Per Dua Saleh la musica ha radici nel passato: il suo primo ricordo da piccolə, risale a quando ascoltava mixtape di musica sudanese nella sala da pranzo. Avevamo questo gigantesco impianto audio vintage, ed era divertente ballare per casa le canzoni con cui era cresciuta mia madre, ci racconta. Quando non ballava, scriveva poesie. Ha iniziato a quattro anni e continuato fino agli anni del liceo, quando partecipava alle serate open mic. Nel 2017, un video della sua performance, condiviso su canale YouTube della casa editrice Button Poetry, ha raggiunto oltre centomila visualizzazioni. Se musica e poesia ci sono sempre state, è arrivata la recitazione: all’università studiò La Meisner Technique, tecnica didattica che permette all’attore di recitare in modo completamente onesto, favorendo un’interpretazione basata più sull’istinto e meno sulla “testa”. È un metodo recitativo brutale, spiega Saleh, L’ho fatto solo per un semestre, ma è stato pazzesco vedere la reazione delle persone a quel corso.
Il grande momento è arrivato nel 2021, quando è entratə a far parte del cast di Sex Education, interpretando i panni del personaggio non binary, Cal. Ma far parte di una delle serie tv più famose e riconosciute degli ultimi anni, non ha messo da parte il primo amore: lo scorso 11 Ottobre, ha rilasciato YOU SHOULD CALL THEM, album di debutto, che il prossimo 21 Marzo porterà in concerto anche in Italia, sul palco del BIKO a Milano. Se della tecnica Meisner ha mantenuto l’onestà, dell’infanzia ha conservato il divertimento: il titolo dell’album è basato su un meme usato per quando vedi qualcosa di suggestivo e ripensi allə tuə ex. Nel caso di Saleh, riferimento puramente (non) casuale alla propria transessualità– Dua come Cal in Sex Education, utilizza i pronomi they/them– e un tentativo di rallegrare il mood di un album che, sotto l’ironia, parla di ambientalismo, relazioni, e tutte le angosce che ne derivano. La giustizia ambientale è sempre stata alla base di come mi relaziono al mondo, spiega, La Terra è un luogo sacro e divino che ci raccoglie in tutte le nostre complessità. In quest’album ho voluto parlare della mia relazione con la Terra, e di come l’hanno trattata gli umani. È stato facile farlo mentre pensavo alle mie di relazioni. Senza essere troppo lucubre, vorrei fossimo meno tossici con questo meraviglioso pianeta. Se non iniziamo a prenderci cura di lei, ci si ritorcerà contro e butterà giù le fondamenta della nostra realtà .
Ma la musica di Dua Saleh non vuole incupirci. Al contrario, è un viaggio catartico in 12 tracce per dare spazio alla nostra voce, dire la verità mentre proviamo i sentimenti più scomodi, e trovare un senso di speranza nel caos circostante: che sia l’emergenza climatica, la tua identità il genere, o una situationship.
A qualche settimana dal suo arrivo in Italia, l’abbiamo intervistatə per conoscerlə meglio.
Intervista con Dua Saleh

Quando ascolto la musica, io mi sento completamente svincolatə dalle norme di genere. Com’è per te? C’è più libertà quando ti esprimi attraverso voce e suoni?
Empatizzo con quello che dici. È decisamente liberatorio perdersi nel cuore delle canzoni che scrivo. Quando faccio musica, mi sento senza limiti, come se fossi trascinatə da un flusso e fluttuassi nell’universo, senza alcuna aspettativa da parte delle persone. Mi sento autorizzatə solo ad essere, sentire e immaginare. La musica per me funziona meglio di una conversazione profonda. Posso strisciare, sussurrare, tubare, e ringhiare. Posso lamentarmi, ridere, o esprimere eccitazione. Mi capisce.
Scrivere canzoni ti permette di essere più apertə con le altre persone o è un luogo speciale dove vai quando non puoi dire quello che vorresti dire?
Penso che ogni cosa abbia il suo tempo con la musica. L’ecosistema musicale può essere sorprendente quando c’è collaborazione. È come se ti stai avvicinando a cogliere una piccola parte dello spirito di qualcun altrə, una parte di sé che ti offrono per arricchire il mondo artistico in cui esistiamo tuttə. Alcune volte le canzoni sono così personali che non vedranno mai la luce del giorno. Alcune volte è dove vado per esprimere meglio i miei sentimenti e aprirmi di più, e altre volte è come custodire un segreto dentro le mie tasche.
Nell’album duetti anche con l’artista serpentwithfeet e hai dichiarato che a connettervi è stata la vostra queerness. Puoi parlarmene di più? Com’è stato lavorare insieme qualcunə che sembra aver vissuto un’esperienza di vita simile alla tua?
Sì, entrambə non abbiamo paura a parlare delle nostre relazioni o situationship nella musica. Quando sei una persona queer che parla apertamente della propria vita sentimentale, diventi intrinsecamente politicizzata agli occhi del mondo. Penso che la natura insolente della nostra scrittura e la produzione sperimentale e underground che puoi sentire nella nostra discografia, aiuta a creare un mondo in cui viviamo entrambə, soprattutto in quanto persone del mondo RnB/dark soul. È stato meraviglioso incontrarlo. È una persona davvero dolce che straripa di talento. Un vero genio. È stato un onore condividere lo studio di registrazione insieme a qualcuno così ben riconosciuto e parte della comunità LGBTQIA+.

È stato così anche per il tuo personaggio Cal in Sex Education? Qual è la chiave, a tuo parere, per rappresentare una persona non binaria in maniera rispettosa e tridimensionale?
Cal è lə miə bimbə. Lə amo. Mi sento così orgogliosə ad essere parte della storia Trans e Non Binary rappresentando la sua anima! Avrei davvero voluto avere quel genere di rappresentazione quando andavo a scuola e non avevo ancora fatto coming out. Se avessi visto qualcunə come Cal sullo schermo avrei provato maggiore sicurezza e amore per il mondo, sarei statə più allegrə. Penso che in questo caso, faccia bene avere qualcunə che possa identificarsi nell’esperienza vissuta da una persona trans*. Quando provi empatia, puoi individuare meglio quello che vive una persona come Cal.
Pensi che lə piacerebbe il tuo album?
Penso che tra i miei progetti sarebbe il suo preferito. Sono canzoni perfette per fare skate e incazzarti!
Ti senti più vulnerabile sul set o in studio di registrazione?
Mi sento più vulnerabile sul set perché è un’arte ancora nuova per me e ci sono più persone coinvolte. Sono introversə e il set mi sovrastimola molto facilmente, mentre con la musica ci sono di solito solo altre 2 o 4 persone nella stanza! Ma mi piacciono tutte e due. Ho imparato tanto su me stessə attraverso la recitazione, quindi ne sono molto gratə. Mi hanno insegnato due lezioni diverse.
Qual è stata la canzone più difficile e quella più divertente da creare?
2excited è stata sicuramente la mia jam session preferita tra tutti i brani di quest’album! È stata anche la più difficile perché nell’outro abbiamo sperimentato con Black Metal e RnB: ho decisamente dovuto affidarmi a tutte le mie forze vocali.
Pensi di aver trovato la tua verità con quest’album?
È stato interessante essere un po’ più onestə riguardo le mie relazioni in quest’album. Di solito, sono un po’ più elusivə riguardo le esperienze di cui parlo nelle canzoni, forse dovuto anche al mio background nella poesia. Nelle canzoni cerco di essere più riservatə, ma stavolta ho accolto alcunə amicə che scrivono canzoni come me. Mi hanno spintə ad essere più accessibile con le parole, così che le persone potessero sentire davvero quello che dico. Ora lo vedo nei miei concerti: le persone cantano quei testi insieme a me perché son state nelle stesse situazioni che ho vissuto io.
A proposito di trovare speranza nel caos, cosa speri che provino le persone trans* che ascolteranno il tuo album?
Spero che ballino spudoratamente e facciano un po’ di amore t47*.
*ndr. t4t è un termine anglofono che significa ‘trans for trans’ per parlare di persone trans* che vivono attrazione romantica o sessuale rivolta ad altre persone trans*
Il concerto di Dua Saleh si terrà il prossimo 21 Marzo a Milano presso il club BIKO.
Qui informazioni per orari e biglietti.
