Elon Musk, l’uomo che si atteggia a profeta dello spazio, utilizzatore di ketamina, guru della finanza ma anche del ritorno di spettri oscurantisti e – sì, certo – anche di innovazione, pare aver desiderato con chirurgico accanimento un figlio maschio a tutti i costi. Sua figlia Vivian Wilson, ragazza trans, sostiene che Musk abbia “pagato il trattamento di fecondazione in vitro per assicurarsi” un erede al maschile. Un’operazione di mercato, a detta di Vivian, che lascia trapelare la propria diffidenza per le gestazioni medicalmente assistite e che rimbomba di provocazione, specie alla luce delle infinite controversie che infiammano la vicenda familiare.
Il disprezzo che nasce dal disinganno

Vivian Wilson ha deciso di raccontare su Threads la propria verità. Nei suoi post, carichi di rivalsa, afferma che “il sesso che mi è stato assegnato alla nascita era una merce che è stata comprata e pagata”. Parole taglienti, punte di spillo che scoppiano il mito paternalistico dell’imprenditore geniale. “Quella aspettativa di mascolinità contro cui ho dovuto ribellarmi per tutta la vita,” prosegue Vivian, “è stata una transazione monetaria. UNA TRANSAZIONE MONETARIA.” Difficile rimanere indifferenti di fronte a un’accusa che insinua la logica brutale del mercato in un atto intimo come la nascita.
Genitorialità su commissione?
La vicenda si dipana con contorni sempre più cupi: Musk, che avrebbe almeno 13 figli, risulta aver utilizzato la fecondazione in vitro per farne nascere diversi, tutti assegnati al sesso maschile (l’amica Giorgia Meloni non ha nulla da dire?). Un caso, un calcolo, un progetto? Sui social, i sostenitori di Vivian prendono posizione, definendo Musk un padre indegno, pronto a “rinnegare il prodotto imperfetto” acquistato alla culla. Il linguaggio è volutamente cinico: si parla di “transazione” e “merce,” come se la bioetica fosse una costosa azione quotata in Borsa.
Le radici del conflitto

La guerra fredda fra il creatore di Tesla e la figlia sembra affondare in un terreno di malintesi e accuse reciproche. Nel luglio scorso, Musk aveva dichiarato di essere stato “ingannato” nel permettere cure mediche per la transizione di Vivian, scatenando nuovi contrattacchi. Chi segue la storia ricorda bene le parole di lei: “Se hai intenzione di mentire su di me, non me ne starò in silenzio.” disse Vivian, accusando suo padre di essere un crudele narcisista. Una ribellione che divide l’opinione pubblica e mette in scena il tracollo di un rapporto familiare macchiato da accuse di manipolazione.
Una cronaca familiare dai toni foschi e dai risvolti surreali, che non si limita a una singola invettiva social. Vivian ha fatto sapere di voler lasciare gli Stati Uniti e qualche mese fa ha fatto intendere di essere stata sostanzialmente importunata da suo padre.
Nel marzo 2024 Musk espresse l’invito ai gays di “avere figli per il proseguimento della civiltà umana“, mentre nel frattempo sono ormai noti i crolli delle aziende di Musk, Tesla in primis, come anticipato da Gay.it. Anche i tagli di Musk adoperati tramite il nuovo apparato DOGE per conto dell’amministrazione Trump si stanno rivelando un boomerang preoccupante per la tenuta dell’intero sistema USA.
Come si dice: auguri e figlie femmine.
