L’Eurovision Song Contest 2026 si è chiuso con una vittoria inaspettata. A conquistare il primo posto alla 70esima edizione della manifestazione è stata la Bulgaria grazie a Dara e al brano “Bangaranga”, uno dei pezzi più virali e discussi di questa stagione musicale europea.
Sul podio anche Israele con “Michelle” di Noam Bettan e la Romania, mentre l’Italia di Sal Da Vinci si è fermata al quinto posto.
La finale si è svolta alla Stadthalle di Vienna in un clima molto teso, tra controlli rigidissimi, proteste legate alla presenza di Israele in gara e una pioggia continua che ha accompagnato la serata nella capitale austriaca.
Anche quest’anno il concorso musicale più seguito d’Europa si è ritrovato al centro delle contestazioni internazionali per la guerra a Gaza, con diversi Paesi che hanno scelto il boicottaggio.

La Bulgaria conquista il suo primo Eurovision
A imporsi è stata Dara, outsider fino a poche settimane fa ma capace di mettere insieme il sostegno delle giurie e quello del pubblico europeo.
La cantante bulgara ha totalizzato 516 punti, regalando così al suo Paese la prima vittoria nella storia dell’Eurovision Song Contest. Il miglior risultato precedente della Bulgaria restava il secondo posto del 2017.
“Bangaranga”, parola che richiama l’idea di caos e disordine, è un brano pop elettronico costruito su sonorità dance, influenze R&B e un ritornello immediato che sui social era già diventato virale durante le semifinali. Sul palco Dara ha puntato tutto su un’esibizione energica, fatta di coreografie serrate, visual aggressivi e una forte presenza scenica.
Nata a Varna, 27 anni, Dara è già molto conosciuta nei Balcani. La sua carriera è partita da “X Factor Bulgaria” e negli ultimi anni ha collezionato milioni di ascolti con singoli come “Thunder”, “Call Me” e “Mr. Rover”. Anche l’album “Adhdara” le aveva permesso di ampliare il suo pubblico fuori dai confini bulgari; la vittoria all’Eurovision potrebbe ora darle una visibilità ancora più ampia a livello internazionale.
Israele secondo tra televoto e fischi del pubblico
Al secondo posto si è classificato Israele con Noam Bettan e “Michelle”. Il cantante ha beneficiato soprattutto del televoto, che ha spinto la delegazione israeliana fino a quota 343 punti. Durante la lettura dei risultati, però, dalla Stadthalle sono partiti diversi fischi e momenti di tensione.
L’edizione 2026 è stata infatti segnata ancora una volta dalle proteste contro la partecipazione di Israele. Spagna, Paesi Bassi, Irlanda, Islanda e Slovenia hanno scelto di boicottare l’evento in segno di protesta per il conflitto a Gaza, mentre fuori dall’arena si sono radunate manifestazioni per tutta la settimana eurovisiva.
Anche all’interno dello show non sono mancati riferimenti politici. Tra i momenti più forti della finale c’è stato quello della cantante ucraina Viktorija Lelèka che, durante la sua esibizione, ha gridato: “Slava Ukraini!”, omaggiando la resistenza del popolo ucraino contro l’invasione russa.
Delusione per Sal Da Vinci, ma “Per sempre sì” vola in streaming
Per l’Italia il risultato finale lascia un po’ di amaro in bocca. Sal Da Vinci, vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo con “Per sempre sì”, ha chiuso la gara al quinto posto con 281 punti, replicando il piazzamento ottenuto da Lucio Corsi nella scorsa edizione.
Il cantante napoletano, 59 anni, era anche l’artista più adulto in gara quest’anno e a Vienna si era presentato con una ballata pop melodica che aveva già trovato spazio nelle classifiche streaming europee. “Per sempre sì” ha infatti superato i 60 milioni di ascolti sulle piattaforme digitali nelle ultime settimane, confermando il forte seguito internazionale costruito dopo Sanremo.
A sostenere Sal Da Vinci nella capitale austriaca era presente anche il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, arrivato all’Eurovision per seguire da vicino la finale italiana.
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