78enne, Elton John divide il suo tempo tra Londra e Los Angeles, dove vive con il marito David Furnish e i due figli, Zachary, 14 anni, ed Elijah, 12. Atteso in Brasile per un nuovo concerto a Rock in Rio, il baronetto del pop si è concesso una lunga intervista a Variety, in cui ha affrontato di petto il tema della lotta contro l’hiv e l’aids, mai come in questo momento minata da tagli miliardari che mettono a rischio milioni di vite.
Variety celebra Elton John e la sua Elton John AIDS Foundation
Fondatore della Elton John AIDS Foundation, principale organizzazione benefica al mondo dedicata alla causa nonché quinto più grande finanziatore filantropico per la lotta all’hiv recentemente bandita dalla Russia, John guarda con orrore e sbigottimento ai tagli miliardari che stanno frenando la ricerca, quando sembrava realmente possibile eradicare i nuovi casi di HIV in tutto il mondo entro il 2030.
“Sono infuriato. È molto frustrante quando hai gli strumenti per porre fine a tutto questo e poi scopri che i Paesi non ti aiutano”, ha sottolineato il cantante, che ingenuamente guarda a Donald Trump per riuscire a vincere la “guerra” contro l’hiv. “Sai, c’è una grande guerra che si sta risolvendo, si spera”, dice John riferendosi a Gaza. “Ma c’è un’altra guerra, con persone che convivono con l’hiv e l’aids che dovrebbero poter ottenere le loro medicine ma non possono, perché i governi non glielo permettono. È disumano. Quindi il mio problema principale al momento è: sì, grazie a Dio, forse ci sarà pace, dopo che altre cose saranno risolte. Ma ci sono crimini contro milioni di altre persone che si verificano a causa dei governi, dello stigma e dell’odio. È così frustrante quando hai le medicine, hai i preparati, hai gli antiretrovirali. Possiamo fermare la diffusione dell’aids, se solo le persone si dessero una mossa e trattassero gli esseri umani in modo cristiano. La posizione bipartisan è di buon senso. Vederci arrivare così lontano con i progressi medici e scientifici, e pensare che questa sia l’unica malattia che può essere completamente curata nell’arco di una vita. Il presidente Trump ha forse risolto il problema della pace. Se vuole passare alla storia come uno dei più grandi presidenti della storia… se sconfiggesse l’aids, sarebbe davvero un fiore all’occhiello per lui”.
Sebbene abbia cortesemente rifiutato di esibirsi all’insediamento di Trump nel 2016, John conosce il presidente da molto tempo ed evidentemente intuisce che parlarne in termini superlativi potrebbe fare la differenza per la causa. Peccato che Trump stia smantellando decenni di ricerca contro l’hiv e l’aids, cancellando programmi e miliardi di dollari di finanziamento, con migliaia di americani sieropositivi che potrebbero ritrovarsi senza assistenza medica, costretti a pagare medicine carissime per sopravvivere.
Se nel 2019, durante il primo mandato presidenziale, Trump promise di voler porre fine all’hiv entro il 2030, negli ultimi 11 mesi ha cambiato idea e messo mano alla motosega mileiana, tanto da mandare in frantumi decenni di progressi contro l’hiv/aids.
Probabilmente sir Elton John, che nel 1991 diede vita alla Elton John AIDS Foundation, è rimasto fermo agli annunci presidenziali del 2019, tanto da illudersi che possa essere proprio il tycoon a rianimare programmi al collasso.
“Le persone si fidano di noi perché vedono i risultati“, ha sottolineato John facendo riferimento alla propria fondazione. “È davvero straordinario quello che è successo. Abbiamo raccolto oltre 650 milioni di dollari. Ma c’è ancora molto da fare. Se non c’è dialogo, potrebbe volerci molto più tempo di quanto noi tutti ci auguriamo. Non possiamo andarcene dopo essere arrivati fin qui. E a volte ci si sente come se si sbattesse la testa contro un muro, ma questo non fa alcun bene alle persone che soffrono”.
Negli ultimi due anni il fisico di Elton John ha traballato, con la popstar che fatica a camminare a causa di due ginocchia malconce e dopo aver quasi totalmente perso la vista a causa di un’infezione.
L’eterna speranza di Elton John

“È stato devastante“, ha rivelato a Variety. “Dato che ho perso l’occhio destro e il sinistro non sta tanto bene, gli ultimi 15 mesi sono stati difficili, perché non sono riuscito a vedere nulla, a guardare nulla, a leggere nulla. Ho avuto una vita incredibile, e c’è speranza”. “Devo solo avere pazienza e sperare che un giorno la scienza mi aiuti con questa situazione. Una volta che mi aiuteranno con questa, starò bene. È esattamente come la situazione dell’aids. Non bisogna perdere la speranza, bisogna essere stoici, forti e cercare sempre di sfondare la porta per cercare di migliorare le cose”. “Ho una famiglia meravigliosa; ho due figli fantastici; ho lui” – indica Furnish, spesso raggiante, al suo fianco. “Paul McCartney mi chiama su FaceTime per sapere come sto. È davvero meraviglioso. L’amore che ho ricevuto da lui, da Pete Townshend, da Mick Jegger, sono stati fantastici. Ricevo email da Keith Richards che mi scrive: “Ciao, tesoro, come stai? Sai che ti vogliamo bene”, e questo è tutto, mi rallegrano la giornata“.
Furnish, suo marito, ha spiegato l’attuale situazione.
“Abbiamo effettuato alcuni trattamenti e ci sono stati dei miglioramenti nel suo occhio sinistro, il che è davvero positivo, e stiamo continuando a esplorare e a ricevere molte richieste da parte di molti medici che vogliono aiutarlo e supportarlo. Poiché c’è un danno alla retina nell’occhio destro, le retine non guariscono naturalmente, quindi è un’area di ricerca emergente. Ma le cose stanno cambiando molto rapidamente. Ciò che l’intelligenza artificiale sta facendo per la medicina e la scienza è sorprendente. E ci sono tantissime nuove teorie e scoperte interessanti, ora possono elaborare i dati e condurre le sperimentazioni molto più rapidamente di prima.”
Infaticabile, Elton non ha mai smesso di esibirsi e di cantare. Attualmente è candidato a due Grammy per “Who Believes in Angels?”, il suo ultimo album realizzato con Brandi Carlile, registrato alla fine del 2023 e pubblicato all’inizio di quest’anno: miglior album vocale pop tradizionale e miglior canzone scritta per media visivi (per “Never Too Late”). Si prevedeva che avrebbe ottenuto una nomination come album dell’anno, ma non è arrivata. “Devo dire che non sono mai stato uno dei preferiti ai Grammy. È raro che vincessi qualcosa”, ha osservato Elton, effettivamente premiato con solo cinque Grammy Awards nel corso della sua infinita carriera, che l’ha visto vincere due Oscar, due Golden Globe, un Tony Award e un Emmy, con quasi 1000 canzoni registrate, 5000 concerti e oltre 300 milioni di dischi venduti.

