Manca pochissimo alla conclusione di questa – pedante, noiosa, a tratti respingente – edizione del Grande Fratello e noi, ormai da settimane, non facciamo altro che porci poche e semplici domande: dov’è finita tutta la magia che avvolgeva lo storico reality show di Canale 5? Dov’è andato a finire l’esperimento sociale che ci teneva incollati alla tv per ore? Dove sono finite le storie della gente?
Domande che, per il momento, non sembrano trovare risposta, ma che ci spingono a ragionare su quanto in questi anni l’interesse del pubblico sia mutato e di come anche una certezza come il Grande Fratello possa, se portato all’usura, trasformarsi in una trappola mortale per una tv commerciale come l’ammiraglia Mediaset.

Grande Fratello: dov’è finita la magia dell’esperimento sociale?
Approdato in Italia il 14 settembre 2000, il Grande Fratello ha sin da subito imposto la propria presenza nei palinsesti del nostro bel Paese, inserendosi di diritto tra quei format che definiremmo “gli intoccabili”.
Negli anni ha contribuito a rivoluzionare la storia del piccolo schermo nostrano e ha dato vita ad un genere che ancora oggi resta tra i più amati dal pubblico televisivo, nonostante qualcunə possa pensare il contrario.
Nessunə, infatti, fino a quel momento, si sarebbe mai immaginatə di poter vedere rinchiusi in una Casa decine di persone costrette ad interagire tra loro, spiate 24 ore su 24 dall’occhio indiscreto delle telecamere, e ad affrontare prove fisiche e psicologiche degne dei più celebri film o libri (come “1984” di George Orwell, da cui di fatto il format è tratto) epoca moderna.
Dunque, è inutile negarlo: esiste un prima e un dopo il Grande Fratello, in Italia come nel mondo.
Eppure, ora, qualcosa sembrerebbe essere cambiato. La magia di un tempo non si percepisce più e il format sembrerebbe aver perso tutto quel fascino che fino a qualche anno fa ci teneva incollati alla tv, portandoci ad appassionarci alle storie dei suoi protagonisti – a tal punto da rendere alcuni di loro delle vere e proprie star che ancora oggi affollano il piccolo e il grande schermo nostrano (basti pensare a Luca Argentero).
I motivi di questo lento, ma graduale, distacco del pubblico dal format potrebbero essere svariati: si va dall’eccessiva durata delle ultime stagioni alla selezione di un cast debole con poche storie da raccontare, passando per l’eccessiva manipolazione da parte degli autori su quelle che sono le dinamiche interne del gioco, per arrivare ad una morbosa caccia al gay o alla lesbica di turno – come successo nell’ultima edizione.
Il tutto condensato ad una naturale usura del format e ad una incapacità da parte degli autori di rinnovarlo con nuove chiavi di lettura capaci di attirare non solo il pubblico più giovane, ma anche quello abituato ai factual che oggigiorno sono disponibili sulle molteplici piattaforme di streaming.
Insomma, come in ogni situazione, anche in questo caso il declino del Grande Fratello è da ricondurre a diversi fattori.
Ciò che fa riflettere, però, è come sino ad oggi sia la casa di produzione sia Mediaset non siano state in grado di scorgere le avvisaglie e di mettere in pausa il programma, magari testando dei suoi spin-off, anziché usurarlo sino all’osso trasformandolo da un gioiellino della tv ad uno scarto quasi inutilizzabile.
Quello VIP, rispondiamo in anticipo alla vostra osservazione, non può essere considerato un esperimento poiché ha conservato i medesimi meccanismi del format originale andando – ora, forse, lo possiamo dire, ndr. – a snaturare ulteriormente il programma che basava la propria essenza proprio sul fatto che i protagonisti fossero degli sconosciuti, e dunque acerbi rispetto al mezzo televisivo e di conseguenza senza filtri.

No, “The Couple” non è un nuovo reality show!
E neppure “The Couple”, il nuovo reality show condotto da Ilary Blasi, può essere considerato un vero e proprio esperimento.
Sarà, infatti, una versione 2.0 di quanto già visto nella 14esima edizione del Grande Fratello condotta da Alessia Marcuzzi. I concorrenti, divisi in coppie, si sfideranno per aggiudicarsi il montepremi finale. Il tutto ostacolato da una serie di prove e dalle luci rosse delle telecamere che, anche in questo caso, li spieranno 24 ore su 24. Insomma, nulla di nuovo! In Spagna, non a caso, questo reality ha il titolo di “GHDuo“.
Ma si tratta comunque di un nuovo inizio, di una ripartenza. Fosse almeno per il nome, volutamente lontano dallo storico Grande Fratello. Diamogli un po’ di fiducia anche se, visti gli ascolti dell’ultima edizione del reality show di Canale 5, forse sarebbe stato più opportuno mettere in pausa il format, spegnere per un po’ le luci del loft allestito presso i Lumina Studios di Roma e puntare su qualcosa di nuovo (o comunque di mai visto in Italia).

Grande Fratello: ripartiamo dalle fondamenta e ricostruiamo lo show
Insomma, che si tratti della versione VIP o NIP, della versione in coppia o in solitaria, il Grande Fratello prima di tornare in onda avrebbe bisogno di ritrovare la propria essenza: ovvero, raccontare le storie dei suoi protagonisti, mettendo al primo posto la loro verità. Anche se macabra, anche se disgustosa, anche se ripugnante.
Se vuole sopravvivere, o rinascere, il Grande Fratello dovrebbe necessariamente scavare tra le proprie ceneri, tornando ad essere un osservatore pungente e severo della società che ci circonda, raccontandoci l’essere umano in tutta la sua essenza, che sia esso vittima, carnefice o entrambi allo stesso tempo.
Al Grande Fratello non può esserci spazio per il politically correct, per lo meno non nelle modalità in cui lo abbiamo visto applicato nelle ultime stagioni, piuttosto per severe ripercussioni per chi dimostra di non essere in grado di convivere – anche tra mille difficoltà – in una comunità. Almeno questo è quello che pensiamo noi!
E se poi di spin-off vogliamo parlare, allora proviamo a pensare in grande!
Realizziamo delle versioni del reality che realmente si distacchino da quanto abbiamo visto in onda sino ad ora: ipotizziamo di replicare una fabbrica, trasformando tutti i concorrenti in dipendenti di quella che potrebbe essere una piccola azienda di famiglia in cui tuttə collaborano per il bene comune. Oppure trasformiamo la casa in un quinto anno di una scuola superiore, fatta di ore di lezione, compiti in classe, innamoramenti tra i banchi, litigi tra compagni e maturità.
Insomma, di spunti ce ne possono essere parecchi. Bisogna solo guardare oltre e pensare da dove tutto è partito: il Grande Fratello deve tornare a raccontare la quotidianità, la normalità che passa anche dalle piccole cose. E ad oggi non c’è nulla che attiri di più della normalità.
