“Gli uomini che fanno i lavori domestici sono gay”: influencer malese accusato di omofobia e misoginia

“Cambiare i pannolini è da gay”: influencer malese nella bufera. Sui social lo accusano di omofobia e misoginia: “Non sei un re, sei un codardo”.

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Accuse di omofobia, misoginia e sessismo nei confronti di un influencer malese
Accuse di omofobia, misoginia e sessismo nei confronti di un influencer malese
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Un influencer malese è finito al centro di un’ondata di critiche dopo aver pubblicato su Instagram una serie di affermazioni giudicate sessiste, misogine e profondamente omofobe. Secondo lui, un uomo che si occupa di faccende domestiche o della cura dei figli non solo sarebbe “pigro”, ma addirittura “gay”.

Parole che hanno immediatamente scatenato un’ondata di indignazione, rimbalzata dai social alle testate internazionali, ponendo l’accento sulla visione retrograda dei ruoli di genere in alcune culture e sull’impatto che figure pubbliche con una grande visibilità possono avere sulle nuove generazioni.

Influencer malese nella bufera
Influencer malese nella bufera

“Cambiare i pannolini è da gay”: le frasi omofobe di un influencer malese

L’influencer malese – che su Instagram conta oltre 30 mila follower – ha condiviso un’immagine con una scritta provocatoria: “Cambiare i pannolini dei bambini = GAY”. Nella didascalia al suo post ha poi rincarato la dose, scrivendo: “Gli uomini che fanno i lavori di casa sono gay. Fratello, sei un uomo, sei un califfo, perché fai le faccende? Hai mai visto un re spazzare nel palazzo? Se il re è occupato a raccogliere spazzatura, non avrà tempo per fare cose importanti per il Paese”.

Il paragone con un re intento a pulire i bagni di corte ha fatto rapidamente il giro della rete, suscitando reazioni di sdegno. Secondo l’influencer, infatti, il compito principale degli uomini sarebbe soltanto quello di guadagnare denaro, conquistare il mondo e ottenere rispetto, non certo “pulire la cacca dei figli, spazzare o lavare i piatti”.

 

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Visione patriarcale e tossica della mascolinità

Le sue dichiarazioni sono l’esempio lampante di una visione patriarcale e tossica della mascolinità, che non solo sminuisce il valore della condivisione delle responsabilità familiari, ma mette in ridicolo chi sceglie un modello di paternità moderno e paritario.

Ridurre i lavori domestici a una perdita di tempo e considerarli incompatibili con l’essere “uomini forti e rispettati” significa rafforzare stereotipi dannosi, che vanno contro l’evoluzione sociale e culturale degli ultimi decenni. Inoltre, associare il concetto di “gay” a un insulto rappresenta un chiaro esempio di omofobia interiorizzata e normalizzata, che rischia di legittimare pregiudizi già radicati.

Le reazioni: “Si chiama responsabilità, non omosessualità”

Le reazioni online non si sono fatte attendere. Diversi siti internazionali, da IndiaToday a News18.com hanno raccolto le principali critiche rivolte al content creator malese finito sotto accusa. Un utente ha scritto: “Sono marito e papà. Fare il bagnetto a mio figlio, preparare il latte, cambiare i pannolini, lavare i vestiti e tenere la casa in ordine… sono tutti doveri da uomo, fratello. Non mi rendono gay. Si chiama responsabilità”.

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Un altro ha ironizzato: “Non sposato = gay”, evidenziando quanto l’argomentazione dell’influencer fosse priva di ogni logica.

Molti hanno sottolineato anche il disprezzo verso le donne contenuto in quelle frasi, chiedendosi come l’influencer possa trattare le figure femminili della sua stessa famiglia, a partire dalla madre.

Le critiche sono arrivate con toni sempre più diretti e accesi. Uno dei commenti più duri recitava:

“Questa volta sembri davvero un UOMO CODARDO. Vai a studiare la tua religione, perché non sai nemmeno di chi stai parlando quando metti in discussione i doveri di una moglie. Se pensi che essere un uomo codardo ti renda grande, non cercare almeno di trascinare altri giovani sulla tua strada”.

Un altro utente ha scritto:

“Non sei un re. Parlare di marito ideale è lontanissimo dal tuo livello, perché la tua mentalità è infantile e ridicola. Ogni volta che parli, non fai altro che sembrare vuoto e senza senso”.

C’è stato persino chi, esasperato, ha promesso di “fargli capire con un pugno in faccia”.

Non è la prima volta: donne e persone plus-size nel mirino

L’ultimo discutibile post dell’influencer malese non è un episodio isolato. In passato, lo stesso content creator aveva già suscitato polemiche definendo “stupide” le donne concentrate sulla carriera e affermando che le persone sovrappeso non meritassero rispetto.

Nonostante le critiche ricevute, non ha mai fatto marcia indietro né chiesto scusa. La riprova sta nel fatto che, nel suo stesso profilo Instagram si descrive apertamente con una sola parola: “misogino”.

Questa volta, invece, a finire nel mirino sarebbe stata la viralità degli uomini, evidentemente confusa con la prevaricazione, mentre l’omofobia è stata fatta passare, tra le righe, come un tratto identitario da rivendicare.

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