Il Dipartimento di Giustizia USA valuta restrizioni sulle armi per le persone trans dopo la sparatoria di Minneapolis

Il precedente sarebbe clamorosamente pericoloso, perché andrebbe a collegare l'identità alla criminalità. E i numeri dicono tutt'altro. Da gennaio 2013 a oggi, delle oltre 5.700 sparatorie di massa d'America solo cinque sono state attibuite a persone trans.

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Il Dipartimento di Giustizia USA valuta restrizioni sulle armi per le persone trans dopo la sparatoria di Minneapolis - Robin Westman - Gay.it
Robin Westman, killer di Minneapolis
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Una settimana fa Robin Westman ha aperto il fuoco all’interno dell’Annunciation Catholic School, a Minneapolis, uccidendo due bambini di 8 e 10 anni, oltre ad averne feriti altri 21, per poi suicidarsi. Westman, 23 anni, si definiva donna transgender. È bastato tanto per scatenare i transfobici d’America, che hanno puntato il dito contro una comunità già sotto attacco, dimenticando che il 98% delle sparatorie di massa sono compiute da uomini cisgender.

Trump vuole negare le armi alle persone trans?

Le persone trans nell'esercito USA sono circa 15.500: hanno diritto all'assistenza sanitaria, contrariamente a quanto richiesto dal Presidente Trump.

Ma l’amministrazione Trump sta pensando ad una nuova norma ad hoc e discriminatoria. Il Dipartimento di Giustizia starebbe valutando inedite normative che potrebbero limitare il possesso di armi da fuoco per le persone trans. Lo riferisce la CNN, che ha citato funzionari a conoscenza di simili discussioni. Il dipartimento vorrebbe classificare la disforia di genere come una condizione di salute mentale che possa impedire il possesso di armi da fuoco.

L’attuale legge federale consente restrizioni al diritto di possedere armi da fuoco per le persone ritenute mentalmente “instabili” da un tribunale, ma estendere tale quadro all’identità di genere segnerebbe un significativo e inaccettabile cambiamento all’interno della politica federale, che di fatto eticherebbe le persone trans come “malate di mente”. Nel 2019 la transessualità è stata finalmente depatologizzata dall’OMS, spostando l’incongruenza di genere dalla categoria dei disturbi mentali a quella delle condizioni di salute sessuale nella sua Classificazione Internazionale delle Malattie.

Il Dipartimento di Giustizia, sotto la guida del Procuratore Generale Pam Bondi, ha affermato che “sta valutando attivamente opzioni per prevenire il modello di violenza che abbiamo riscontrato in individui con specifici problemi di salute mentale e disturbi da abuso di sostanze. Al momento non sono state avanzate proposte specifiche in materia di giustizia penale”. 

L’idea del Dipartimento di Giustizia è attualmente in una fase iniziale e non è stata ancora introdotta alcuna norma formale. Se venisse presentata andrebbe quasi certamente incontro a sfide legali per motivi puramente costituzionali, tra cui violazioni del Secondo Emendamento e di tutela contro la discriminazione. Il precedente sarebbe clamorosamente pericoloso, perché andrebbe a collegare l’identità alla criminalità. Un alto funzionario del Dipartimento di Giustizia, scrive la CNN, avrebbe messo in guardia da simile proposta, perché se dovesse prendere piede incontrerebbe complicazioni costituzionali. Milioni di americani soffrono di problemi di salute mentale e molti assumono farmaci, ma non rappresentano un pericolo per la società e pertanto i loro diritti non possono essere violati. Il diritto alle armi negli Stati Uniti è garantito dal Secondo Emendamento della Costituzione, che stabilisce “il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto“.

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Il 98% delle stragi USA è compiuto da uomini cisgender

Negli USA sale il clima di violenza intorno alle persone trans: che iniziano ad armarsi. (photo credit: Pink Pistols)
Negli USA sale il clima di violenza intorno alle persone trans: che iniziano ad armarsi. (photo credit: Pink Pistols)

Ci sono poi i tragici numeri dicono, che dicono tutt’altro. In un Paese dove circolano 390 milioni di armi da fuoco tra i civili, superando di fatto numero il numero di abitanti, la quasi totalità delle stragi è compiuta da uomini cisgender. Da gennaio 2013 a oggi, delle oltre 5.700 sparatorie di massa in America solo cinque sono state attibuite a persone transgender, come precisato da Mark Bryant, direttore esecutivo fondatore del Gun Violence Archive.

Non sono a conoscenza di alcuna prova a sostegno dell’affermazione che le persone transgender siano sproporzionatamente responsabili di episodi di violenza di massa negli Stati Uniti, comprese le sparatorie nelle scuole”, ha aggiunto a USA Today Michael Jensen, direttore del National Consortium for the Study of Terrorism and Responses to Terrorism, poco dopo la sparatoria di Minneapolis. “In realtà, i dati suggeriscono esattamente il contrario“. Su 1.000 sparatorie con “vittime di massa” identificate da Jensen dal 2023 a oggi, “si possono contare su meno di una mano quante di queste siano state perpetrate da una persona transgender”.

GLAAD  ha puntato il dito contro il Dipartimento di Giustizia, accusando Trumo di voler usare la comunità transgender come capro espiatorio. “Invece di soluzioni concrete, l’amministrazione sta ancora una volta scegliendo di usare un capro espiatorio per prendere di mira una popolazione piccola e vulnerabile“, ha affermato il portavoce dell’associazione LGBTQIA+ più importante d’America, sottolineando come pur rappresentando meno del 2% della popolazione statunitense le persone trans abbiano una probabilità quattro volte maggiore di essere vittime di reati. “Tutti meritano di essere se stessi, di essere al sicuro e di essere liberi da violenza e discriminazione”.

In un Paese sempre più ostile nei confronti delle persone trans, con il presidente Donald Trump che vuole di fatto cancellarle, tante di queste si stanno iscrivendo a corsi di autodifesa, imparando a sparare. Ne avevamo scritto a fine maggio, con il proliferare dei cosiddetti Pink Pistols, centri per persone LGBTIAQ+ che vogliono armarsi.

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