L’ultimo sondaggio Gallup stima che il 9% degli adulti statunitensi si identifica come LGBTQ+, in leggero calo rispetto al picco storico del 9,3% dell’anno precedente. Quando Gallup ha iniziato a portare avanti questa ricerca, nel 2012, solo il 3,5% delle persone si dichiarava LGBTQ+. In meno di tre lustri la percentuale è quasi triplicata.
Da 14 anni il sondaggio Gallup chiede alle persone se si identificano come eterosessuali, gay, lesbiche, bisessuali, transgender o altro. “Gay” si riferisce specificamente agli uomini gay, mentre gli intervistati che hanno scelto l’ultima opzione e hanno spiegato come si identificano sono stati inseriti in una categoria denominata “Altro LGBTQ+”, che includeva, ad esempio, le persone che si identificano come queer o pansessuali. Il sondaggio è stato condotto telefonicamente nel 2025 e ha coinvolto oltre 13.000 adulti statunitensi.
La Gen Z sempre più LGBTQ+

La maggior parte delle persone che hanno risposto (86%) ha dichiarato di essere eterosessuale. Circa il 5% delle persone non ha risposto affatto alla domanda sull’identità LGBTQ+.
L‘1,4% e l’1,6% hanno dichiarato di essere rispettivamente lesbiche o gay, e il 5,3% di essere bisessuale. L’1,1% ha dichiarato di essere transgender e lo 0,5% ha fornito un’identità che li colloca nella categoria “Altro LGBTQ+”.
Il 17% degli adulti LGBTQ+ si è identificato come gay, il 16% come lesbica e il 12% come transgender.
Un altro 6% degli adulti LGBTQ+ ha fornito un’altra identità, come queer o pansessuale, oltre a quelle incluse nel sondaggio.

I giovani hanno maggiori probabilità di identificarsi come LGBTQ+.
Il 23% delle persone di età compresa tra 18 e 29 anni ha dichiarato di essere LGBTQ+, con il 16,1% che si è definito bisessuale, rispetto al 10% di quelli di età compresa tra 30 e 49 anni e al 3% tra quelli di età pari o superiore a 50 anni. Solo il 2,3% delle persone di età superiore ai 65 anni ha dichiarato di essere LGBTQ+, con le persone di questo specifico gruppo che avevano maggiori probabilità di identificarsi come gay che come bisessuali. Talmente poche le persone di età superiore ai 65 anni che hanno dichiarato di essere transgender che Gallup non ha specificato quante si identificassero come trans. Al di sotto dei 30 anni, invece, le persone trans raggiungono il 3%.
Le donne hanno quasi il doppio delle probabilità di identificarsi come LGBTQ+ rispetto agli uomini, con la maggior parte che si identificano come bisessuali. Solo il 2,5% degli uomini ha dichiarato di essere bisessuale, mentre il 7,2% delle donne ha dichiarato di essere bisessuale. L’identificazione bisessuale ha superato di gran lunga l’identificazione gay e lesbica tra gli adulti più giovani, ma è alla pari con l’identificazione gay e lesbica tra le generazioni più anziane.

Il 2,5% degli uomini ha dichiarato di essere gay, rispetto al 2,3% delle donne che si sono dichiarate lesbiche.
Gli elettori Democratici hanno una probabilità molto maggiore di identificarsi come LGBTQ+, pari al 14,2%, rispetto ai Repubblicani, pari all’1,9%.
Le persone che vivono in aree urbane hanno una probabilità leggermente maggiore di identificarsi come LGBTQ+ rispetto a quelle che vivono in aree rurali.
L’identificazione LGBTQ+ è aumentata notevolmente negli ultimi dieci anni, principalmente perché oggi sempre più giovani adulti, soprattutto giovani donne, si identificano come LGBTQ+.
Man mano che sempre più membri della generazione Z (quelli nati tra il 1997 e il 2012) raggiungono l’età adulta, la percentuale LGBTQ+ dovrebbe aumentare ulteriormente, dato che attualmente quasi un adulto su quattro in quella generazione si identifica come qualcosa di diverso dall’essere una persona eterosessuale. Ciò è in contrasto con gli americani più anziani, tra i quali l’identificazione LGBTQ+ rimane relativamente rara.
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