli Stati Uniti e per lo stato di diritto giusto e imparziale“. Peccato che Amy Coney sia celebre per il proprio radicalismo religioso e la propria omofobia.

La Barrett ha fatto suo il posto dell’indimenticata icona liberale Ruth Bader Ginsburg, morta il mese scorso, che aveva chiesto a gran voce di aspettare le elezioni, prima di decidere la nuova nomina. Trump, ovviamente, se n’è fregato.

Duro il commento di Alphonso David, presidente della Human Rights Campaign, organizzazione per i diritti LGBT con sede negli Stati Uniti: “Nonostante la retorica anti-LGBTQ di Amy Coney Barrett, i repubblicani del Senato si sono affrettati nella conferma più veloce della storia moderna a giudice della Corte Suprema. Questa è stata una presa di potere, chiara e semplice, e gli elettori devono ritenere questi senatori – e Donald Trump – responsabili alle urne. Il processo è stato una farsa, le udienze sono state accelerate e ancora una volta Mitch McConnell e Donald Trump hanno sfruttato il proprio potere. Dobbiamo rifiutare questa presa di potere ed eleggere funzionari – specialmente alla Casa Bianca e al Senato degli Stati Uniti – che possano garantire che il nostro ramo giudiziario sia all’altezza del suo potenziale. Gli elettori dovrebbero ritenere responsabili i senatori Daines, Ernst, Gardner, Graham, McSally, Sullivan e Tillis alle urne. La nostra democrazia e le nostre vite dipendono da questo“.

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Negli ultimi giorni decine di coppie LGBT si sono affrettate a sposarsi, perché c’è chi teme che questo spostamento sempre più a destra della Corte Suprema possa incidere sul futuro dei diritti LGBT d’America. Anche quelli già faticosamente conquistati.

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