Pier Silvio Berlusconi in politica, diritti LGBTIAQ+ e non solo: tutto quello che sappiamo sulla svolta liberale di Forza Italia

Ci sono già i primi sondaggi? E che c'entra Gerry Scotti? Forza Italia voterebbe il matrimonio egualitario?

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Pier Silvio Berlusconi Gay.it Politica Palazzo Chigi
Secondo alcune indiscrezioni sempre più accreditate, Pier Silvio Berlusconi sta organizzando la propria discesa nell'agone politico. Cosa prevede il piano di una nuova Forza Italia realmente liberale?
4 min. di lettura

Sono sempre più insistenti le voci che vedono Piersilvio Berlusconi pronto a scendere in campo per dare a Forza Italia quell’anima realmente liberale che era stata promessa, e mai mantenuta, da suo padre Silvio Berlusconi. Ad oggi il partito guidato da Antonio Tajani, è rimasto succube di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e della Lega di Matteo Salvini. Sia Dagospia, sia Il Fatto Quotidiano hanno ricostruito non solo le voci, ma anche i movimenti che – a detta delle due testate – sarebbero indicativi della prossima candidatura del presidente di Mediaset alla guida del paese. L’idea di Piersilvio vedrebbe contraria Marina Berlusconi, sua sorella e primogenita. Non è noto cosa ne pensino Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi, gli altri tre fratelli.

L’entrata nell’agone politico di Piersilvio costituirebbe uno smottamento di non poco conto per l’attuale maggioranza di destra. Con tutta probabilità il Governo Meloni perderebbe i suoi voti in Parlamento e questo aprirebbe la strada a probabili elezioni.

Quando Piersilvio Berlusconi scenderebbe in campo? Quando ci sarebbero le elezioni? Che indizi abbiamo per una ipotetica convergenza di Forza Italia e Partito Democratico per l’approvazione del matrimonio egualitario?

 

Pier Silvio Berlusconi: pronto a scendere in campo?

Le voci sulla discesa in politica di Pier Silvio Berlusconi si rincorrono da mesi, ma ora non è più una questione di “se”, bensì di “quando”. Dagospia da almeno un anno ciclicamente sottolinea i rumors al proposito. Da qualche giorno le voci sono insistenti un po’ ovunque e ieri Il Fatto Quotidiano ha pubblicato una ricostruzione.

Quando ci sarebbe l’annuncio della candidatura?

Secondo i rumor, aprile 2025 potrebbe essere il mese decisivo, in coincidenza con il referendum sull’autonomia differenziata. Pier Silvio, seguendo le orme del padre, sembra pronto a costruire una squadra per proporre una “rivoluzione liberale”. Tuttavia, resta la domanda: sarà davvero lui a sfidare il governo Meloni, reo non solo di proporre una tassazione extra per i profitti delle banche (inclusa Banca Mediolanum di cui i Berlusconi detengono una quota importante), ma di mettere in imbarazzo la famiglia Berlusconi proprietaria di Mondadori e Mediaset?

Le politiche illiberali del Governo Meloni

La famiglia Berlusconi sostiene attualmente il Governo Meloni, grazie alla propria influenza su Forza Italia, che insieme a Fratelli d’Italia e Lega fornisce all’esecutivo i voti decisivi per governare. Ma le politiche illiberali sul fronte dei diritti delle minoranze, immigrati e persone LGBTIAQ+ in primis, mette in imbarazzo sia Mondadori, sia Mediaset, due dei più grandi editori italiani, di proprietà della famiglia Berlusconi.

L’imbarazzo internazionale

La famiglia Berlusconi gioca su uno scenario globale. Quando Mediaset e Mondadori trattano acquisizione di diritti artistici e intellettuali sui mercati internazionali, è imbarazzante essere identificati come la più importante famiglia italiana che sostiene il Governo Meloni, che non gode di buona reputazione, soprattutto in Europa, dove proprio Mediaset ha interessi correnti e piani di sviluppo futuri.

I sondaggi, Doris, Gerry Scotti e Maria De Filippi

Pier Silvio sta sondando il terreno, commissionando sondaggi privati sulla sua popolarità, mettere a punto la propria reputazione anche sul web e costruendo alleanze con figure di spicco del mondo imprenditoriale. Si parla di candidare volti nuovi, come Massimo Antonio Doris (Banca Mediolanum), per rinnovare il partito. Un suo grande consigliere sarebbe proprio Gerry Scotti, che qualche giorno fa – guarda caso – ha fatto sapere di essere “amato dai gay. Ci sarebbe anche Maria De Filippi, molto ascoltata da Pier Silvio, tra le persone favorevoli a una presa di distanza di Forza Italia dall’attuale governo.

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La rivoluzione liberale che potrebbe non arrivare

Eppure, le sue promesse di una rivoluzione liberale, con un’apertura sui diritti civili, sembrano lontane dalla realtà di un governo Meloni che prosegue nella sua crociata contro la comunità LGBTIAQ+. Sarà questa davvero la svolta liberale che Pier Silvio vuole portare? Una svolta invocata recentemente con insistenza, in molte occasioni, da Francesca Pascale, ex compagna di Silvio Berlusconi, rimasta vicina alla famiglia Berlusconi.

Marina Berlusconi: parole contro il governo, ma azioni?

Marina Berlusconi ha preso una posizione sorprendentemente progressista su temi di diritti civili, dichiarando di sentirsi più vicina alla sinistra su questioni come l’aborto e i diritti LGBTIAQ+. Tuttavia, le sue parole contrastano con il sostegno che la famiglia Berlusconi continua a dare a un governo che mina questi stessi diritti. Anche se Marina si oppone pubblicamente a certe derive, le azioni concrete restano scarse. Possiamo davvero aspettarci che Pier Silvio sfidi apertamente il governo Meloni, con Forza Italia che gioca ancora un ruolo cruciale nell’attuale coalizione di estrema destra?

Cosa pensa Pier Silvio Berlusconi della comunità LGBTIAQ+?

Pier Silvio Berlusconi, classe 1969, è da sempre contro omobitransfobia e a favore dei diritti della comunità LGBTIAQ+ (vedi anche recente spot sull’inclusività di Mediaset), a quanto rivelano fonti a lui vicine. Tuttavia non si è mai pronunciato concretamente su questioni direttamente collegate alle azioni persecutorie del Governo Meloni contro le famiglie omogenitoriali e contro le giovani persone con varianza di genere. Pier Silvio sarebbe sempre stato contrario alle politiche illiberali della maggioranza Meloni. Ma non ha mai davvero utilizzato la propria influenza su Forza Italia per ostacolarle. Perché? È credibile un comportamento di questo tipo? Al contempo: è disposta l’intera famiglia Berlusconi ad essere archiviata come la famiglia che ha supportato con i suoi soldi il governo più a destra e illiberale della storia repubblicana?

Forza Italia 2.0: rivoluzione o facciata?

L’idea di una Forza Italia rinnovata, depurata dalle scorie del passato e aperta ai diritti civili, è affascinante sulla carta. Ma quanto è realistica? Pier Silvio si trova a dover combattere non solo con la destra ultraconservatrice, ma anche con il passato ingombrante di un partito che ha contribuito a creare le condizioni attuali. Se vuole davvero realizzare una Forza Italia 2.0, dovrà affrontare la resistenza interna di chi ha sempre visto nei diritti civili una minaccia alla tradizione e alla “famiglia naturale”, bandiera dell’attuale governo Meloni.

L’ombra del Governo Meloni su Pier Silvio

Aprile 2025 potrebbe essere l’anno decisivo non solo per il referendum sull’autonomia differenziata, ma anche per Pier Silvio. L’opposizione interna alla leadership Meloni potrebbe aprire una crepa, ma la domanda è se Pier Silvio avrà il coraggio di sfruttarla. Il legame di Forza Italia con il governo attuale, complice delle peggiori politiche anti-LGBTIAQ+ e con la recente, patetica deriva anti-gender, è forte. Sarà Pier Silvio in grado di rompere con questa tradizione per costruire un’alternativa veramente liberale?

Approvazione del matrimonio egualitario

Una delle prime azioni liberali concrete che segnerebbe un evidente taglio con il passato potrebbe essere l’approvazione del Matrimonio Egualitario. La nuova Forza Italia potrebbe intestarsi questa battaglia, convergendo con tutto il centro-sinistra attualmente favorevole alla piena equiparazione dei diritti delle coppie omo a quelli delle coppie eterosessuali. Dunque non solo con il PD, ma anche con Movimento Cinque Stelle, Verdi e Sinistra Italiana. E c’è chi dice che anche tra Lega e Fratelli d’Italia ci sarebbero molti esponenti pronti a votare un diritto garantito nelle più grandi democrazie liberali d’Occidente.

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