Singapore, opinioni sempre più aperte su sesso gay, matrimonio egualitario e famiglie arcobaleno: lo studio

Un nuovo studio IPS rivela il cambiamento delle opinioni a Singapore su sesso gay, matrimonio egualitario e famiglie arcobaleno: più apertura, ma persistono forti divisioni religiose e generazionali.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Singapore matrimonio egualitario Gay.it
4 min. di lettura

Un decennio di cambiamenti sociali e culturali sta trasformando il volto di Singapore. Un nuovo studio dell’Institute of Policy Studies (IPS) rivela infatti che le opinioni dei cittadini nei confronti del sesso gay, del matrimonio egualitario e delle famiglie arcobaleno si sono rese molto più tolleranti rispetto al passato, pur in un contesto che resta ancora segnato da divisioni religiose, culturali e generazionali.

Singapore, opinioni sempre più aperte su sesso gay, matrimonio egualitario e famiglie arcobaleno: lo studio - singapore lgbt - Gay.it

Singapore e diritti LGBT+: un lento ma costante cambio di mentalità

Tra il 2013 e il 2024, la percentuale di persone che considerano ‘sbagliato’ il sesso gay è diminuita di 27 punti percentuali, mentre la disapprovazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso è calata di 23 punti. Nonostante questo progresso, i numeri raccontano una società ancora spaccata: il 52,9% degli intervistati continua a giudicare negativamente i rapporti omosessuali e il 50,8% non accetta le nozze tra coppie dello stesso sesso.

Quando però si parla di genitorialità, il quadro appare più aperto. Meno della metà della popolazione considera sbagliato che le coppie LGBTQIA+ possano accedere all’adozione, alla maternità surrogata o alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. La ricerca, ripresa da CNA, evidenzia dunque una graduale riduzione dei pregiudizi legati alle famiglie arcobaleno.

Singapore, studio dell’Institute of Policy Studies (IPS)
Singapore, studio dell’Institute of Policy Studies (IPS)

I vari livelli di accettazione

Lo studio IPS mostra come le opinioni seguano una sorta di scala di accettazione rimasta costante negli anni. Il sesso gay è l’aspetto che suscita le maggiori resistenze, seguito dal matrimonio tra persone dello stesso sesso, mentre i percorsi di genitorialità come la surrogata, la PMA e l’adozione vengono valutati con maggiore indulgenza. Significativo anche il fatto che il divario tra matrimonio egualitario e adozione si sia ridotto dal 12% del 2013 a circa il 5% del 2024.

Secondo i ricercatori, questo dato dimostra una crescente coerenza nel modo in cui i cittadini valutano il riconoscimento delle relazioni rispetto alla possibilità di costruire una famiglia. Colpisce inoltre che il matrimonio egualitario, pur presupponendo intimità, generi meno disapprovazione rispetto al sesso tra persone dello stesso sesso, segno che le riserve morali restano concentrate soprattutto sulla sfera sessuale piuttosto che su quella affettiva o genitoriale.

Religione, generazioni e opinioni divergenti

La ricerca sottolinea anche come le differenze di vedute siano fortemente influenzate dall’appartenenza religiosa e dall’età. Dal 2013 al 2024, quasi tutte le tradizioni religiose hanno registrato un ammorbidimento delle posizioni, ma tra i musulmani e i cristiani più anziani permane una disapprovazione forte e radicata. Al contrario, i giovani cattolici, indù, buddisti, taoisti e i non credenti hanno mostrato una rapida apertura.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

In generale, indipendentemente dalla fede, i giovani si rivelano più permissivi e inclusivi rispetto agli anziani. È un segnale chiaro: le nuove generazioni stanno plasmando una Singapore più aperta e tollerante verso le persone LGBTQIA+.

Dal colonialismo al 377A: una svolta storica

Il percorso verso una maggiore inclusione ha avuto una tappa decisiva nel 2022, quando durante il National Day Rally venne annunciata l’abrogazione della Sezione 377A del Codice penale, un retaggio coloniale che criminalizzava i rapporti sessuali tra uomini. Contestualmente, la Costituzione fu modificata per proteggere la definizione di matrimonio come unione tra un uomo e una donna.

La decisione fu accolta con sollievo dalla comunità LGBTQIA+, che per decenni aveva lottato per la cancellazione di una norma discriminatoria. Tuttavia, non mancarono reazioni critiche: il Muftì di Singapore parlò di un “difficile esercizio di equilibrio”, mentre alcune organizzazioni cristiane espressero forte delusione, in particolare due gruppi che rappresentavano oltre 120 chiese locali.

Le sfide future

Per i ricercatori IPS, la vera sfida dei prossimi anni sarà quella di gestire il pluralismo senza annullarlo. In una società multireligiosa come Singapore, la convivenza armoniosa dipenderà dalla capacità dello Stato di favorire il dialogo sui temi più divisivi, mantenendo uno spazio legittimo per il dissenso ma senza permettere che le minoranze siano represse.

“Una società diversificata si vive, non si legifera soltanto”, sottolineano gli autori dello studio, che invitano i cittadini a discutere le questioni senza trasformarle in attacchi personali. La raccomandazione è quella di praticare un’autentica “etichetta del dissenso”, soprattutto nel dibattito online, dove il confronto rischia facilmente di degenerare in odio e discriminazioni.

I dati dell’IPS raccontano dunque un Paese che, pur tra contraddizioni e resistenze, sta cambiando. La riduzione della disapprovazione verso il sesso gay, il matrimonio egualitario e le famiglie LGBTQIA+ segna un passo avanti importante. Ma è soprattutto lo sguardo delle nuove generazioni a indicare un futuro diverso, dove inclusione e uguaglianza potrebbero diventare valori condivisi.

Per la comunità queer di Singapore, questo rappresenta un segnale di speranza e una conferma che la battaglia per i diritti non è stata vana. Allo stesso tempo, ricorda che c’è ancora molto da fare per trasformare il riconoscimento giuridico e sociale in piena accettazione culturale.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.