Gaia in “Rosa dei Venti” racconta la dicotomia tra quello che devi ancora costruire e quello che invece vuoi cucire sulla tua identità – Intervista

L'artista italobrasiliana ritorna con un nuovo album che incapsula il caos dei vent'anni, tra la voglia di frivolezza e vulnerabilità estrema.

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Nel suo nuovo album Rosa dei Venti, Gaia ci racconta il caos dei vent'anni e la vulnerabilità di mettersi a nudo (Foto: Michele Perna)
Nel suo nuovo album Rosa dei Venti, Gaia ci racconta il caos dei vent'anni e la vulnerabilità di mettersi a nudo (Foto: Michele Perna)
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Per Gaia i vent’anni sembravano senza direzione. Si sentiva una su un milione, distante da tutti, e accompagnata da una nostalgia a cui non sapeva dare nome. Ne parla nel suo terzo album, Rosa dei Venti, in uscita questo venerdì 21 Marzo su tutte le piattaforme per Sony Music/Columbia Records, dove l’artista italobrasiliana cerca di dare una forma a quel caos, partendo da quel simbolo che durante gli anni, la seguiva ovunque andasse: sul braccio dei camerieri, durante una session a Cefalù, nelle lettere degli amici, c’era sempre una rosa dei venti.

Rosa dei Venti racconta la dicotomia tra quello che devi ancora costruire e quello che invece vuoi cucire sulla tua identità (Foto: Michele Perna)
Rosa dei Venti racconta la dicotomia tra quello che devi ancora costruire e quello che invece vuoi cucire sulla tua identità (Foto: Michele Perna)

 Oggi quel diagramma accompagna tredici nuove canzoni che rappresentano una dicotomia tra quello che devi ancora costruire e quello che, invece, ti cuciresti addosso: ‘Al contempo, anche quelle cuciture non sono ancora saldissime’ specifica a Gay.itPuoi sempre strapparle e ricrearle di nuovo’. In questo senso, l’album è una lettera d’intenti in costante contrasto: vuole lasciarsi guidare dai venti, ma anche riprendere in mano il proprio baricentro interiore. Una doppia natura chiara sin dalle prime due tracce: nell’intro Beijo ci sono i messaggi vocali della nonna, delle sorelle Giorgia e Frida, e di suo padre (“cerca di fare qualcosa che faccia bene a te stessa’ le dice ‘ non fare niente per gli altri, pensa a te stessa e la tua serenità, questo gioverà anche chi ti sta intorno”). In Fumo Blu lascia spazio alla spavalderia del pre serata con le proprie amiche. “C’è sia la volontà di essere leggere e frivole che di aprire il diario dei miei traumi e cicatrici” spiega Gaia, parlando di un progetto che non ha voglia né di definire né catalogare. Scritto per la prima volta interamente in italiano (“A differenza del portoghese mi ha sempre fatta sentire più distante quando scrivevo” spiega “È stato un processo lungo che mi ha fatto innamorare di nuovo di questa lingua”), accompagnato da duetti con Capo Plaza, Guè, Lorenzza e Toquinho (‘Tutte persone che stimo immensamente e che fanno davvero parte delle mie playlist mattutine’) ma soprattutto con la serenità di una ventisettenne che sta imparando a mettersi a nudo davanti il proprio giudice interno: “È ancora molto stronzetto” ci dice “Ma io mi spoglio davanti a lui e gli dico: guardami, sono questa”.

 

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Quello di Rosa dei Venti è un processo creativo che Gaia sta comprendendo solo oggi a disco chiuso, unendo i puntini di un viaggio che mentre lo viveva non era ancora messo a fuoco; proprio come i suoi vent’anni. Che sia attraverso la hit Sesso & Samba–che oltre a monopolizzare le radio del 2024, le ha permesso di sbloccare un lato di sé più libero (“Rimango una pop girlie!” ammette con orgoglio)– o il manifesto di piacere e sorellanza, Dea Saffica,  Gaia sta anche capendo come esprimere la propria sensualità senza dipendere dallo sguardo di nessuno: Dopotutto, io ho una Venere in Scorpione” mette in chiaroC’è sempre stato un fuoco dentro di me, un modo di recepire la vita e l’amore con veemenza. Sto imparando ad attivare quella sensualità a mio piacimento, soprattutto perché in passato è stata castrata da me stessa o dal giudizio degli altri. Quando magari gli altri vogliono sentirsi liberi quanto te, e tu rallenti quel processo di scoperta e vi state bloccando a vicenda. Ma c’è qualcosa di anarchico nell’esprimere sensualità su un palco nel modo che piace a te e svincolandola dallo sguardo maschile’.

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Per Gaia volersi bene è un work in progress: un giorno si sente 100 chilometri avanti sulla tabella di marcia, un altro rimane affossata. Fino a qualche anno fa, i peggiori commenti della stampa o degli haters erano nulla a quello che lei diceva a sé stessa. Oggi non solo è più gentile con sé stessa, ma riporta anche più attenzione anche sull’esterno. O come dice nella title track: ’accendendo una candela per chi non ne ha’. 

Siamo tutti interconnessi, e non possiamo non vedere che stiamo entrando in un momento politico folle e complicato’ dichiara ‘Ho appena chiuso un disco, ed è bellissimo, ma spesso mi chiedo se le mie paranoie sono davvero così importanti rispetto a quello che sta succedendo nel mondo. Continuerò per sempre a fare musica, ma ha senso renderla la mia carriera? Mi rendo conto che se sono ancora qui e faccio parte di questa società, c’è un motivo. Come ho fatto con quest’album, sto cercando di viverlo e capirne il perché. 

Rispetto quei vent’anni caotici, Gaia sta acquisendo più chiarezza ma non smette di avere i puntini, continuando ad avere un ascolto quotidiano con se stessa, nel reminder che può scegliere di cambiare strada quando vuole. Ma per ora è felice che ci sia quest’album:Mi dà speranza e possibilità di continuare ad essere me, in continua formazione”.

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