Imane Khelif, come funziona il test sul genere nel pugilato?

Dopo il caso Imane Khelif, nella boxe femminile la World Boxing impone un test di genere: la Gazzetta ha spiegato come funziona.

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Come funziona il test di genere nel pugilato femminile?
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Imane Khelif, oro olimpico a Parigi nella boxe femminile, dopo le voci smentite di un presunto ritiro, ha ribadito la volontà di proseguire la carriera e puntare a Los Angeles 2028, nonostante mesi di accuse e sospensioni. Già lo scorso marzo Imane aveva affrontato mediaticamente Donald Trump e le sue persecutorie politiche di genere in vista dei prossimi giochi olimpici previsti in California. Al centro delle polemiche: l’introduzione dei test sessuali obbligatori da parte di World Boxing (che non è il Comitato Olimpico ndr) per stabilire l’idoneità nelle categorie maschili e femminili.La pugile algerina, donna cisgender, ha respinto l’idea di ritirarsi e ha denunciato il clima di sospetto come effetto di pressioni esterne e battaglie politiche che finiscono per colpire le atlete. “Non ho alcuna intenzione di ritirarmi”, ha dichiarato, spiegando di voler continuare a competere e a battersi per più opportunità per le donne nello sport.Secondo quanto comunicato, World Boxing ha chiesto alla Federazione algerina di boxe che Khelif si sottoponga al test di genere per poter gareggiare nella categoria femminile nei propri eventi; senza tale adempimento, non sarà autorizzata a partecipare alle competizioni femminili di World Boxing.
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Imane Khelif

Come funziona il test di genere nel pugilato

Per stabilire l’idoneità alla categoria femminile o maschile, World Boxing ha introdotto un test genetico centrato sul gene SRY. Il genetista Giuseppe Novelli (Policlinico Tor Vergata) ne ha illustrato funzionamento e limiti alla Gazzetta.

“Il gender test rileva la presenza o l’assenza del gene SRY, decisivo per lo sviluppo sessuale maschile nei mammiferi. Tuttavia, non è sufficiente per definire il sesso biologico nell’uomo. […] Usare il test SRY per stabilire il sesso biologico è sbagliato perché dice solo se il gene è presente o meno.”

— Giuseppe Novelli

In sintesi, passo-passo

  • Cosa si cerca: la presenza del gene SRY, legato all’avvio dello sviluppo sessuale maschile.
  • Come si interpreta: SRY presente > il test lo classifica come “maschile”; SRY assente > “femminile”.
  • Quali sono i limiti: il test non rileva piccole mutazioni di SRY, né se si siano formati testicoli, né se il corpo produca/usi il testosterone.
  • Decisioni sportive: chi risulta “positivo” a SRY può essere escluso dalla categoria femminile nelle gare di ranking mondiale di World Boxing, salvo ulteriori accertamenti o ricorsi.
  • La realtà biologica: il sesso non dipende solo da SRY; contano anche cromosomi, gonadi, ormoni e caratteri sessuali secondari.
  • Perché serve prudenza: l’esito va comunicato con consulenza genetica e valutato in un approccio multidisciplinare per evitare marchiature e decisioni riduttive che possano cambiare la vita di una persona.
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Nota: secondo Novelli, un uso esclusivo del test SRY per determinare la “categoria di sesso” rischia errori e semplificazioni e dovrebbe essere integrato da valutazioni cliniche più ampie.

Imane Khelif si prende la sua rivincita alla Milano Fashion Week dopo le polemiche olimpioniche

 

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