Una guida in continuo aggiornamento ai termini del linguaggio LGBTQIA+: dallo slang della comunità ai concetti politici e clinici, dalle identità di genere agli orientamenti sessuali. Questo dizionario nasce da un lavoro avviato anni fa con il linguista Daniel De Lucia e dalla sua tesi di dottorato Il gergo queer nell’italiano novecentesco e contemporaneo, ed è stato completamente rivisto e ampliato nel 2026 per rispecchiare il dibattito attuale.
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A
ABDL
Acronimo di Adult Baby/Diaper Lover. Indica una pratica che si basa sul gioco dei ruoli legato all’età: la persona si immedesima in un adulto con comportamenti infantili, indossando pannolini e altri oggetti associati all’infanzia. Non è necessariamente una pratica sessuale o erotica. Si tratta di una delle molte forme di gioco dei ruoli presenti nella comunità fetish.
Abilismo
Pregiudizio sistematico nei confronti delle persone con disabilità, che si manifesta in forme che vanno dalla discriminazione e svalutazione fino agli abusi e alle violenze. L’abilismo è strutturale: la società è costruita a misura di chi ha un corpo considerato “abile”, rendendo invisibili o marginali le esigenze di chi non rientra in questo modello. È un paradigma analogo al razzismo, al sessismo e all’omofobia, ed è per questo che le lotte intersezionali della comunità LGBTQIA+ lo includono sempre più esplicitamente.
Acefobia (o afobia)
Insieme di atteggiamenti discriminatori, escludenti o violenti nei confronti delle persone asessuali o dello spettro ace. Tra i comportamenti acefobici: considerare l’asessualità una malattia, una fase passeggera, sinonimo di celibato o disfunzione sessuale. Le persone asessuali subiscono spesso forme di invalidazione anche all’interno della comunità LGBTQIA+.
Affermazione di genere
Termine più recente e preferito rispetto a “transizione”, indica l’insieme dei percorsi — sociali, legali, medici — attraverso cui una persona transgender o non binary allinea la propria vita, il proprio corpo e il proprio riconoscimento pubblico all’identità di genere che sente propria. Non tutte le persone trans* scelgono tutti i percorsi: l’affermazione di genere è un processo individuale, non un protocollo standardizzato.
AGEDO
Associazione italiana di genitori, parenti e amici di persone LGBTQIA+. Offre supporto alle famiglie — soprattutto ai genitori — nel processo di accoglienza del coming out di un figlio o una figlia. Fondata nel 1991, è presente in molte città italiane.
Agender
Identità di genere non binaria in cui la persona non si riconosce in alcun genere, o percepisce di non averne uno. Diversa dalla neutrois (che implica un’identità neutra definita), l’identità agender è spesso descritta come un’assenza o un vuoto di genere. È inclusa nel termine ombrello non binary.
Ally (alleato/alleata)
Persona eterosessuale e cisgender che sostiene attivamente i diritti e le lotte della comunità LGBTQIA+. Essere un ally non significa solo non essere omofobi: implica un impegno attivo — nel lavoro, in famiglia, nella sfera pubblica — contro le discriminazioni. Il termine è spesso oggetto di dibattito interno alla comunità su chi meriti davvero questa definizione.
Ambidestro
Termine gergale, usato soprattutto in passato, per indicare una persona bisessuale.
Androgino/a
Dal greco andros (uomo) e gynos (donna), indica una persona che presenta o esprime caratteristiche tipicamente associate a entrambi i generi, senza appartenere esclusivamente a nessuno dei due. Non riguarda l’orientamento sessuale né necessariamente l’identità di genere: è spesso usato in riferimento all’espressione di genere o all’estetica. Da non confondere con ermafrodito (termine tecnico zoologico e botanico) né con intersessuale.
Approccio affermativo
Modalità clinica e terapeutica che richiede al professionista un assetto privo di pregiudizi nei confronti delle identità LGBTQIA+ e una consapevolezza degli effetti tossici dell’eteronormatività e della cisnormatività. Un approccio affermativo non patologizza l’orientamento sessuale né l’identità di genere, e accompagna la persona nel proprio percorso senza orientarla verso esiti predefiniti.
Aromantico / Aromanticismo
Orientamento romantico (non sessuale) in cui la persona prova poca o nessuna attrazione romantica verso altri individui. Una persona aromantica può avere rapporti sessuali e/o affettivi, ma non cerca o non prova il tipo di attrazione romantica convenzionale. L’aromanticismo è distinto dall’asessualità: si può essere aromantici e allosessuali, o asessuali e romanticamente attratti da qualcuno.
Asessuale / Asessualità
Orientamento sessuale caratterizzato dall’assenza o dalla scarsa attrazione sessuale verso altri individui, indipendentemente dal genere. Le persone asessuali possono avere relazioni romantiche, provare attrazione estetica o emotiva, e vivere una vita affettiva piena. L’asessualità non è una scelta, una malattia, né sinonimo di astinenza. Esiste uno spettro asessuale (detto spettro ace) che include identità come demisessuale e greysessuale. La A nell’acronimo LGBTQIA+ include le persone asessuali e aromatiche.
Aspettative di genere
Norme culturali e sociali che definiscono come una persona dovrebbe comportarsi, apparire o sentirsi in base al genere assegnato alla nascita. Le aspettative di genere sono spesso così profondamente radicate da sembrare naturali: l’uomo forte e poco emotivo, la donna madre e premurosa. Queste norme penalizzano chiunque non vi si conformi — persone LGBTQIA+, ma anche uomini e donne cisgender ed eterosessuali.
Attivo
Nel contesto del sesso anale tra uomini, indica il partner che penetra (ruolo insertivo). Il termine è usato anche in alcuni circoli lesbici e, più di recente, in coppie eterosessuali. Molte associazioni LGBTQIA+ preferiscono oggi i termini insertivo e ricettivo, considerati più neutri e meno gerarchici rispetto alla coppia attivo/passivo.
B
Ballroom culture
Sottocultura nata negli anni Settanta e Ottanta a New York, inizialmente all’interno delle comunità nere e latine LGBTQIA+. Le “ballroom” sono competizioni in cui le persone si sfidano in categorie legate all’apparenza, alla danza, al voguing e alla performance. La cultura ballroom ha prodotto un linguaggio proprio — shade, fierce, reading, house — entrato nel lessico queer globale. Ogni partecipante appartiene a una “house”, una famiglia elettiva guidata da una “mother” o un “father”. Resa nota al grande pubblico dalla serie Pose (FX, 2018–2021).
Bareback / Barebacking
Praticare deliberatamente sesso penetrativo senza preservativo. Il termine è usato soprattutto in contesti gay maschili. Con la disponibilità della PrEP (profilassi pre-esposizione), il significato del barebacking si è parzialmente ridefinito: molte persone sieronegative in terapia con PrEP scelgono consapevolmente il sesso non protetto dopo test regolari e in accordo con i partner. Il dibattito su rischi, responsabilità e comunicazione rimane aperto nella comunità.
BDSM
Acronimo che indica l’insieme delle pratiche erotiche e relazionali legate a Bondage, Disciplina, Dominazione, Sottomissione, Sadismo e Masochismo. Il BDSM si basa sul consenso esplicito tra le parti, spesso formalizzato in accordi. Non è esclusivo della comunità LGBTQIA+, ma ha una lunga storia di visibilità e organizzazione al suo interno. Termini correlati: master/slave, dungeon, safeword, aftercare.
Bifobia
Avversione, pregiudizio o discriminazione nei confronti delle persone bisessuali. La bifobia può venire dall’esterno (dalla società eterosessuale) ma anche dall’interno della comunità LGBTQIA+, dove la bisessualità è spesso invisibilizzata o considerata una fase. I principali stereotipi bifobici: i bisessuali non esistono davvero, sono promiscui per natura, devono scegliere da che parte stare. La bifobia è associata a tassi più elevati di minority stress, depressione e ansia nelle persone bisessuali rispetto a gay e lesbiche.
Bigender
Identità di genere in cui la persona si riconosce in due generi distinti, che può vivere simultaneamente o in momenti diversi. I due generi non corrispondono necessariamente al binario uomo/donna: possono includere identità non binarie. Fa parte del termine ombrello non binary.
Binario di genere
Sistema culturale che divide l’umanità in soli due generi — maschile e femminile — considerandoli esclusivi, opposti e determinati dal sesso biologico alla nascita. Questo sistema è alla base di molte discriminazioni nei confronti di persone transgender, non binary, intersessuali e di chiunque non si conformi alle aspettative di genere. Decostruire il binario di genere non significa negare che molte persone si identifichino come uomini o donne: significa riconoscere che questo non esaurisce la varietà dell’esperienza umana.
Bisessuale / Bisessualità
Orientamento sessuale di chi prova attrazione emotiva, romantica e/o sessuale verso più di un genere. Contrariamente a uno stereotipo diffuso, la bisessualità non implica necessariamente attrazione uguale verso uomini e donne, né esclude l’attrazione verso persone non binary. Il prefisso “bi” fa riferimento a “due o più”, non a un sistema binario rigido. La bisessualità è distinta dalla pansessualità, anche se i confini tra le due identità sono spesso fluidi e soggettivi.
Bondage
Pratica erotica che prevede l’immobilizzazione o la restrizione dei movimenti del partner, attraverso corde, manette, fasce o altri strumenti. Fa parte del BDSM e implica sempre il consenso esplicito. Non necessariamente associato al sadomasochismo.
Bottom
In inglese, il partner che assume il ruolo ricettivo durante il sesso anale. Usato anche in senso più ampio in contesti BDSM per indicare chi riceve. Opposto di top. Chi preferisce entrambi i ruoli è detto versatile o switch.
Bromance
Relazione di forte amicizia e intimità emotiva tra due uomini, senza componente sessuale o romantica. Il termine è un portmanteau di bro (fratello) e romance. Ha avuto ampia diffusione culturale dagli anni 2000 in poi, spesso in riferimento a legami tra uomini eterosessuali che sfidano le aspettative di genere sulla mascolinità emotivamente chiusa.
Bugchasing
Pratica in cui alcune persone cercano deliberatamente di contrarre l’HIV attraverso rapporti sessuali non protetti con persone sieropositive. Il fenomeno è studiato in relazione a fattori psicologici complessi: per alcuni è legato a una sessualizzazione del rischio, per altri a dinamiche di emarginazione e stigma. Con l’arrivo della PrEP e dei trattamenti U=U (Undetectable = Untransmittable), il contesto è significativamente cambiato.
Butch
Termine che indica una donna (spesso lesbica) con un’espressione di genere marcatamente maschile: nel modo di vestire, nei comportamenti, nell’atteggiamento. Non riguarda necessariamente il ruolo sessuale. La dicotomia butch/femme è stata centrale nella cultura lesbica del Novecento, poi criticata come riproduzione di ruoli patriarcali, e successivamente rivendicata da molte come parte di un’identità autentica. Tra le butch si distinguono le stone butch (che non si lasciano toccare durante il sesso) e le soft butch.
C
Camp
Estetica e sensibilità caratteristica di parte della cultura queer, che valorizza l’eccesso, il kitsch, l’ironia e il cattivo gusto elevato a stile. Il termine è stato teorizzato da Susan Sontag nel 1964 nel saggio Note sul Camp: “Il camp asserisce che il buon gusto non è semplicemente buon gusto; che esiste, infatti, un buon gusto del cattivo gusto.” Nel 2019 il Metropolitan Museum di New York ha dedicato una mostra al tema: Camp: Notes on Fashion.
Cancel culture
Pratica di ritiro del sostegno pubblico — soprattutto sui social media — nei confronti di persone o istituzioni che hanno detto o fatto qualcosa considerato offensivo o discriminatorio. Il termine è usato spesso in modo polemico, come se indicasse una censura ingiustificata. In realtà descrive in gran parte un meccanismo di accountability pubblica, la cui legittimità dipende dal contesto. Nella cultura LGBTQIA+, la cancel culture riguarda spesso dichiarazioni transfobiche, omofobiche o razziste di personaggi pubblici.
Checca
Termine gergale, in origine dispregiativo, per indicare un uomo omosessuale effeminato. Usato ancora oggi all’interno della comunità con accezione ironica o affettuosa. Deriva probabilmente dal vezzeggiativo di Francesca. Varianti regionali: recchia (diffuso soprattutto nel Centro-Sud), frocia, finocchio (Toscana).
Chosen family (famiglia elettiva)
Rete di relazioni affettive — amici, partner, mentor, coinquilini — che le persone LGBTQIA+ costruiscono come alternativa o integrazione alla famiglia biologica, spesso assente o ostile. Il concetto è fondamentale nella cultura queer e ha radici storiche nella comunità ballroom. La chosen family è riconosciuta da molti come nucleo emotivo e pratico di sopravvivenza, specie per chi viene allontanato dalla famiglia d’origine dopo il coming out.
Cisgender
Aggettivo che indica la condizione di chi si identifica con il genere assegnato alla nascita. Una donna cisgender è una persona a cui è stato assegnato il genere femminile alla nascita e che si identifica come donna. Il termine non implica alcun giudizio: serve a nominare una condizione che, per la sua normalizzazione culturale, era rimasta invisibile e senza nome. Abbreviato spesso in cis.
Ciscentrismo
Centralità culturale e sociale della prospettiva cisgender, che dà per scontato che l’identità di genere coincida sempre con il sesso biologico assegnato alla nascita. Il ciscentrismo, insieme all’eterocentrismo, alimenta discriminazioni nei confronti di persone transgender, non binary e gender non-conforming.
Cisnormatività
Sistema di aspettative sociali che considera l’essere cisgender come la norma universale, rendendo invisibili o devianti le esperienze di chi non lo è. Produce minority stress nelle persone trans* e non binary, e sostiene strutture sociali e legali che le escludono.
Cissessismo
Discriminazione e negazione sistematica delle identità di genere che non rientrano nel binario cisgender. Il cissessismo si esprime nell’equiparare sesso biologico, genere e identità, e nel trattare l’essere cisgender come superiore o più legittimo. La transfobia è un sottoinsieme del cissessismo.
Coming out
Dal termine inglese coming out of the closet (uscire dall’armadio), indica il processo — spesso graduale e non lineare — con cui una persona rivela il proprio orientamento sessuale e/o la propria identità di genere a sé stessa e agli altri. Non è un evento unico: molte persone LGBTQIA+ fanno coming out più volte nella vita, in contesti diversi. Il coming out non è un obbligo, né un atto che si debba compiere in modo pubblico. Diverso dall’outing, che è la rivelazione fatta da altri senza consenso.
Comunità ursina (Bear culture)
Sottocultura della comunità gay che valorizza corpi robusti, pelosi e spesso sovrappeso, in opposizione agli standard estetici dominanti della cultura gay maschile. Gli orsi (bear) si distinguono in diverse categorie: cub (giovane orso), lontra/otter (magro e peloso), orso polare (anziano), chubby (sovrappeso senza barba). Nata negli anni Ottanta negli USA, la comunità ursina è presente in Italia dagli anni Novanta.
Conversion therapy (terapie riparative)
Pratiche pseudoscientifiche che tentano di modificare l’orientamento sessuale o l’identità di genere di una persona, partendo dalla falsa premessa che omosessualità e transessualità siano disturbi da correggere. Sono condannate da tutte le principali organizzazioni mediche e psicologiche mondiali. In Italia, alcune regioni le hanno vietate; un disegno di legge nazionale per vietarle a livello federale è oggetto di dibattito parlamentare. In inglese note anche come ex-gay therapy o reparative therapy.
Cross-dressing / Cross-dresser
Pratica di indossare abiti associati culturalmente al genere opposto. Il cross-dressing non indica un’identità di genere specifica né un orientamento sessuale: una persona cross-dresser può essere eterosessuale, omosessuale, cisgender o transgender. Non è sinonimo di drag, né di transessualità. Le motivazioni sono molteplici: espressione personale, fetish, performance, esplorazione dell’identità.
Cruising
Ricerca di incontri sessuali occasionali in luoghi pubblici o semi-pubblici — parchi, bagni, strade, parcheggi — oppure in locali dedicati (cruising bar). Ha una lunga storia nella cultura gay maschile, legata alla necessità di nascondersi prima della depenalizzazione dell’omosessualità. Con l’arrivo delle app di incontri, il cruising fisico è diminuito ma non scomparso.
D
Dark room
Stanza buia presente in alcuni locali LGBTQIA+ dove avvengono incontri sessuali anonimi. Diffuse soprattutto negli anni Settanta e Ottanta, tornate in discussione nel dibattito su sesso sicuro e consenso.
Deadnaming
Usare il nome anagrafico precedente di una persona transgender, non binary o gender non-conforming senza il suo consenso. Può essere involontario, ma è spesso dettato da transfobia o rifiuto di riconoscere l’identità di genere della persona. Il deadnaming è vissuto come una forma di violenza simbolica. Il nome precedente è detto deadname (nome morto).
Demiboy / Demigirl
Identità di genere non binaria in cui la persona si identifica parzialmente come uomo (demiboy) o parzialmente come donna (demigirl). Il prefisso demi indica questa parzialità. Fa parte della famiglia delle identità demigender.
Demisessuale / Demisessualità
Orientamento che rientra nello spettro asessuale: la persona demisessuale prova attrazione sessuale solo in presenza di un forte legame emotivo preesistente. Non si tratta di una scelta o di un’etica sessuale, ma di come l’attrazione funziona per quella persona. Diversa dalla semplice preferenza per relazioni stabili prima del sesso.
Disability Pride
Movimento e marcia per i diritti e la visibilità delle persone con disabilità. Interseca la comunità LGBTQIA+ perché una parte significativa delle persone queer ha anche disabilità fisiche o psichiche, e perché entrambe le comunità condividono lotte contro stigma, esclusione e violenza. Il Disability Pride Month si celebra in luglio negli USA; in Italia eventi locali si tengono in date variabili.
Disforia di genere (incongruenza di genere)
Condizione caratterizzata da un profondo disagio derivante dalla discrepanza tra il genere percepito e quello assegnato alla nascita, quando questo disagio compromette aree significative della vita della persona. Dall’aggiornamento dell’ICD-11 (entrato in vigore il 1° gennaio 2022), l’incongruenza di genere è stata rimossa dalla categoria dei disturbi mentali e inserita nel capitolo delle condizioni di salute sessuale. Non è quindi una patologia psichiatrica. Non tutte le persone transgender vivono disforia di genere; molte descrivono invece un’euforia di genere quando vengono riconosciute nel genere corretto.
Drag King
Persona — spesso donna o non binary — che performa un’identità di genere maschile esagerata o stilizzata, tipicamente in contesti di spettacolo. Utilizza barba e baffi finti, bende per appiattire il seno, abiti maschili. Il drag king ha radici nella tradizione delle male impersonators ottocentesche e nella cultura lesbica. Meno visibile mediaticamente rispetto alla drag queen, ma con una comunità artistica vivace.
Drag Queen
Persona — spesso uomo o non binary — che performa un’identità di genere femminile esagerata e stilizzata, tipicamente in contesti di spettacolo. La drag queen non è sinonimo di travestito né di donna transgender. L’obiettivo non è passare per donna, ma creare una persona femminile costruita e consapevole. In Italia il termine è spesso abbreviato in Drag. Dal 2021 esiste Drag Race Italia, adattamento italiano del format internazionale RuPaul’s Drag Race.
Dyke
Termine originariamente dispregiativo per indicare una donna lesbica, spesso con connotazioni di mascolinità. Rivendicato dalla comunità lesbica dagli anni Settanta in poi come termine di orgoglio e resistenza. Oggi usato sia in senso neutro che positivo all’interno della comunità, con attenzione al contesto.
E
Eterocentrismo
Tendenza culturale e sociale a considerare l’eterosessualità come l’unico orientamento normale o desiderabile, rendendo invisibili o periferiche le esperienze LGBTQIA+. Un esempio classico: chiedere a un ragazzo se ha la fidanzata, dando per scontata l’eterosessualità. L’eterocentrismo alimenta la discriminazione anche quando non è esplicito.
Eteronormatività
Sistema di norme sociali, culturali e istituzionali che assume l’eterosessualità come predefinita, universale e superiore. L’eteronormatività non si esprime solo attraverso l’omofobia esplicita, ma anche attraverso rappresentazioni, leggi, linguaggi e strutture che escludono o rendono invisibili le persone LGBTQIA+.
Eterosessismo
Sistema ideologico che naturalizza l’eterosessualità e subordina tutti gli altri orientamenti sessuali. È distinto dall’omofobia individuale: l’eterosessismo è strutturale e può operare anche senza intenzione discriminatoria esplicita.
EuroPride
Manifestazione LGBTQIA+ che si svolge ogni anno in una città europea diversa. Comprende una parata, eventi culturali e politici, e una veglia per le vittime dell’AIDS. EuroPride 2027 si terrà a Torino, in Italia.
Euforia di genere
Sensazione di gioia, benessere e riconoscimento che molte persone transgender e non binary provano quando vengono chiamate con il nome e i pronomi corretti, quando si guardano allo specchio dopo un cambiamento fisico, o quando vengono percepite nel genere in cui si riconoscono. È il contrario della disforia di genere, ed è sempre più usata come termine-chiave nel racconto dell’esperienza trans* in prima persona.
Espressione di genere
Il modo in cui una persona presenta esteriormente la propria identità di genere attraverso abbigliamento, acconciatura, comportamento, voce. L’espressione di genere non coincide necessariamente con l’identità di genere né con l’orientamento sessuale: una persona cisgender può avere un’espressione di genere non conforme senza essere transgender, e una persona transgender può avere un’espressione di genere convenzionale.
F
Famiglie arcobaleno
Nuclei familiari composti da uno o due genitori LGBTQIA+ con figli. I figli possono provenire da precedenti relazioni eterosessuali, adozioni, affido, gestazione per altri (GPA) o tecniche di fecondazione medicalmente assistita. In Italia l’assenza di un riconoscimento legale pieno per le famiglie omogenitoriali — a partire dall’impossibilità per il genitore non biologico di adottare il figlio dell’altro — è una delle principali battaglie civili aperte.
Femme
Identità e stile estetico, originariamente all’interno della cultura lesbica, che valorizza un’espressione di genere marcatamente femminile. Opposta alla butch. Non indica un ruolo sessuale. Oggi il termine è usato anche da persone non lesbiche e non binary per descrivere un’espressione femminile consapevole e rivendicata, spesso carica di significato politico.
Femminiello
Figura tradizionale della cultura napoletana, storicamente riconosciuta come “terzo genere”: persona di sesso maschile con comportamenti e aspetto femminili, integrata nella comunità come figura con funzioni rituali e sociali specifiche — compresa la figliata, rito in cui si simula una gravidanza. Il femminiello non è semplicemente sinonimo di gay effeminato: è un’identità culturalmente situata, oggetto di studi antropologici e fonte di riflessione sul genere nelle culture mediterranee.
Finocchio
Insulto diffuso in Toscana e in molte altre regioni italiane per indicare un uomo omosessuale. Entrato nel vocabolario attraverso la letteratura neorealistica. Le ipotesi etimologiche sono molteplici e dibattute: l’uso come dispregiativo sembra risalire al senso medievale di “persona di nessun valore”. Oggi è rivendicato ironicamente all’interno della comunità gay, simile all’uso di frocio a Roma.
Frocio
Insulto tipico di Roma e del Lazio, oggi diffuso su tutto il territorio nazionale, per indicare un uomo omosessuale. L’etimologia è discussa; tra le ipotesi più accreditate, un riferimento ai lanzichenecchi. Come altri insulti, è stato rivendicato dalla comunità gay come termine di orgoglio e ironia, pur restando offensivo se usato da persone esterne alla comunità in contesti ostili.
FtM (Female to Male)
Acronimo che indica persone in transizione o già transitate dal genere femminile a quello maschile. In inglese si usa anche trans man o uomo trans. Le persone FtM sono geneticamente di sesso femminile (cromosomi XX) ma si identificano come uomini. Il percorso può includere terapia ormonale (testosterone), interventi chirurgici (mastectomia, isterectomia) o nessuno dei due: non esiste un unico modello di transizione.
FUORI!
Acronimo di Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano. Prima associazione LGBTQ+ italiana di rilievo nazionale, fondata a Torino nel 1971 dal libraio Angelo Pezzana con altri attivisti. Attiva fino al 1982, ha pubblicato la rivista omonima, oggi di grande valore storico per il movimento italiano. La collezione completa è conservata all’Archivio Centrale dello Stato di Roma.
G
Gay
Termine importato dall’inglese, oggi sinonimo comune di omosessuale, usato principalmente per uomini ma in alcuni contesti anche per donne. L’origine è dal provenzale antico gai (allegro, gaio), passato poi all’inglese con accezioni progressive di anticonformismo e dissoluzione. Il significato moderno di “omosessuale” si afferma negli USA prima del 1920, e diventa di dominio pubblico dopo i moti di Stonewall del 1969, quando il movimento di liberazione omosessuale sceglie il termine per autodefinirsi.
Gaydar
Parola macedonia di gay e radar: indica la presunta capacità di riconoscere istintivamente l’orientamento sessuale di un’altra persona attraverso segnali non verbali, comportamenti o aspetto. Il fondamento scientifico del gaydar è dibattuto. Alcune ricerche suggeriscono che alcune persone riescano a percepire l’orientamento sessuale altrui con una precisione superiore al caso, ma i margini di errore sono significativi.
Gender affirming care
Insieme delle cure mediche, psicologiche e sociali che supportano le persone transgender e non binary nel processo di affermazione del genere. Include terapia ormonale, interventi chirurgici, supporto psicologico, assistenza legale per il cambio di documenti. È il modello standard raccomandato da tutte le principali organizzazioni mediche internazionali. Il termine è al centro di un forte dibattito politico in molti paesi, dove leggi restrittive tentano di limitarne l’accesso — in particolare per i minori.
Gender-bender
Termine della teoria queer che indica chi trasgredisce i comportamenti e le aspettative associate al proprio genere, attraverso abbigliamento, comportamento o performance. Non necessariamente un’identità stabile: può essere un atto politico, artistico o personale.
Genderfluid
Identità di genere non binaria in cui la persona sperimenta variazioni nel proprio senso del genere nel corso del tempo o in contesti diversi. Una persona genderfluid può sentirsi donna in certi momenti, uomo in altri, o nessuno dei due. La fluidità non implica instabilità o incertezza: è un’identità riconosciuta e stabile nella sua variabilità.
Genderless
Indica oggetti, pratiche, spazi o espressioni che non definiscono un genere specifico. Usato soprattutto in ambito moda: un capo genderless è progettato per essere indossato da chiunque, indipendentemente dal genere. La moda genderless è diventata un fenomeno mainstream dagli anni 2010 in poi.
Genderqueer
Identità di genere non binaria che rifiuta le categorie di uomo e donna. Le persone genderqueer si collocano al di fuori, tra, o contemporaneamente in più posizioni rispetto al binario di genere. Il termine ha anche una valenza politica: esprime il rifiuto delle strutture di genere normative, incluse quelle riprodotte a volte all’interno della comunità LGBTQ+.
Gestazione per altri (GPA)
Percorso in cui una persona porta avanti una gravidanza per conto di altri — una coppia o un individuo singolo. È l’unico percorso attualmente disponibile per le coppie gay maschili che desiderano un figlio biologicamente collegato a uno dei due partner. In Italia la GPA è vietata e punita penalmente (legge 40/2004); molte coppie si rivolgono a paesi dove è legale. Nel 2023 il governo italiano ha esteso il reato di “maternità surrogata” a chi la pratica all’estero, ma l’applicazione della norma è giuridicamente controversa.
Greysessuale / Graysessuale
Orientamento che si colloca nella “zona grigia” tra asessualità e allossessualità: la persona prova attrazione sessuale raramente, in circostanze particolari, o con intensità molto bassa. Fa parte dello spettro asessuale (spettro ace). Comprende anche la demisessualità.
H
Hate crime (crimine d’odio)
Reato commesso con motivazione discriminatoria — basata su religione, orientamento sessuale, identità di genere, etnia, disabilità e altre caratteristiche. In Italia, la principale norma di riferimento è la Legge Mancino (1993), che però non include esplicitamente orientamento sessuale e identità di genere tra le categorie protette: colmare questa lacuna è una delle battaglie legislative principali della comunità LGBTQIA+ italiana.
Hate speech (discorso d’odio)
Qualsiasi forma di espressione — verbale, scritta, visiva — che incita all’odio o alla discriminazione nei confronti di un gruppo identificato sulla base di caratteristiche come orientamento sessuale, identità di genere, etnia, religione, disabilità. Particolarmente diffuso sui social media, dove può assumere forme sottili ma ugualmente dannose. La regolamentazione dell’hate speech è oggetto di dibattito tra libertà di espressione e tutela delle minoranze.
HIV / AIDS
Il virus dell’immunodeficienza umana (HIV) e la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) che ne può derivare sono stati al centro della storia della comunità gay maschile dagli anni Ottanta. Oggi i trattamenti antiretrovirali permettono alle persone sieropositive di vivere una vita piena con carica virale non rilevabile. Il principio U=U (Undetectable = Untransmittable) afferma che una persona con carica virale non rilevabile non trasmette il virus. La PrEP (profilassi pre-esposizione) è disponibile in Italia in fascia A dal 2023 e rappresenta uno strumento fondamentale di prevenzione.
Homonationalism
Concetto teorizzato dalla studiosa Jasbir Puar nel 2007: indica il meccanismo per cui l’accettazione dei diritti LGBTQIA+ viene usata da alcuni stati o movimenti nazionalisti per legittimare politiche razziste o imperialiste — presentando culture o paesi “nemici” come intrinsecamente omofobi, e il proprio paese come liberale e superiore. Il pinkwashing delle politiche di Israele in Palestina è uno degli esempi più discussi. L’homonationalism è un concetto critico interno alla teoria queer.
I
Identità di genere
Il senso interiore e profondo di appartenere a un determinato genere — uomo, donna, non binary, o altro. Non deriva necessariamente dal sesso biologico, né riguarda l’orientamento sessuale. L’identità di genere non si sceglie: si scopre, si riconosce, si afferma. Non è ancora chiaro cosa la determini a livello biologico, psicologico e sociale; ciò che è chiaro è che tentare di cambiarla (come nelle terapie riparative) causa danni documentati.
Intersessualità
Condizione in cui una persona nasce con caratteristiche sessuali — cromosomiche, ormonali, gonadiche o anatomiche — che non rientrano nelle definizioni tipiche di maschio o femmina. L’intersessualità non è una malattia né un’anomalia: è una variazione naturale. Le associazioni di persone intersessuali combattono contro la prassi di sottoporre i neonati intersessuali a operazioni chirurgiche non necessarie senza il loro consenso, pratica ancora diffusa in molti paesi, inclusa l’Italia.
Intersezionalità
Concetto sviluppato dalla giurista e attivista Kimberlé Crenshaw nel 1989: indica il modo in cui diverse forme di discriminazione — razzismo, sessismo, omofobia, abilismo, classismo — si intrecciano e si sommano nell’esperienza di chi appartiene a più categorie marginalizzate. Una donna nera lesbica, ad esempio, non subisce discriminazioni “separate” per ciascuna identità: le vive in modo simultaneo e specifico. L’intersezionalità è diventata un riferimento centrale del pensiero e dell’attivismo LGBTQIA+ contemporaneo.
L
Lambda
Undicesima lettera dell’alfabeto greco, adottata come simbolo del movimento di liberazione gay negli anni Settanta. Scelta perché il numero 11 supera il 10 (i Comandamenti), e perché la lettera era usata nell’antico Sparta per indicare la propria città-stato, associata a una cultura guerriera in cui i legami tra uomini erano valorizzati.
Lesbica / Lesbismo
Donna — cisgender o transgender — attratta emotivamente, romanticamente e/o sessualmente da altre donne. Il termine deriva dall’isola greca di Lesbo, patria della poetessa Saffo. È uno dei termini più antichi e consolidati del lessico LGBTQIA+. Alcune lesbiche preferiscono identificarsi semplicemente come gay; altre tengono alla specificità del termine, anche in senso politico.
Lesbofobia
Forma specifica di discriminazione rivolta alle donne lesbiche, che combina omofobia e misoginia. Le lesbiche subiscono forme di violenza e marginalizzazione che non coincidono con quelle subite dagli uomini gay: il corrective rape (stupro “correttivo”) è uno degli esempi estremi, documentato in molti paesi.
LGBTQIA+
Acronimo che raccoglie le identità di lesbiche, gay, bisessuali, transgender/transessuali, queer, intersessuali, asessuali/aromatici. Il simbolo + include tutti gli orientamenti e le identità non elencate esplicitamente. L’acronimo è in continua evoluzione: esistono varianti come LGBTQ+, LGBT, LGBTQIA+, LGBTQI2S+ (che include le persone Two-Spirit). In italiano è comune anche la forma abbreviata “comunità queer” o semplicemente “comunità LGBTQIA+”.
M
Matrimonio egualitario (matrimonio tra persone dello stesso sesso)
Istituto che riconosce il matrimonio tra persone dello stesso sesso con gli stessi diritti e doveri del matrimonio eterosessuale. In Italia non esiste: le coppie dello stesso sesso possono accedere solo alle unioni civili, introdotte dalla Legge Cirinnà nel 2016, che non prevedono piena equiparazione. Il matrimonio egualitario è una delle principali rivendicazioni del movimento LGBTQIA+ italiano.
Minority stress
Condizione di stress cronico derivante dall’appartenere a un gruppo minoritario stigmatizzato. Per le persone LGBTQIA+, il minority stress è alimentato da discriminazioni, violenze, invisibilizzazione e omofobia interiorizzata. Ha effetti documentati sulla salute mentale e fisica: le persone LGBTQIA+ hanno tassi più elevati di depressione, ansia, ideazione suicidaria rispetto alla popolazione generale, non per ragioni intrinseche ma a causa del contesto sociale ostile.
Misgendering
Riferirsi a una persona usando pronomi, termini o titoli che non corrispondono alla sua identità di genere. Può essere involontario, ma causa disagio reale e può costituire una forma di violenza simbolica quando è deliberato o sistematico. Correggersi e usare i pronomi corretti è un gínimo di rispetto richiesto alle persone trans* e non binary.
MtF (Male to Female)
Acronimo che indica persone in transizione o già transitate dal genere maschile a quello femminile. In inglese si usa anche trans woman o donna trans. Il percorso può includere terapia ormonale (estrogeni), interventi chirurgici, o nessuno dei due.
N
Neutrois
Identità di genere non binaria in cui la persona non si riconosce in alcun genere e desidera presentarsi e percepirsi in modo il più neutro possibile, anche attraverso interventi fisici per ridurre i caratteri sessuali secondari. Non tutte le persone neutrois ricorrono alla chirurgia.
Non binary / Genere non binario
Termine ombrello che include tutte le identità di genere che non si esauriscono nel binario uomo/donna. Una persona non binary può identificarsi in nessun genere, in entrambi, in un terzo genere, o in qualcosa che varia nel tempo. Il termine inglese enby (dalla pronuncia di NB) è usato come sostantivo colloquiale. In italiano si sta diffondendo l’uso dello schwa (ə) per riferirsi a persone non binary in forma scritta.
Nome elettivo (nome di elezione)
Il nome scelto da una persona transgender o non binary in accordo con la propria identità di genere, in sostituzione del nome anagrafico. Usare il nome elettivo di una persona è un atto fondamentale di rispetto. L’uso del nome anagrafico senza consenso si chiama deadnaming.
O
Omofobia / Omobilesbotransfobia
Odio, paura irrazionale, pregiudizio e discriminazione nei confronti di persone LGBTQIA+. Il termine è stato coniato dallo psicologo George Weinberg nel 1971. Non ha valore clinico (non è una fobia nel senso psichiatrico), ma descrive un sistema di atteggiamenti discriminatori analoghi al razzismo e al sessismo. La forma più ampia e inclusiva è omobilesbotransfobia o queerfobia. In Italia manca una legge specifica che la tuteli come aggravante nei reati: il ddl Zan, che avrebbe colmato questa lacuna, è stato affossato in Senato nel 2021.
Omofobia interiorizzata
Processo per cui una persona LGBTQIA+ assorbe i pregiudizi culturali contro l’omosessualità o le identità trans* e li rivolge contro sé stessa o contro altri membri della comunità. Può manifestarsi come vergogna, auto-odio, rifiuto di fare coming out, o come discriminazione nei confronti di chi è più visibilmente queer. È uno degli effetti documentati del minority stress.
Omonegatività
Termine considerato più preciso di “omofobia” perché non si limita alla dimensione della paura ma include tutte le forme di valutazione negativa — culturali, relazionali, istituzionali — dell’omosessualità e delle identità LGBTQIA+. Usato soprattutto in ambito accademico e clinico.
Omosessuale / Omosessualità
Termine creato nel 1869 da Karl-Maria Benkert per descrivere l’attrazione sessuale e romantica verso persone dello stesso sesso. Usato in ambito medico, giornalistico e legale per decenni prima che la comunità stessa adottasse il termine “gay”. L’omosessualità è stata rimossa dall’elenco dei disturbi mentali dell’American Psychiatric Association nel 1973, e dall’OMS nel 1990.
Orientamento sessuale
Attrazione emotiva, romantica e/o sessuale di un individuo verso altri individui, in termini di genere. Non è una scelta, non cambia attraverso la volontà o le terapie, e non coincide con l’identità di genere né con il comportamento sessuale. I principali orientamenti riconosciuti: eterosessuale, omosessuale, bisessuale, pansessuale, asessuale. Esistono molte altre identità all’interno dello spettro.
Orso (Bear)
Nella comunità gay, uomo robusto e/o peloso, spesso opposto all’immagine del gay magro e depilato. La bear culture nasce negli USA negli anni Ottanta come risposta ai canoni estetici dominanti. Categorie correlate: cub (giovane orso), lontra/otter (magro e peloso), orso polare (anziano), chubby (sovrappeso, senza particolare peluria). Vedi anche Comunità ursina.
Outing
Rivelare l’orientamento sessuale o l’identità di genere di una persona senza il suo consenso. Può avere conseguenze gravi — sociali, familiari, lavorative, in alcuni contesti anche di sicurezza fisica. Diverso dal coming out, che è una scelta personale. In alcuni casi l’outing di personaggi pubblici che usano la propria posizione per ostacolare i diritti LGBTQIA+ è oggetto di dibattito interno alla comunità.
P
Pansessuale / Pansessualità
Orientamento sessuale caratterizzato dall’attrazione verso persone indipendentemente dal loro genere o sesso biologico. Il prefisso pan (tutto) sottolinea che il genere non è un fattore rilevante nell’attrazione. Diverso dalla bisessualità, anche se i confini tra le due identità sono spesso fluidi. Alcune persone usano entrambi i termini per descriversi; altre distinguono: la bisessualità come attrazione verso più generi, la pansessualità come attrazione indipendente dal genere.
Passing
Il fatto di essere percepiti dagli altri come cisgender, quando si è transgender. Una persona trans che “passa” non viene riconosciuta come tale da chi non la conosce. Il concetto è controverso: per alcune persone trans il passing è un obiettivo di sicurezza e benessere; per altre è una pressione che rafforza aspettative binarie sul genere. Non deve essere un requisito per rispettare l’identità di qualcuno.
Poliamore / Poliamoroso
Assetto relazionale in cui una persona ha contemporaneamente più relazioni sessuali e/o sentimentali, con il consenso pieno di tutti i partner coinvolti. Non è sinonimo di tradimento, infedeltà o promiscuità: si basa sulla non-esclusività consensuale, sulla comunicazione e sul rispetto. Diverso dallo scambismo o dalle coppie aperte (che spesso limitano la non-esclusività al sesso): nel poliamore, l’intimità emotiva e romantica è anch’essa non esclusiva.
PrEP (Profilassi Pre-Esposizione)
Farmaco antiretrovirale assunto da persone sieronegative per prevenire la trasmissione dell’HIV. Se assunto correttamente, riduce il rischio di contrarre il virus di oltre il 99%. In Italia è disponibile in fascia A (gratuita per chi rientra nei criteri) dal 2023. La PrEP ha cambiato profondamente il rapporto della comunità gay con il sesso sicuro e ha ridotto significativamente lo stigma associato alla sieropositività.
Pride
Marcia e insieme di eventi per i diritti e la visibilità della comunità LGBTQIA+, che si svolge in tutto il mondo, tipicamente tra maggio e luglio. Il termine “pride” (orgoglio) è la risposta alla vergogna imposta dalla società omofoba. Le prime marce sono nate in commemorazione dei moti di Stonewall (New York, giugno 1969). In Italia il primo Gay Pride nazionale si è tenuto a Roma nel 1994. Il termine “Pride” ha sostituito progressivamente “Gay Pride” per essere più inclusivo di tutte le identità LGBTQIA+.
Pinkwashing
Uso strumentale del sostegno ai diritti LGBTQIA+ da parte di aziende, istituzioni o governi per migliorare la propria immagine pubblica, senza che tale sostegno si traduca in cambiamenti reali. Il termine è usato anche in senso geopolitico (vedi homonationalism). Il pinkwashing aziendale è particolarmente visibile ogni giugno, durante il Pride Month: molti brand aggiungono la bandiera arcobaleno ai loro prodotti senza contribuire concretamente alle lotte LGBTQIA+.
Pronomi di genere / Neopronomi
I pronomi con cui una persona preferisce essere identificata, in base alla propria identità di genere. In italiano, la questione è più complessa che in inglese: l’italiano è una lingua grammaticalmente di genere, e non esiste ancora un pronome neutro di uso comune. Alcune soluzioni adottate: l’asterisco (lɛ), la schwa (lə), la vocale -u (lu). In inglese, il pronome neutro più diffuso per le persone non binary è they/them. Chiedere i pronomi di qualcuno è un gesto di rispetto; usarli correttamente evita il misgendering.
Q
Queer
Termine originariamente dispregiativo in inglese (significava “strano”, “eccentrico”), rivendicato dagli anni Novanta come termine di orgoglio e resistenza politica da chi non si riconosceva nelle categorie fisse di gay, lesbica, bisessuale. Oggi è usato in senso ampio come termine ombrello per tutto lo spettro delle identità LGBTQIA+, ma anche come identità specifica da chi rifiuta le etichette. Ha anche un valore accademico: la queer theory è un campo di studi che analizza e decostruisce le norme di genere e sessualità.
Questioning (confuso/a)
Termine che indica chi è in un momento di esplorazione o incertezza riguardo al proprio orientamento sessuale e/o identità di genere. Non implica debolezza o instabilità: è un processo normale e spesso lungo. La Q nell’acronimo LGBTQIA+ può stare sia per queer che per questioning.
R
Rainbow (Bandiera arcobaleno)
Simbolo internazionale del movimento LGBTQIA+, creato da Gilbert Baker nel 1978. I colori originali erano otto; la versione più diffusa oggi è a sei strisce (rosso, arancione, giallo, verde, blu, viola). Varianti più recenti includono la Progress Flag (2018) e la bandiera intersessuale. La bandiera arcobaleno è presente ai Pride di tutto il mondo e in molti contesti di visibilità LGBTQIA+.
Riassegnazione anagrafica
Procedimento legale che consente alle persone transgender di modificare il genere e il nome sui documenti ufficiali. In Italia è regolata dalla legge 164/1982. Non richiede obbligatoriamente la chirurgia, come chiarito dalla Corte di Cassazione nel 2015, ma la procedura resta lunga, onerosa e affidata alla discrezionalità dei tribunali. La semplificazione del percorso di rettifica anagrafica è una delle principali richieste del movimento trans* italiano.
Riassegnazione chirurgica di sesso (RCS)
Percorso medico-chirurgico che alcune — non tutte — le persone transgender scelgono per adeguare il proprio corpo all’identità di genere. Include interventi diversi a seconda del percorso: per le donne trans, orchiectomia e/o vaginoplastica; per gli uomini trans, mastectomia, isterectomia, falloplastica o metoidioplastica. Non è un passaggio obbligatorio per essere transgender.
S
Schwa
Vocale neutra dell’Alfabeto Fonetico Internazionale, rappresentata dalla lettera “e” rovesciata (ə), proposta dalla sociolinguista Vera Gheno come soluzione per riferirsi a persone di genere non binario in italiano senza ricorrere al maschile sovraesteso. Usata in sostituzione delle desinenze -o/-a di nomi e aggettivi: “tuttə”, “lə studentə”. Non è ancora standardizzata e il suo uso è discusso, ma è cresciuto significativamente negli ultimi anni, soprattutto in contesti attivisti, culturali e giornalistici.
Sesso biologico
Insieme delle caratteristiche biologiche che definiscono un individuo come maschio, femmina o intersessuale: cromosomi, ormoni, gonadi, genitali interni ed esterni. Non coincide necessariamente con l’identità di genere né con l’espressione di genere. Il sesso biologico stesso non è sempre binario: le persone intersessuali mostrano che la biologia è più variabile di quanto il binario maschio/femmina rappresenti.
Sodomia
Termine storico, di origine biblica, usato per secoli per indicare i rapporti sessuali anali — tra uomini, ma anche eterosessuali. Ha avuto una lunga storia come categoria giuridica e morale di condanna. Entrato nel latino medievale alla fine del 1100, è rimasto un termine legale in molti paesi fino al XX secolo. Oggi è considerato obsoleto e connotato negativamente; viene usato quasi esclusivamente in contesti storici o religiosi conservatori.
Spettro ace (spettro asessuale)
Insieme delle identità che rientrano nell’area dell’asessualità o della poca attrazione sessuale: asessuale, demisessuale, greysessuale, semisessuale e altre. Le persone “ace” hanno esperienze molto diverse tra loro: alcune non provano alcuna attrazione sessuale, altre la provano raramente o in condizioni particolari. La A nell’acronimo LGBTQIA+ include le persone dello spettro ace.
Straight
Termine inglese per eterosessuale. Usato anche in italiano, spesso in contrapposizione a “gay” o “queer”.
T
TERF
Acronimo di Trans-Exclusionary Radical Feminist: femminista radicale che esclude le donne transgender dagli spazi e dalle lotte femminili, sostenendo che le donne trans non siano “vere donne”. Le posizioni TERF sono considerate transfobiche dalla maggioranza della comunità LGBTQIA+ e da molte organizzazioni femministe. Il termine è spesso contestato da chi vi si trova etichettato, che preferisce “femminista gender-critical”. Il dibattito è particolarmente acceso nel contesto anglosassone.
Teoria del gender
Espressione coniata in ambienti cattolici conservatori negli anni Novanta per riferirsi in modo critico — e distorto — agli studi di genere. Sostiene l’esistenza di un “complotto” da parte di accademici, attivisti e organizzazioni internazionali per distruggere la famiglia e l’ordine naturale. Non ha alcun fondamento scientifico: è una teoria del complotto usata come arma retorica contro i diritti LGBTQIA+ e il femminismo. Da non confondere con la teoria queer, che è un campo accademico legittimo.
Teoria queer
Campo di studi critici emerso negli anni Novanta, che analizza e decostruisce le norme di genere e sessualità. Sulla scia di Michel Foucault, Judith Butler e altri, la teoria queer mette in discussione la naturalità delle categorie sessuali e di genere, sostenendo che esse siano costruzioni sociali e culturali. Ha influenzato profondamente il pensiero attivista, artistico e accademico LGBTQIA+.
Terapia ormonale (HRT)
Trattamento medico che prevede la somministrazione di ormoni per modificare le caratteristiche sessuali secondarie del corpo. Per le donne trans: estrogeni e antiandrogeni. Per gli uomini trans: testosterone. Può essere parte del percorso di affermazione di genere. Produce effetti progressivi nel tempo: cambiamenti nella distribuzione del grasso corporeo, nella crescita dei peli, nella voce (per la terapia con testosterone), nella pelle. In Italia il percorso ormonale per le persone trans è regolato dalla legge 164/1982 e richiede valutazione psicologica e spesso supervisione multidisciplinare.
Tomboy
Termine che indica una persona di sesso biologico femminile con espressione di genere maschile o androgina. Non implica necessariamente un’identità transgender o un orientamento lesbico, anche se spesso vi si sovrappone. Ha una lunga storia nella cultura popolare e nell’immaginario letterario e cinematografico.
Top
In inglese, il partner che assume il ruolo insertivo (penetrante) durante il sesso. Opposto di bottom. Chi preferisce entrambi i ruoli è detto versatile.
Transessuale / Transessualità
Termine che indica una persona la cui identità di genere non corrisponde al sesso biologico assegnato alla nascita, e che spesso intraprende un percorso di transizione medica (ormonale e/o chirurgica) per allineare il corpo al genere percepito. Alcuni preferiscono questo termine a “transgender”; altri lo considerano troppo legato alla medicalizzazione. In Italia è il termine storicamente più usato in ambito legale e medico. Il termine “transessualismo” come diagnosi è stato progressivamente abbandonato.
Transfobia
Odio, paura, pregiudizio e discriminazione nei confronti delle persone transgender e transessuali. Si manifesta in forme che vanno dalla violenza fisica all’esclusione lavorativa, dal misgendering all’opposizione a leggi che riconoscono i diritti trans*. Le persone transgender — in particolare le donne trans di colore — sono tra le più colpite da violenza nella comunità LGBTQIA+.
Transgender
Termine ombrello che include tutte le persone la cui identità di genere non corrisponde al genere assegnato alla nascita. Include persone transessuali, non binary, genderfluid, genderqueer e altre identità. Non tutte le persone transgender fanno un percorso medico: l’identità transgender non dipende dalla chirurgia o dagli ormoni. Il termine è preferito da molti rispetto a “transessuale” perché non riduce l’esperienza alla dimensione corporea.
Transizione / Affermazione di genere
Insieme dei percorsi — sociali, legali, medici — attraverso cui una persona transgender afferma la propria identità di genere. Il percorso sociale include cambiare nome, pronomi, abbigliamento; quello legale la rettifica anagrafica; quello medico la terapia ormonale e/o gli interventi chirurgici. Non tutti i percorsi sono necessari o desiderati da ogni persona trans*. Oggi si preferisce spesso il termine “affermazione di genere” a “transizione” perché sottolinea il riconoscimento di un’identità già esistente, non la creazione di una nuova.
Triangolo rosa / Triangolo marrone
Il triangolo rosa era il marchio imposto ai gay nei campi di concentramento nazisti; il triangolo marrone era usato per le lesbiche. Rivendicati a partire dagli anni Settanta come simboli di memoria e resistenza dalla comunità LGBTQIA+, sono oggi tra i simboli storici del movimento queer internazionale.
Tribadismo
Pratica erotica tra donne che consiste nello sfregamento dei genitali. È una delle pratiche sessuali lesbiche più anticamente documentate, presente in Luciano, Marziale e altri autori latini. Il termine deriva dal greco tribein (strofinare).
Twink
Nella cultura gay, giovane uomo di corporatura magra e aspetto giovanile, spesso glabro o con pochi peli. Termine di origine anglosassone, usato sia in senso descrittivo che come identità estetica. Convenzionalmente opposto all’orso (bear). Ha una forte presenza nell’industria pornografica gay.
Two-Spirit
Termine usato da alcune culture indigene nordamericane per indicare persone che incarnano qualità sia maschili che femminili, o che occupano un ruolo di genere specifico e spiritualmente riconosciuto nella propria comunità. È un termine specifico di quelle culture: non è appropriato usarlo come sinonimo generico di non binary o gender non-conforming al di fuori di quel contesto. Incluso spesso nell’acronimo LGBTQIA+ con la sigla 2S.
U
Unioni civili
Istituto giuridico introdotto in Italia dalla Legge Cirinnà (76/2016) che riconosce le coppie formate da persone dello stesso sesso, attribuendo loro alcuni — ma non tutti — i diritti delle coppie sposate. Mancano rispetto al matrimonio: l’adozione piena, la stepchild adoption automatica, alcune tutele in ambito successorio e familiare. Per il movimento LGBTQIA+ italiano, le unioni civili sono state un primo passo, non un traguardo.
U=U (Undetectable = Untransmittable)
Principio scientifico che afferma: una persona sieropositiva con carica virale non rilevabile — grazie alla terapia antiretrovirale — non trasmette il virus HIV ai partner sessuali. Validato da studi clinici su larga scala (PARTNER, PARTNER2, Opposites Attract). Ha trasformato la percezione della sieropositività e ridotto lo stigma, oltre a essere un argomento centrale nelle politiche di prevenzione e nella comunicazione sulla salute sessuale.
V
Versatile
Nella comunità gay, indica chi può assumere sia il ruolo insertivo (top) che quello ricettivo (bottom) durante i rapporti sessuali. Spesso abbreviato in vers.
Visibilità
Nella cultura LGBTQIA+, la visibilità indica il fatto di vivere pubblicamente e apertamente la propria identità — nei media, sul lavoro, in famiglia, nella sfera pubblica. La visibilità ha un valore politico e psicologico: per molte persone LGBTQIA+ — soprattutto giovani — vedere rappresentazioni di sé stesse aiuta a nominare la propria esperienza e a sentirsi meno soli. Al tempo stesso, la visibilità non è un obbligo: il coming out è sempre una scelta individuale.
Voguing
Stile di danza nata nella cultura ballroom di New York negli anni Ottanta, caratterizzato da movimenti angolari, pose ispirate alla moda, e performance altamente stilizzate. Il nome viene dalla rivista Vogue. Resa famosa a livello globale da Madonna nel 1990, è parte integrante della cultura queer nera e latina. Praticata nelle ballroom attraverso categorie competitive.
Z
Ze / Zir
Neopronomi di genere neutro usati in inglese da alcune persone non binary, in alternativa a they/them. In italiano non hanno un equivalente diretto: il dibattito sui neopronomi italiani è ancora aperto. Oltre a ze/zir, esistono altre proposte in inglese: xe/xem, ey/em, fae/faer.
FF significato