Sesso omosessuale, Lucifero come supereroe queer e un coro di bambini: Jack Scarlett rompe i tabù italiani con il suo nuovo singolo Il Corpo del Diavolo, un inno LGBTQIA+ all’erotismo tossico e alla libertà del desiderio.

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Jack Scarlett: “Il corpo del diavolo”, il singolo con Lucifero nelle vesti di supereroe queer
Uno sguardo che brucia, una pulsione che divora: Il Corpo del Diavolo è il nuovo singolo di Jack Scarlett. Il brano esplora il desiderio omosessuale senza filtri, intrecciando erotismo maschile, dinamiche tossiche e introspezione personale. Scritto dopo due relazioni intense e dolorose, non è un racconto d’amore, ma un viaggio nell’ossessione e nella passione che consuma.
“Assaporando il corpo del diavolo” diventa così un atto di resa consapevole, ma anche di riscatto. Nessun moralismo, nessuna richiesta di empatia: solo la necessità di raccontare il proprio inferno. La scena erotica presente nel brano è esplicita, rara nel pop italiano, e trattata con sguardo artistico, mai compiacente.
Nel mondo di Jack Scarlett, Lucifero non è il male assoluto. È “il principe della mia favola”, un amore che affascina e distrugge, un angelo caduto che conserva tutta la sua bellezza. La società bigotta e perbenista viene smascherata: mentre condanna chi ama in modo non convenzionale, ignora la violenza nascosta nella cosiddetta normalità.
Prodotto da Yanomi e Blame, il singolo fonde R&B, dark-pop e elettronica. La scelta più controversa? L’inserimento di un coro di bambini dell’associazione L’AMACA di Milano, che accompagna la narrazione erotica e suscita dibattito. Per Jack, però, non c’è alcuno scandalo: è un modo per rompere i confini del pregiudizio e mostrare le contraddizioni della società italiana.

Il videoclip ufficiale
Nel videoclip ufficiale, diretto da Brace Beltempo, Lucifero è un supereroe queer, non il carnefice, ma il salvatore. Il video celebra chi è stato etichettato come “freak” o “diverso”, capovolgendo categorie e giudizi. A interpretare Lucifero è Alex Nardelli, modello di nudo artistico, il cui volto ricorda l’iconico dipinto ottocentesco di Alexandre Cabanel.
In un’Italia dove il 62% delle persone LGBTQIA+ ha subito discriminazioni, ma solo l’8% le ha denunciate, Il Corpo del Diavolo diventa un atto di resistenza. Jack Scarlett porta il desiderio queer al centro del dibattito, reclamando spazio, ascolto e legittimità. Esporsi, raccontarsi e rappresentarsi diventano forme di difesa e affermazione personale.
“Avevo bisogno di raccontare il più grande cliché: restare in una relazione che ti consuma. Il diavolo era l’unico modo per darne dignità. Il coro infantilizza l’ombra, perché se si condanna il sacro si capisce cosa si teme davvero: l’istinto, l’istigazione, la verità”, spiega Jack.
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Chi è Jack Scarlett
Jack Scarlett, al secolo Giacomo Caruceru, nasce a Roma il 15 ottobre 2000 e cresce a Milano. Artista e attivista sin dall’infanzia, combina talento musicale e impegno sociale. Dopo esperienze formative in produzioni legate ad Amici di Maria De Filippi, sceglie un percorso indipendente e personale che culmina nel suo primo singolo ufficiale Io che Vorrei (2021).
Jack si distingue non solo per la musica, ma anche per l’impegno contro bullismo e omofobia, promuovendo la libertà di espressione e la creatività senza limiti di genere. Il suo motto è chiaro: “La nostra unicità è il nostro vero super potere”.
