Dopo 40 anni passati nello Utah, il Sundance Film Festival ha annunciato il trasferimento in un nuovo Stato. Il leggendario Festival dedicato al Cinema d’autore, che da sempre concede enorme spazio all’inclusività, ha sottolineato come nella scelta della nuova sede abbiano avuto centralità i “valori di etica ed equità“. Una stoccata di non poco conto al governatore repubblicano dello Utah Spencer Cox, che il 27 marzo ha annunciato il divieto assoluto alle bandiere Progress Pride nelle scuole e negli edifici governativi.
L’ossessione omotransfobica repubblicana ha colpito ancora
Poche ore dopo il Sundance Film Festival ha annunciato il suo trasferimento a Boulder, Colorado, abbandonando così la città sciistica di Park City, nello Utah, che lo ha sempre ospitato. Fino ad oggi.
Trevor Lee, senatore repubblicano dello Utah che ha proposto il disegno di legge contro le bandiere dell’Orgoglio LGBTQIA+, ha celebrato l’addio del Sundance perché a suo dire “promuoveva sporcizia“, tanto da sostenere che “non sarebbe mancato” a nessuno. Peccato che siano i numeri a smentirlo.
Solo nel 2024 il festival ha avuto 72.840 spettatori, 24.200 dei quali provenienti da fuori lo Stato. Questi ‘turisti da Festival’ hanno speso circa 106,4 milioni di dollari nello Utah. L’impatto economico totale del Sundance 2024 è stato stimato in 132 milioni di dollari, con 1.730 posti di lavoro per i residenti dello Stato. Ma il festival si è a lungo scontrato con le stazioni sciistiche locali, ovvero l’altra grande fonte di guadagno di Park City. Questo perché i frequentatori del Sundance riempivano gli hotel e lasciavano le piste praticamente vuote per due settimane nel pieno della stagione sciistica. Il festival è stato una manna per alcune attività commerciali locali, ma un ostacolo per altre. Ma è indubbio che il Sundance di Park City è diventato un mercato di prim’ordine per il cinema americano, attirando dirigenti degli studios e celebrità di grandezza assoluta ogni mese di gennaio.
Gli organizzatori del Festival hanno affermato che il Sundance era ormai cresciuto troppo per Park City, aggiungendo come il fascino di una piccola città come Boulder e la sua vicinanza alla natura offrissero un ambiente ideale per il suo futuro. E hanno aggiunto: “l’accogliente ambiente di Boulder è in linea con l’etica” del Sundance. E chi vuol capire capisca.
Le reazioni al trasloco del Sundance in Colorado
La direttrice esecutiva del Sundance Institute, Amanda Kelso, ha affermato: “Boulder è una città tecnologica, una città universitaria, una città artistica ed è una città di montagna. Con 100.000 abitanti, una città più grande di Park City, ci darà lo spazio per espanderci”.
Il governatore repubblicano dello Utah, Spencer Cox, ha così replicato: “Come ho detto fin dall’inizio, volevamo che il Sundance rimanesse. Lo abbiamo chiarito alla loro leadership e abbiamo messo insieme un pacchetto altamente competitivo. In definitiva, questa decisione spetta a loro, ma credo che sia un errore e che, un giorno, si renderanno conto di aver lasciato dietro di sé non solo un posto, ma la loro eredità”.
Robert Redford, che fondò il Sundance Institute nel 1981, ha aggiunto: “Le parole non possono esprimere la sincera gratitudine che provo per Park City, lo stato dello Utah e tutti coloro nella comunità dello Utah che hanno contribuito a costruire il nostro Festival. Ciò che abbiamo creato è straordinariamente speciale e determinante. Poiché il cambiamento è inevitabile, dobbiamo sempre evolverci e crescere, questo è stato al centro della nostra sopravvivenza”.
“Qui nel nostro stato celebriamo l’industria artistica e cinematografica come motore economico chiave, creatore di posti di lavoro e importante contributore alla nostra fiorente cultura“, ha affermato Jared Polis, governatore democratico del Colorado che già ospitava il Telluride Film Festival, che si tiene ad agosto.
Il presidente del consiglio del Sundance Institute Ebs Burnough ha minimizzato le speculazioni secondo cui la politica avrebbe inciso nel trasferimento. “Questo processo è iniziato 18 mesi fa e siamo nello Utah da 40 anni. Quindi la politica non ha davvero guidato il processo. Non abbiamo costantemente dedicato il nostro tempo ad esaminare quale disegno di legge sarebbe andato avanti o avrebbe potuto o meno essere firmato“.
Prima dell’addio definitivo, il Sundance terrà un’ultima edizione a Park City nel gennaio del 2026. Nel 2022 il Sundance ha potuto festeggiare il suo primo storico Oscar al miglior film, CODA, visto in anteprima proprio tra le montagne dello Utah.
Sundance, 40 anni di cinematografia LGBTQIA+
Dal 1985 ad oggi oltre 400 film a tematica LGBTQIA+ sono stati presentati al Sundance Film Festival. Tra questi degli autentici cult come Paris Is Burning di Jennie Livingston, Poison di Todd Haynes, Che mi dici di Willy? di Norman René, Caravaggio di Derek Jarman, Orlando di Sally Potter, Bound delle sorelle Wachowski, Paragraph 175 di Jeffrey Friedman e Rob Epstein, Hedwig and the Angry Inch di John Cameron Mitchell, Y Tu Mamá También di Alfonso Cuarón, Mysterious Skin di Gregg Araki, Io sono l’Amore e Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino, Tangerine di Sean Baker e God’s Own Country di Francis Lee.
Solo nel 2025 ne sono stati presentati una ventina, compreso Gen_ del nostro Gianluca Matarrese.
