Già la seconda stagione era stata un colpo di scena, perché inizialmente non prevista e di fatto realizzata a grandissima richiesta, ma una terza non ci sarà. Netflix non ha rinnovato Tutto chiede Salvezza, tratta dall’omonimo romanzo di Daniele Mencarelli. A darne notizia lo sceneggiatore nonché regista della serie, Francesco Bruni.
L’annuncio di Francesco Bruni

“Rispondo alle vostre innumerevoli domande per dirvi che purtroppo NON ci sarà una terza stagione“, ha scritto su Instagram Bruni. “Noi scivoliamo con discrezione dietro il sipario come Matilde, ringraziando voi, che ci avete accompagnato e sostenuto con continuo, incredibile affetto; e ringraziamo anche Picomedia e Netflix per averci concesso questa bellissima opportunità. Voi rimarrete con la curiosità di sapere se Daniele starà con Nina o con Angelica, se Maria crescerà felice, se Matilde è viva, se Alessandro tornerà a camminare, se Gianluca troverà l’Amore, e via dicendo per tutti questi amatissimi personaggi (e magnifici attori). Noi sceneggiatori lo sappiamo, e chissà che un domani non troveremo il modo di raccontarlo, speriamo non al bar. Grazie ancora, sono stati anni indimenticabili“.
Tutto chiede Salvezza come Prisma?

Una chiusura che non arriva propriamente inaspettata, come accaduto con Prisma su Prime Video, la cui storia è stata letteralmente troncata lasciando dietro di sè mille domande senza risposta. Anche in questo caso Bruni si è detto dispiaciuto, facendo intendere che avrebbe voluto lavorare ad una 3a stagione, chiudendo le tante linee narrative tracciate nel corso delle prime due stagioni. L’immagine scelta da Bruni per annunciare il mancato rinnovo di Tutto chiede Salvezza ha come protagonista Matilde, interpretata da una magnifica e sorprendente Drusilla Foer.
Tutto chiede Salvezza, di cosa parla?

Nel 2022 la prima stagione aveva stupito tutti, con protagonista Federico Cesari di Skam Italia, in questo caso negli abiti di Daniele, ragazzo che si risveglia in un SPDC (Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura) contro la sua volontà dopo aver subito un TSO. Sette giorni che gli cambieranno la vita.
Nella seconda stagione Daniele e Nina (Fotinì Peluso) sono diventati i genitori della piccola Maria e poco dopo la sua nascita si sono allontanati. Li abbiamo ritrovati a contendersi l’affidamento della bambina con il supporto delle rispettive e diversissime famiglie. Daniele, dopo l’intensa esperienza vissuta durante la settimana di TSO, ha scelto di diventare infermiere e, grazie all’intervento della dottoressa Cimaroli, entra come tirocinante nell’ospedale in cui era stato ricoverato. Ha cinque settimane per dimostrare al giudice che quello può diventare un impiego stabile, accreditandosi come un genitore affidabile. In questa nuova veste, Daniele conosce i nuovi pazienti della camerata, che lo costringono a riflettere sul suo eccesso di empatia verso il dolore degli altri e che rischiano di farlo deragliare di nuovo.
Una seconda stagione meno riuscita della prima, per forzature narrative varie, ma dalla qualità comunque medio alta e con attori di rara bravura. Che non vedremo comunque più, almeno non insieme. A meno che prima o poi Bruni e lo stesso Daniele Mencarelli, autore del romanzo che ha messo mano anche alle sceneggiature di entrambe le stagioni, non riescano a far risorgere l’intero progetto.

