Alla vigilia della Giornata mondiale contro l’omobitransfobia, il Comune di Genova ha annunciato che riconoscerà l’identità alias dei dipendenti e dei propri cittadini. A darne notizia è l’edizione ligure de LaRepubblica. L’iter è ufficialmente già partito e il 18 maggio si svolgerà la prima commissione comunale congiunta, con gli assessori Rita Bruzzone e Emilio Robotti, per iniziare dalla formazione del personale, a partire da quello della Polizia locale.

Cos’è l’identità alias?

L’identità alias è rivolta a tutte le persone trans e non binarie che, pur non avendo modificato i propri dati anagrafici legalmente (L.164/82), desiderano utilizzare un nome e un genere differente da quello presente sulla carta d’identità. L’obiettivo è quello di garantire inclusione, rispetto e facilità di interazione. L’identità alias non sostituisce i dati anagrafici ufficiali e non produce effetti legali nei documenti d’identità, contratti, certificati o atti pubblici. Il suo utilizzo è limitato ai contesti in cui l’ente che adotta tale pratica ne consente l’impiego.

Genova sempre più inclusiva

Sarà riconosciuto dal Comune di Genova, dal cartellino sul lavoro ai documenti delle aziende partecipate, come l’abbonamento Amt”, ha spiegato al quotidiano Rita Bruzzone, assessora comunale a Formazione, Personale, Pari opportunità e Politiche di genere. “È doveroso da parte dell’amministrazione rappresentare tutti. Per questo la sindaca Silvia Salis e la giunta tutta ha scelto di aprire non uno sportello, ma un Ufficio per i diritti Lgbtqia+ che significa formazione e azione amministrativa concreta“.

Genova come Roma, dove Gualtieri ha inaugurato l’Ufficio Promozione Diritti LGBT+ nel 2022. Il Comune di Genova è tornato anche nella rete nazionale Ready, la rete di Regioni, Province e Comuni impegnati a prevenire, contrastare e superare le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, come confermato da Ilaria Gibelli, consulente dell’Ufficio Diritti Lgbtqia+ del Comune: “Siamo convinti che l’azione della pubblica amministrazione incida sul benessere di dipendenti e cittadinanza, ecco perché stiamo lavorando ad azioni concrete, come il riconoscimento dell’identità alias, perché se il Comune è al tuo fianco con politiche attive che contrastino le discriminazioni, i cittadini si sentono più sicuri di camminare nella città“.

Da quando Silvia Salis è diventata sindaca la città ha cambiato marcia. 11 mesi fa la prima cittadina registrava 11 bambini con due mamme, perché “famiglia è dove si cresce insieme, dove si educa, dove si ama”, per poi introdurre l’educazione sessuo-affettiva alla scuola materna con un innovativo progetto pilota in 4 asili. Il mese scorso ospite di Fabio Fazio, Salis ha ricordato come “tutte le istituzioni devono essere laiche, indipendentemente da quello che sia l’approccio personale”.

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Il convegno contro l’omobitransfobia

Sabato 16 maggio, presso il Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, si terrà invece il convegno dal titolo “Il benessere della cittadinanza e delle persone minori al centro dell’azione amministrativa pubblica“, che vedrà coinvolti, oltre alla sindaca di Genova Silvia Salis, l’assessora alle Pari opportunità e Politiche di genere Rita Bruzzone e all’assessora al Welfare Cristina Lodi, anche il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, la vicesindaca di Bologna Emily Clancy, l’attivista e consigliera comunale di Bologna Porpora Marcasciano e i rappresentanti delle associazioni LGBTQIA+ cittadine. Il convegno si innesta sul solco della decisione, presa attraverso delibera di giunta su proposta proprio dell’assessora Bruzzone, di aderire alla Giornata Internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la transfobia e la bifobia (IDAHOBIT) del 17 maggio, sostenendo e promuovendo le iniziative di sensibilizzazione e prevenzione collegate alla ricorrenza.

L’adesione si inserisce nel percorso già avviato dal Comune di Genova sul fronte delle politiche di pari opportunità e del contrasto alle discriminazioni. Tra le iniziative già realizzate, la partecipazione alla rete nazionale RE.A.DY, il sostegno al Transgender Day of Remembrance, l’adesione alla staffetta nazionale per EuroPride Torino 2027 e, lo scorso febbraio, l’istituzione dell’Ufficio LGBTQIA+ dedicato al coordinamento delle politiche pubbliche cittadine sui temi dell’inclusione e del superamento degli stereotipi.

Aderire alla Giornata Internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la transfobia e la bifobia significa ribadire con chiarezza l’impegno del Comune di Genova nella promozione dei diritti, del rispetto e dell’inclusione“, ha commentato l’assessora alle Politiche di Genere Rita Bruzzone. “Le istituzioni hanno il dovere di contribuire alla costruzione di comunità sicure, accoglienti e rispettose delle differenze, contrastando ogni forma di discriminazione e violenza. Questa giornata rappresenta un’importante occasione di sensibilizzazione rivolta a tutta la cittadinanza e in particolare alle giovani generazioni, per promuovere una cultura fondata sull’uguaglianza, sulla dignità delle persone e sul riconoscimento della pluralità delle identità. L’istituzione dell’Ufficio LGBTQIA+ e le iniziative avviate sul territorio  confermano la volontà dell’amministrazione di trasformare questi principi in azioni concrete, attraverso percorsi di formazione, informazione e prevenzione realizzati in collaborazione con i Municipi, le associazioni e le realtà del territorio”. 

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