Giovanni Ciacci: “Con la Balivo la comunità gay è stata a dir poco vergognosa”

Da lunedì 30 settembre, su Tv 8, Giovanni Ciacci assieme ad Elenoire Casalegno condurrà "Vite da Copertina".

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Qualcuno sostiene che la televisione ti mostra come nemmeno tu sai di essere ma questo, allo stylist e conduttore Tv Giovanni Ciacci, non interessa. «Io sono così: sia davanti che dietro le telecamere e sa perché faccio paura? Perché sono un uomo libero di dire e fare tutto quello che mi pare, e lo faccio senza santi in paradiso e senza alcuna sponsorizzazione politica. Eppure, nonostante ciò, la gente parla, parla e inventa.» Le invenzioni alle quali il popolare “Giò Giò” fa riferimento, sono le tante leggende messe in giro sulla fine del suo rapporto con la Tv di Stato.

Faccia chiarezza. C’è chi dice che sia stata la Rai a farla fuori. Si parla di condanne..

Niente di più falso e chi ha sbagliato, pagherà! Io volevo già andarmene lo scorso anno, quando Caterina Balivo annunciò che avrebbe preso altre strade. Poi, dopo svariate richieste da parte dell’allora direttore di Rai 2 Andrea Fabiano, della Endemol e davanti ad un lauto cachet, scelsi di restare, anche se in cuor mio sapevo perfettamente che senza Caterina non sarebbe stata più la stessa cosa.

Eppure ha scelto di andare avanti.

Sbagliando, perché ho passato un anno orribile! Avrei dovuto dar retta al mio istinto, ma del resto a chi non capita di sbagliare? Dicono che sono stato cacciato? Contenti loro..

Giovanni Ciacci: "Con la Balivo la comunità gay è stata a dir poco vergognosa" - giovanni ciacci 2 - Gay.it

Si parla, comunque, di una causa tra lei e la Rai.

È vero: ho una causa con la Rai di Napoli che purtroppo va avanti dal 2017. Il motivo? Portai un abito indossato da Mariangela Melato, nella pièce “Filomena Marturano”, ad una Mostra Gattinoni con il patrocinio della Tv di Stato, senza prendere la bolla di accompagnamento. Parliamo di una mostra del 2010 dove, alla serata inaugurale a Palazzo Valentini, erano presenti anche molti esponenti della Rai stessa.

Lei era autorizzato a prendere quell’abito, Ciacci?

Certamente. E lo trasportai solo dopo aver chiesto l’autorizzazione all’Azienda la quale, seppur verbalmente, mi diede il suo consenso. Ciò nonostante, anni dopo scopro di essere indagato, e poi imputato, in un processo presso la Procura di Napoli, per un reato gravissimo come la ricettazione. E la cosa che ancora oggi non comprendo è che mai nessuno, in tutti questi anni, mi ha chiamato o scritto per chiedere informazioni in merito all’abito o ad un’eventuale restituzione dello stesso. Infatti io ritenevo che l’abito, terminata la mostra, si trovasse nuovamente nella sede Rai di Napoli.

Ma quest’abito, oggi, dove si trova?

Nel posto dove ero certo stesse. Capisce? E questo procedimento penale, che ritengo ingiusto e infondato, mi sta causando diversi disagi personali, oltre che lavorativi. E poi mi scusi: ma se fossi stato un nemico della Rai, come qualcuno si sta divertendo a farmi passare, avrei mai potuto partecipare a tutti i programmi dei palinsesti dei primi tre canali del telecomando?

Beh, ma lei lavorava per la Endemol e per la Ballandi ai tempi di “Ballando con le Stelle”.

E cosa c’entra? Sono stato ospite anche di Eleonora Daniele a “Storie Italiane”, a “Tv Talk”, a “La vita in diretta”. Il vero motivo che ha scaturito tutto questo è che pestai i piedi ad un potente di turno, ma questo, a buon bisogno, lo dirò nelle sedi opportune. Se solo penso a come spende male i soldi la Rai…

Lei ad oggi quanto ha speso?

La cifra si aggira sui 10/12.000 euro, mentre la Rai, che si è costituita parte civile nel processo penale nei miei confronti, con i soldi dei contribuenti, credo ne abbia spesi almeno il doppio. Tramite il mio avvocato ho tentato di interloquire con i vertici dell’azienda per spiegare la mia posizione e per risolvere, bonariamente, la vicenda. Tuttavia, ogni volta è stata trovata una scusa per accettare la pacifica conclusione di una questione che non ravviso così grave, non avendo sottratto mai nulla alla Rai. Pensi che la prima udienza risale al 2017 e la prossima sarà nel 2020.

Quindi, causa a parte, lei lascia la Rai perché senza la Balivo non aveva più senso andare avanti.

Non banalizzi il tutto, la prego. Ho scelto di lasciare la Rai perché mi aveva impedito qualsiasi possibilità di crescita. Cosa restavo a fare in una rete che non mi permetteva di fare più nulla?

Ora è passato a Tv8.

Ho trovato un gruppo di lavoro meraviglioso e un team di professionisti incredibili. In questi studi c’è un entusiasmo contagioso e con Elenoire Casalegno, che guiderà con me “Vite da copertina”, vado d’accordissimo. Lei è una professionista come poche..

Ciacci TV8

Sarà contenta la Guaccero.

Mai più sentita. 

Le manca?

Quando decidi di lasciare un vecchio amore, è difficile che possa mancarti.

“Detto Fatto”, quest’anno, non decolla.

Questa è l’unica cosa giusta detta da Freccero nell’intervista rilasciata al sito diretto da Peter Gomez, ma io, mi creda, non ho mai gioito per i flop altrui. Cosa vuole che le dica? chi è causa del suo mal, pianga se stesso. I numeri parlano da soli, anche se sedicenti giornalisti di provincia dicono che non so leggere i dati auditel. (ride, ndr)

Della Balivo, invece, che mi dice?

Caterina la sento quasi tutti i giorni. È un’amica. Pensi che quando mi arrivò la chiamata per “Vite da Copertina” fu la prima persona alla quale ne parlai. Erano anni che mi diceva che quel programma era perfetto per me. Fu a dir poco profetica.

Alla faccia della d’Eusanio.

Io con l’esclusione di Alda non c’entro nulla. Sono scelte che non dipendono da me, né tantomeno da Elenoire. A Tv8 si lavora per meritocrazia.

Altrove, invece?

Inutile nascondersi dietro a un dito: senza appoggi politici, in certe reti, non si va da nessuna parte. Secondo lei perché non ho potuto prendere parte al “Dopo Festival” con Nicola Savino, a “Portobello” con Antonella Clerici e a “Domenica In” con Mara Venier? 

Faccia i nomi, Ciacci..

Dei raccomandi? E a che pro? Non mi riguarda più. E poi, i nomi, sono sotto gli occhi di tutti.

Anche in Mediaset ha avvertito la stessa situazione?

A Mediaset faccio l’ospite, non ho mai avuto un programma tutto mio e, per quello che mi riguarda, posso solo che parlarne bene. 

Andare sul canale 8 del telecomando non è fare un passo indietro, Giovanni?

Ma quale passo indietro? Questo è un passo in avanti per me, ma anche per il pubblico stesso. Tv8 è una rete libera che sta portando ottimi risultati e che, anno dopo anno, sta creando una squadra fortissima. C’è Enrico Papi, la grandissima Enrica Bonaccorti e poi Alessandro Borghese. Una Tv nuova che non ha niente di meno rispetto alle altre reti, anzi..

In molti si aspettavano una sua partecipazione al Grande Fratello Vip.

A me i reality piacciono tutti, tanto che non ne perdo mai una puntata, ma gestendo un programma quotidiano, per ora, non posso prenderli in considerazione. Poi, un domani, chissà. Il mio sogno è farne uno con Barbara d’Urso.

Continua ad andare ospite a “Live non è la d’Urso”. Crede che possa farle bene un programma come quello?

Mi trovi un solo buon motivo per il quale dovrebbe farmi male. È un programma che mi diverte da morire e che seguirei anche se non fossi ospite. 

Su Twitter dicono che lei, lì, dia il peggio di se stesso: le faccette, la barba blu, il look e quei continui “choc” e “business”..

Io, lì, sono quello che sono nella vita reale e le faccette, di cui parla, le faccio anche altrove. I miei haters, oramai, li conosco bene anche perché sono sempre gli stessi: giornalisti di quarta fila e blogger travestiti da agenti tv. Fossi in loro mi troverei di meglio da fare.

Si è mai chiesto del perché la detestino così tanto?

Facile: perché vivono nell’incubo di non essere Giovanni Ciacci.

Non ritiene che certe dichiarazioni poco credibili, come quelle sui doppi fidanzati, o sulla proposta di matrimonio del Principe Etiope, possano aver contribuito a farla detestare?

Io faccio show! Gioco, e sto al gioco dei giornalisti. Smettiamola di prenderci sul serio: è spettacolo. E poi, quante persone stanno nel mio letto, lo so solo io. Talvolta ce ne sono due, altre otto.

Beato lei. Voltando pagina, dall’alto della sua sincerità, cosa mi dice dell’esclusione della Balivo dal Gay Pride milanese di quest’estate?

Che la comunità gay è stata a dir poco vergognosa! Cosa avrebbe detto di così grave Caterina? Lei è una gaffeur di natura. È una ragazza spontanea e passionale, e ho trovato imbarazzante questo comportamento da parte di chi dovrebbe conoscere bene la discriminazione. Il popolo LGBT,  come sempre, non perde mai occasione per fare una brutta figura. A fine ottobre uscirà il mio nuovo libro, “Favole Arcobaleno – favole di persone libere”, e non sa quanti personaggi si sono rifiutati di entrare a far parte di un libro a tematica omosessuale. Farò tutti i nomi a ridosso della pubblicazione. Vi mostrerò, così, chi sono i veri amici della comunità gay. Ne vedrete delle belle.

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