Continua a far rumore il coming out di Elliot Page, star di Juno e The Umbrella Academy da due giorni dichiaratamente persona trans e non-binaria.
Congratulazioni sono piovute da ogni parte del mondo, ma anche gli hater hanno puntualmente trovato spazio e forza, finendo per andare a colpire persino Emma Portner, 26enne ballerina e coreografa dal 2018 moglie di Elliot. Sui social Emma si era così complimentato con l’amato: “Sono così orgogliosa di Elliot. Le persone transgender, queer e non binarie sono un dono per questo mondo. Chiedo anche pazienza e privacy, che vi uniate a me nel fervido sostegno alla comunità trans. L’esistenza di Elliot è un dono in sé e per sé. Ti amo così tanto“.
A questo messaggio un’idiota le ha risposto, provocatoriamente: “Ora sai di avere un marito. Spero che tu non sia lesbica“. Immediata la controreplica di Emma, presto diventata virale.
Le mie preferenze sessuali e la mia identità di genere non sono affari tuoi. Tieniti le tue etichette su di me. Sono il più fluida possibile.
L’idiota non si è accontentato, continuando a scrivere commeti su commenti, fino a quando un altro utente ha così messo il punto: “Chi ami è CHI AMI. È davvero così semplice. Emma ama Elliot perché è Elliot. L’amore è in realtà ciò che comprende tutto, e sembra che la tua vita abbia bisogno di più amore“.
Dall’Italia, puntuale, è arrivato l’indecente commento di Mario Adinolfi: “Era bella attrice di nome Ellen Page. La gloria si trasformò in noia e ci disse che dovevamo sapere che era lesbica. Ok, no problem. Troppo ordinario però. Oggi ci dice che si chiama Elliot, è una “persona trans non binaria”, bisogna dargli del lui e se non applaudi sei omofobo. Repubblica spiega che bisogna applaudire “il coraggio”. Segue lungo elenco di plaudenti, da Mia Farrow a Vladimir Luxuria. Io invece penso che se uno è grasso diciamo come me e fa un comunicato per dire “da oggi dovete dire che sono magro” come minimo va chiamata la croce verde“.
