Drusilla Foer a Sanremo 2022: trionfo dell’inclusività o scelta conservatrice?

Noi di Gay.it non stiamo nella pelle, ma secondo alcuni la scelta della dell'artista milanese sarebbe discutibile.

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Dopo le polemiche su Checco Zalone, legate ad una possibile lettura transfobica del suo intervento, oggi è il giorno del debutto di Drusilla Foer, strepitosa e raffinata nobildonna ideata, pensata, e inventata dalla mente di Gianluca Gori, il suo alter ego, chiamata a sorpresa da Amadeus a co-condurre la terza serata di Sanremo 2022.

Nonostante la sua presenza sia indubbiamente un elemento queer all’interno di un Festival decisamente contemporaneo sul piano della rappresentazione – e noi di Gay.it ne siamo felicissimi, in primis per la caratura artistica di Drusilla, e in secondo luogo perché amatissima dal mondo LGBTQ+ -, secondo alcuni il personaggio Foer ha paradossalmente anche caratteristiche “esclusive”, ovvero il riferimento ad un immaginario rassicurante, alto-borghese, che in qualche modo perpetua una visione macchiettistica degli artisti queer in TV, tradizionalmente rappresentati in panni caricaturali.

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