Prosegue a distanza lo scontro verbale tra Vivian Jenna Wilson, figlia trans di Elon Musk, e l’uomo più ricco del mondo, che da mesi alimenta transfobia social e istituzionale, in quanto braccio fidato di Donald Trump. Ma andiamo con ordine.
Vivian Jenna Wilson su Teen Vogue

Nel corso di una nuova intervista a Teen Vogue, Vivian Jenna Wilson ha ribadito che non le “frega un c**o” di suo padre, tanto da definirlo un “patetico bambinone“.
“Perché dovrei avere paura di lui? Perché è ricco? Oh no, sto tremando. Non me ne frega un c**o di quanti soldi abbia la gente“, ha precisato Wilson. “Non mi interessa. Davvero. Lui è il proprietario di Twitter. Okay”. “La merd* del saluto nazista è stata folle“, ha continuato Vivian. “Quella m*rda era decisamente un saluto nazista“, facendo riferimento al criminale gesto del padre nel giorno dell’insediamento di Trump alla Casa Bianca. Elon e Vivian non si parlano dal 2020.
“Vedere quel tipo di ricchezza, ricchezza stravagante, in prima persona, mentre si vive a Los Angeles e vedere il [grande] problema dei senzatetto, il divario di ricchezza… Inizi a chiederti, come può essere giusto?”, si è domandata Wilson, che ora vive e studia a Tokyo. “Si deve inevitabilmente giungere alla conclusione che non lo è. Non esiste un mondo in cui le persone dovrebbero possedere più aerei privati, isole private, mentre altre persone dormono per strada“. Dinanzi alla nuova amministrazione Trump, Vivian ha criticato pubblicamente le politiche transfobiche portate avanti dal nuovo presidente.
“Come donna trans, sarei terrorizzata dal perdere l’accesso a cure mediche garantite. Se non avessi fatto la transizione medica all’età in cui l’ho fatta, non so cosa sarebbe successo”. “La transizione da minorenne era qualcosa che era necessario dal punto di vista medico per non farmi suicidare, ed è davvero importante proteggere l’accesso alle cure trans per i giovani trans“.
Vivian ha infine respinto l’ipotesi che suo padre si sarebbe radicalizzato a causa della sua transizione: “È una narrazione così comoda, che il motivo per cui abbia virato verso destra è perché sono una fottut* trans, e non è proprio così. Non è questo che succede alle persone”. “Il fatto che lui si sia spostato ulteriormente a destra, e userò la parola “ulteriormente” (assicurati di mettere “ulteriormente”), non è dovuto a me. È folle”.
La scorsa estate Musk ha scritto su X che sua figlia era “nata gay e leggermente autistica“, aggiungendo che, da bambina “mi sceglieva i vestiti da indossare e mi diceva che erano ‘favolosi!'”. Secondo Musk sua figlia sarebbe stata “indottrinata” e deviata dalla “cultura woke”. Adesso Wilson è fuggita da X ed è sbarcata su Threads, di proprietà di Meta, definendosi “regina” della piattaforma.
Musk diffama le persone trans accusandole di danneggiare le Tesla
12 ore dopo la pubblicazione dell’ìntervista di Wilson su Teen Vogue, Musk è tornato ad attaccare la comunità trans con accuse infamanti e infondate. A darne notizia la CNN. Elon ha infatti condiviso cinguettii che collegherebbero i tantissimi atti di vandalismo alle Tesla alle persone trans e non binarie.
“Quali sono le statistiche sulla violenza trans?”, si è domandato Musk in un altro post X nella giornata di ieri. “La probabilità che una persona trans sia violenta sembrano essere molto più alte rispetto alle persone non trans. Le iniezioni di ormoni causano un’estrema volatilità emotiva. Questo è semplicemente un dato di fatto”.
Musk ha poi condiviso una clip di Fox News in cui il conduttore Harris Faulkner ha chiesto alla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt se il vandalismo nei confronti delle Tesla potrebbe valere la pena di morte, perché incendiare un’auto potrebbe essere letale per altre persone.
“Quello che posso dirvi è che il presidente Trump condanna queste violenze, ed è determinato a ripristinare la legge e l’ordine nel nostro paese, e assicurerà che vengano perseguite le pene più severe per coloro che sono coinvolti in questa violenza feroce che abbiamo visto mirata a questa azienda americana“, ha detto Leavitt in risposta allo scenario ipotetico di Faulkner.
Musk, che si definisce un “assolutista della libertà di parola“, utilizza X per attaccare ripetutamente immigrati e persone transgender, nonché per diffondere una teoria cospirazionista antisemita.
X, la macchina della disinformazione di Elon Musk
Quella di Musk, come scrive FactaNews, è ormai a tutti gli effetti una vera e propria macchina della disinformazione che parla a centinaia di milioni di follower.
X, ex Twitter da lui comprato nel 2022 per 44 miliardi di dollari, viene quotidianamente utilizzato come megafono dell’ultradestra, con l’algoritmo che sarebbe stato modificato per favorire nel feed i contenuti rilanciati dal proprietario e quelli della sua parte politica. Secondo un rapporto del gruppo no-profit CCDH le affermazioni false o fuorvianti di Musk sulle ultime elezioni USA hanno raggiunto due miliardi di visualizzazioni. Quanti di queste si sono tramutate in voti?
Per Reuters X sarebbe stato “l’epicentro della disinformazione” dell’ultima tornata elettorale che ha riportato Trump alla Casa Bianca. Lo schema utilizzato da Musk nel diffondere disinformazione è ormai consolidato. Elon non crea ma rilancia fake news altrui, dando loro risalto e credibilità social. Una “disinformazione partecipativa“, l’ha definita Timothy Graham, perché vede questi account riunirsi, organizzarsi, per costruire false informazioni su specifici argomenti, da Paese a Paese. Secondo la sociologa Joan Donovan, ci troviamo in una nuova era della disinformazione, in cui “le bugie viaggiano più lontano e più veloci sui social media, che ora sono un campo di battaglia per il predominio narrativo. E ora i proprietari delle piattaforme che diffondono le bugie più incendiarie hanno accesso diretto allo Studio Ovale“.



