Il suicidio di Alex, 21enne tiktoker travolto dalla transfobia social, ha scosso la comunità LGBTQIA+, con Jenny Urtis che via AdnKronos ha denunciato il dramma quotidiano vissuto dalle persone trans nel nostro Paese.
Jenny Urtis e l’Italia transfobica
“I transgender in Italia sono quelli trattati peggio: nel mondo lgbtq+ è la categoria più denigrata. Io sono una persona molto sicura di se stessa, ho le spalle larghe sin da piccola, ma capisco che persone più fragili, giovani, come Alexandra, gli insulti continui e reiterati possono non sopportarli, sino ad arrivare ad atti estremi come questo“, ha confessato Jenny, che a fine 2024 ha fatto coming out come donna trans.
Urtis, ex concorrente del Grande Fratello e chirurga dei vip, ha poi continuato:
“Una trans in Italia non ha diritto a niente. Se sei trans a volte non ti danno la casa, perdi il posto di lavoro, sei derisa, molte finiscono sulla strada perché sono costrette in quanto è l’uninco lavoro che gli è permesso. Vengono considerate come una categoria da circo, da nascondere, da non far vedere. Succede anche a me. Se metto un video sui social, anche scherzoso, la maggior parte delle persone non riesce a discernere. Mi scrivono ‘sembri la Lecciso in versione uomo’. Alcuni insulti riguardano anche la sfera professionale, il più frequente è ‘io non verrei mai da un medico transgender’. Quando fai la ‘pagliaccia’ va bene a tutti, quando parli di fidanzamento non va più bene a nessuno. Hai visto in Italia coppie note dove lei è una trans? Non c’è, almeno ufficialmente. E ti posso assicurare che io sono sempre fidanzata”, ha fatto notare Jenny, a voler rimarcare l’ipocrisia di ha paura di mostrarsi al fianco di uomini e donne trans, anche se loro compagnə. La stessa Urtis ha rivelato che “a volte anche le mamme dei miei fidanzati mostrano apertura all’inizio, ma poi quando si comincia a parlare più seriamente diventano preoccupate perché il figlio fa sul serio con una trans“.
Il consiglio di Jenny Urtis a chi subisce transfobia social
Un odio spesso e volentieri veicolato da quelle istituzioni che dovrebbero tutelare i cittadini, di qualunque orientamento sessuale e identità di genere essi siano, per poi esplodere sui social, dove le violenze verbali superano ogni tipo di limite. Jenny Urtis, in tal senso, ha consigliato come muoversi alle giovani vittime di questi haters omotransfobici.
“Io posso dire a queste persone di diffidare e di denunciare. Chi può farlo deve chiamare un avvocato e diffidare chi si permette di fare certi tipi di commenti. Tanto la legge dà ragione a noi”. “Io non ho pietà con queste persone, come loro non ne hanno avuto per me. Io sono fortunata perché sto bene di famiglia, sono uno dei chirurghi più famosi d’Italia, ma pensiamo una trans di vent’anni cosa può passare“.
E nel caso in cui non si potesse arrivare ad un avvocato, “il primo consiglio che dò è quello di imparare a fregarsene. Le persone che insultano lo fanno superficialmente, a cuor leggero, molti non vogliono davvero il tuo male. Sono persone ignoranti, che scrivono perché tanto il web è gratis“, ha concluso Urtis a AdnKronos.


