Evelyn Hooker: la prima psicologa che dimostrò che l’omosessualità non è una malattia

Fu anche grazie a Evelyn Hooker se si iniziò a discutere se classificare l'omosessualità come malattia oppure no.

evelyn hooker
Evelyn Hooker è stata la prima psicologa a studiare l'omosessualità come normalità e non malattia mentale.
2 min. di lettura

Evelyn Hooker è nata North Platte (Nebraska) il 2 settembre 1907. Celebre psicologa, nel 1957 condusse uno studio scientifico confrontando un campione di uomini omosessuali e uno di eterosessuali. Il suo scopo era quello di capire se c’erano significative differenze in base all’orientamento sessuale.

A 113 anni dalla sua nascita, rivanghiamo oggi la sua ricerca. Evelyn Hooker è stata la prima donna a dimostrare scientificamente che l’omosessualità non è una malattia mentale, poiché non ci sono prove che una persona omosessuale sia inferiore rispetto a una etero.

Cosa prevedeva lo studio di Evelyn Hooker

Nella sua ricerca, Evelyn Hooker ha sottoposto il campione a dei test psicologici. Poi, ha consegnato i risultati a un gruppo di esperti, che in base alle sole risposte fornite dal gruppo di uomini, avrebbero dovuto dividere quelli etero da quelli omosessuali.

Ma alla fine, gli esperti non riuscirono a “capire” chi era gay e chi no. Lo studio sui test venne ripetuto più volte, da altri esperti del settore. Il risultato era sempre lo stesso: non si poteva evincere l’orientamento sessuale in base alle risposte ottenute dai test psicologici.

La scelta tra omosessualità e eterosessualità

I test di Evelyn Hooker si basavano su quello che diceva la medicina di quel tempo (anni ’50). Si parlava infatti di una scelta, ovvero la preferenza di una persona per un’altra dello stesso sesso. Questa “preferenza” era data da un problema a livello cerebrale. Per questo motivo, la scienza medica dell’epoca vedeva l’omosessualità come una malattia mentale.

Prima dello studio della psicologa americana, i ricercatori facevano studi confrontando persone omosessuali che non si accettavano e con disturbi mentali con casi non clinici. Il risultato quindi evidenziava una differenza a livello mentale, ma dato solo dai disturbi che le persone LGBT avevano indipendentemente dall’orientamento sessuale.

Cosa cambia quindi da questi test a quelli della Hooker? I soggetti omosessuali che si sottoponevano ai test avevano accettato la propria sessualità, e non dimostravano disturbi mentali pregressi. Questo fu possibile anche grazie alle amicizie della stessa psicologa e alla fiducia che riusciva a trasmettere alla comunità della sua città.

E ancora una volta, si vede come una società omofoba può portare a disturbi mentali e fisici, poiché impossibilitati a vivere liberamente la propria sessualità.

Ed è stato grazie a Evelyn Hooker se nel 1973 la American Psychiatric Association decise di cancellare l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali.

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