Paura nel centro storico di Genova, dove una lite tra due giovani donne è degenerata in un accoltellamento in pieno giorno. La vittima, una ragazza di 22 anni incinta, è stata colpita all’addome da una sua coetanea, che molti organi di stampa definiscono essere la sua compagna, durante un violento confronto scoppiato presumibilmente per motivi sentimentali, davanti a numerosi passanti. Soccorsa in codice rosso e ricoverata all’ospedale Galliera, la giovane sarebbe in condizioni gravi. Sulla vicenda, dai contorni ancora tutti da chiarire – e che ha riacceso i riflettori sulla violenza nelle anche relazioni LGBTQ+ -, indaga la procura di Genova.
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Genova, 22enne incinta accoltellata: l’autrice sarebbe la sua compagna
Domenica pomeriggio, 26 ottobre, intorno alle 17:00, una violenta lite tra due giovani donne è degenerata in un accoltellamento nel centro storico di Genova. Come riporta Corriere della Sera, la vittima, una ragazza di 22 anni incinta, è stata ferita all’addome dalla compagna, coetanea, in piazzetta Santa Fede, all’ingresso di via Prè, davanti a decine di passanti.
Sulla natura del rapporto tra le due giovani donne, tuttavia, non ci sarebbe la certezza assoluta, dal momento che alcuni media parlerebbero di semplici “amiche”, altri di “conoscenti”.
Secondo le prime ricostruzioni, le due si erano date appuntamento per un chiarimento di natura sentimentale. La discussione si sarebbe però trasformata in tragedia quando una delle due giovani ha estratto un coltello, colpendo l’altra con un fendente all’addome.
La ragazza ferita è stata immediatamente soccorsa dal 118 e trasportata d’urgenza all’ospedale Galliera. Le sue condizioni sono state inizialmente definite gravi, ma non sarebbe in pericolo di vita. I medici hanno disposto ulteriori accertamenti per verificare le condizioni del feto, ma secondo fonti sanitarie non risulterebbero rischi per la gravidanza.
Dall’aggressione alla rissa tra amiche
Sul luogo dell’aggressione, oltre al personale medico, sono intervenute le Volanti della Questura e la Squadra Mobile, che hanno avviato immediatamente le indagini. Secondo le testimonianze raccolte, la coppia era accompagnata da alcune amiche.
Dopo il primo gesto di violenza, sarebbe scoppiata una rissa tra le presenti: una terza ragazza, di 20 anni, sarebbe rimasta ferita alla testa da un coccio di bottiglia ed è stata trasportata in codice giallo all’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena.
Le indagini della Polizia, coordinate dalla pm di turno Gabriella Dotto, puntano a ricostruire nel dettaglio la sequenza dei fatti e il movente dell’aggressione. Non si escludono eventuali misure.
Le prime ipotesi investigative parlano di motivi sentimentali alla base dell’aggressione. La donna che ha impugnato il coltello avrebbe accusato un malore subito dopo l’aggressione, probabilmente a causa dello choc, e anche lei è stata ricoverata al pronto soccorso.
Violenza nelle relazioni LGBTQIA+: un tema ancora invisibile
L’episodio di Genova riporta al centro dell’attenzione il tema della violenza nelle relazioni LGBTQIA+, spesso trascurato sia dalle statistiche che dal dibattito pubblico. Secondo le associazioni, la mancanza di strumenti di prevenzione e supporto specifici rende difficile per molte persone queer riconoscere o denunciare situazioni di abuso o gelosia patologica.
Lo scorso giugno, la Linea Lesbica e Antiviolenza aveva lanciato una nuova campagna di sensibilizzazione a fumetti dedicata al tema, spesso rimosso, della violenza nelle relazioni lesbiche. Un’iniziativa nata per rompere il silenzio e scardinare gli stereotipi che circondano le dinamiche di abuso tra donne e nelle relazioni LBTQIA+.
“Non è facile parlare di questa tipologia di violenza”, aveva detto Irene Bilei, operatrice della Linea Lesbica e Antiviolenza, “Perché spesso viene strumentalizzata dalla destra per negare la specificità della violenza maschile contro le donne. Ma al contrario, è proprio la pervasività sociale della violenza di genere a far sì che essa si riproduca anche nelle relazioni lesbiche”.
Al momento – vale la pena ribadirlo – resta da chiarire la reale natura del rapporto tra le due giovani coinvolte nell’aggressione di Genova. Quel che è certo è che la dinamica dei fatti, ancora in fase di accertamento, ha riaperto una riflessione necessaria sulla violenza all’interno delle relazioni, qualunque esse siano. Che si tratti di coppie eterosessuali o LGBTQIA+, il tema rimane spesso sottovalutato o distorto da stereotipi e pregiudizi.


