In 40 anni Joel ed Ethan Coen hanno scritto indelebili pagine di Cinema, vincendo la bellezza di 4 premi Oscar, ovvero miglior sceneggiatura originale per Fargo e miglior film, regia e sceneggiatura non originale per Non è un paese per vecchi.
Dopo aver impresso il proprio marchio di fabbrica ad un genere cinematografico che hanno contribuito a plasmare, nel 2018 hanno realizzato la loro ultima pellicola a quattro mani, La ballata di Buster Scruggs, Premio Osella per la migliore sceneggiatura al Lido di Venezia, per poi dividersi.
Joel ha girato in solitaria Macbeth, nel 2021, mentre Ethan ha dato vita prima ad un documentario su Jerry Lee Lewis per poi partorire una trilogia lesbica co-sceneggiata insieme a sua moglie Tricia Cooke.
Honey Don’t di Ethan Coen
Se nel 2024 abbiamo potuto ammirare Drive-Away Dolls con protagoniste Margaret Qualley e Geraldine Viswanathan, nell’ultimo mese è sbarcato in sala il capitolo 2 Honey Don’t!, con protagonisti Margaret Qualley, Aubrey Plaza, Charlie Day e Chris Evans. Una dark comedy che segue Honey O’Donahue, un’investigatrice privata di una piccola cittadina, alle prese con una serie di morti misteriose legate ad una chiesa misteriosa.
Il matrimonio poliamoroso tra Ethan Coen e Tricia Cooke

Credit: Karen Kuehn / © 2025 FOCUS FEATURES LLC
Intervistato da Valeria Vignale per il Corriere della Sera, Ethan ha precisato come l’idea di una trilogia con protagonista lesbica sia venuta a sua moglie Tricia, storica montatrice dei film dei due fratelli Coen.
Sposi da quasi 30 anni e genitori di due figli, Ethan e Tricia sono andati oltre qualsiasi convenzione sociale, perché sin dal primo incontro Cooke fu chiara con il suo futuro sposo, facendo coming out come donna lesbica. “Lei è queer e dolce, io etero e stupido“, ha scherzato il regista, da subito aperto a vivere un rapporto slegato da qualsivoglia costrizione sociale. È un matrimonio poliamoroso non tradizionale, quello di Ethan e Tricia, che sin dall’infanzia si è sempre definita lesbica.

Ha così preso forma il personaggio di Honey: “Volevamo una protagonista diversa dalle donne stereotipate dei polizieschi, la femme fatale piuttosto che la vittima. Così è nata una detective forte, inedita perché queer. Intelligente, sexy e sfacciata come piaceva a noi”. “Somiglia più ai cosiddetti b movie che ai film di Ethan e Joel, che sono più “intellettuali””, precisato Tricia.
“Già, io e mio fratello non avremmo pensato a una protagonista lesbica“, ha confermato Ethan, con Honey Don’t che segue due storie. “Da un lato ci sono gli omicidi e un assassino a piede libero, dall’altro l’amore della protagonista per la sua compagna“.
Un film che risponde all’America omobitransfobia di Donald Trump, pur non essendo propriamente una pellicola “politica“, ha precisato Ethan, bensì “puro intrattenimento, divertente come possono esserlo i polizieschi“.
“Ci sono molte donne forti nell’amministrazione Trump, gente come Kristi Noem (segretaria alla Sicurezza interna degli Usa; ndr). Persone di estrema destra determinate a colpire i diritti dei più emarginati, a cominciare dalle comunità queer. Donne che intimidiscono gli uomini“, ha aggiunto Cooke al Corriere, confermando come nel film ci sia “anche l’ironia politica: l’uso dell’adesivo MAGA, un certo modo di prendere in giro la mascolinità e il sessismo. In chiave leggera“.
Se Drive-Away Dolls ha incassato 8 milioni di dollari in tutto il mondo, Honey Don’t! è per ora arrivato ai 7, con Ethan, Tricia e Margaret pronti a ritrovarsi sul set per girare Go Beavers, terzo e ultimo capitolo di una trilogia lesbica decisamente d’autore in Italia distribuita da Universal.

