Treccani, accaniménto terapèutico locuz. sost. m. – Pratica, molto discussa, di prosecuzione non richiesta dal paziente di terapie straordinarie non sintomatiche, pur nell’evidenza di condizioni cliniche ormai disperate.
È oggettivamente difficile immaginare cosa passi per la testa di Pier Silvio Berlusconi, presidente Mediaset che solo nell’ultimo anno e mezzo ha rilanciato e puntualmente affondato La Talpa regalandola a Diletta Leotta, confermato per l’ennesima volta il discusso e discutibile Alfonso Signorini alla guida del Grande Fratello meno visto di sempre e affidato l’abbondantemente affondata Isola dei Famosi a Veronica Gentili, 42enne romana nata attrice, diventata giornalista, poi conduttrice del Tg4, volto delle “news” di Rete4 tra preserale e prima serata e infine co-conduttrice delle Iene su Italia1.
L’Isola è finita
Quando si parla di Isola dei Famosi è più che legittimo affidarsi al concetto di “accanimento terapeutico”, perché il reality arrivato in Rai nel 2003 e planato su Canale5 nel 2015 è da tempo un format logoro, che non ha più niente da dire, da mostrare, da inscenare. Lo scorso anno Pier Silvio Berlusconi si era giocato la carta Vladimir Luxuria, prima storica conduttrice transgender di un prime time Mediaset, ma l’Isola è presto naufragata con la premiere meno vista di sempre, la puntata meno vista della storia del programma e la media telespettatori più bassa di sempre. Un disastro che 9 mesi fa aveva fatto ipotizzare uno stop forzato, di almeno un anno, per ricaricare le pile oppure andare per sempre in archivio. E invece si è incredibilmente deciso di proseguire, di ripartire, con via a maggio e ipotetica finale a luglio. Ma a chi davvero interessa un’Isola dei Famosi ‘estiva’ condotta da un volto del tutto sconosciuto al pubblico di Canale5, seppur capace come ampiamente dimostrato in questi ultimi 5 anni?
L’azzardo Veronica Gentili
Perché Veronica Gentili ha detto sì a Pier Silvio Berlusconi, rischiando seriamente di bruciarsi con un’Isola che negli ultimi anni ha fulminato prima Alessia Marcuzzi, successivamente faticosamente rilanciatasi in Rai, poi Ilary Blasi, nel frattempo sparita dalla tv che conta, e infine Vladimir Luxuria?
Possibile che l’amministratore delegato di Mediaset le abbia promesso in cambio altro, come un’ipotetico e più centrato Pomeriggio 5 al posto di una Myrta Merlino quotidianamente doppiata da Alberto Matano?
Che Mediaset fosse in qualche modo ‘obbligata’ ad andare in onda con un’altra edizione dell’Isola causa contratto in essere con Banijay Italia?
Che il Biscione sia pronto ad un’edizione low cost senza grosse aspettative che possa andare a tappare i buchi della programmazione primavera/estate 2025 con 1/2 prime serate garantite?
Domande inevitabili al cospetto di una decisione che lascia doppiamente interdetti. Perché se l’Isola dei Famosi ha da tempo finito i realmente “Famosi” da spedire in Honduras al cospetto di un format che replica sè stesso all’infinito tanto da non suscitare più alcun tipo di interesse mediatico, la scelta di affidare la zattera alla deriva ad un volto in rampa di lancio ma indubbiamente acerbo e concettualmente lontano mille miglia nautiche come Veronica Gentili suscita inevitabili perplessità.
Veronica Gentili come Daria Bignardi?
Perché l’Isola pretende uno stile preciso, che sappia cavalcare se non addirittura alimentare le polemiche, gli scontri, le divisioni tra naufraghi. Almeno fino ad oggi Gentili ha sempre tenuto una conduzione pacata, informata, lontanissima dal trash estremo dei reality odierni. Il paragone con Daria Bignardi, storica conduttrice delle prime due edizioni del Grande Fratello, non tiene, non esiste, perché nel 2000/2001 la tv era un’altra cosa, perché lo stesso GF era un’altra cosa, esperimento sociale ancor prima che televisivo. In 25 anni è cambiato il linguaggio, la fruizione, le aspettative da parte di un pubblico nel frattempo cresciuto a pane e urla, insulti e litigi, con il moltiplicarsi delle alternative che ha ampliato i palinsesti e reso ancor più necessaria l’estremizzazione di un certo racconto televisivo, pur di mantenere sveglio e interessato quel telespettatore ancora incredibilmente fedele. Ma a quale costo e ancora per quanto?
Canale 5, dietro Maria il nulla
Se non fosse per il totem Maria De Filippi, che grazie a Uomini e Donne, Amici, C’è Posta per Te, Tu Si Que Vales e Temptation Island tiene in piedi l’intera baracca 10 mesi l’anno, Canale5 pagherebbe enormemente lo scotto di una programmazione che non sa rinnovarsi, che gioca quasi esclusivamente sull’usato ormai poco sicuro, con programmi che vivacchiano mantenendosi faticosamente a galla. Dal Grande Fratello precipitato negli ascolti all’anacronistico Show dei Record passando per i mille volti di Io Canto che non regge il confronto con il The Voice Rai, senza dimenticare la quasi 40ennale Striscia la Notizia concettualmente rimasta ad una tv preistorica, l’Avanti un Altro di un fuoriclasse come Paolo Bonolis costretto a replicare all’infinito il medesimo programma, la resuscitata Ruota della Fortuna e le poco felici telenovelas che spaziano dalla Turchia all’Argentina.
E poi c’è per l’appunto lei, quell’Isola dei Famosi che dopo 18 edizioni, 216 puntate, 5 conduttori, 13 inviati, 57 opinionisti e 349 naufraghi spalmati in 22 anni meriterebbe un felice, meritato, necessario, obbligatorio pensionamento. E invece a maggio, inspiegabilmente, si riparte. Qualcuno salvi il soldato Veronica Gentili.
