C’è chi pronostica una prima nomination agli Oscar come miglior attrice non protagonista per Jennifer Lopez, produttrice nonché volto dell’attesissimo Kiss of the Spider Woman di Bill Condon, adattamento cinematografico dell’omonimo musical di John Kander, Fred Ebb e Terrence McNally, a sua volta tratto dal romanzo Il bacio della donna ragno di Manuel Puig già portato al Cinena da Héctor Babenco nel 1985.
Ben accolto dalla stampa USA, Kiss of the Spider Woman uscirà il 10 ottobre nei cinema d’America, mentre purtroppo tutto tace sulla release italiana. Protagonisti della pellicola Diego Luna, 44enne attore messicano esploso a inizio anni 2000 con due titoli queer come Prima che sia Notte e Y tu mamá también – Anche tua madre, e il quasi esordiente Tonatiuh Elizarraraz.
Pubblicato per la prima volta in Italia nel 1978, Il Bacio della Donna Ragno di Manuel Puig ruota attorno a Valentin Arregui, giovane di ventisei anni, leader di un movimento politico dissidente, e Luis Molina, 40enne omosessuale. Il loro destino si incrocia in un carcere di Buenos Aires. Qui i due condividono la detenzione e tentano di distrarsi a vicenda raccontandosi vecchi film patinati. Solo apparentemente incompatibili, i due protagonisti finiranno per appianare le divergenze personali avvicinandosi sempre di più. Ben presto si scoprirà che la convivenza coatta fra i due uomini è tutt’altro che casuale e che entrambi, se pur in modo diverso, sono prigionieri nella ragnatela del potere.
Jennifer Lopez e la rappresentazione LGBTQIA+
Jennifer Lopez says her upcoming film “Kiss of the Spider Woman” is a breakthrough for Latino storytelling, with three Latino leads bringing resilience, humanity and love to the screen.
Lopez says the story highlights how true connection goes beyond appearances. More on… pic.twitter.com/lF1cvLsvCk
— CBS Sunday Morning 🌞 (@CBSSunday) September 26, 2025
Da sempre icona LGBTQIA+, Jennifer Lopez ha fortemente creduto in questo film, ribadendo l’importanza di una rappresentazione queer in questo specifico momento storico, segnato da un’omobitransfobia istituzionale sempre più marcata.
“Per me questo film è molto personale“, ha confessato la popstar a Sunday Morning, sulla CBS. “Ho persone in famiglia che fanno parte della comunità queer. Capisco cosa sia la rappresentazione, quando vedo Rita Moreno in “West Side Story” e cosa ha significato per la mia vita, capisco quanto sia importante per le persone LGBTQIA+ vedere personaggi come loro. Personaggi forti, resilienti, belli e pieni d’amore, in cui un altro personaggio, interpretato da Diego Luna, un uomo eterosessuale cisgender, un duro rivoluzionario, può innamorarsi di un personaggio queer e coglierne davvero l’umanità. Non importa quale sia l’involucro esteriore. Ciò che conta è chi sei dentro, possiamo vedere l’umanità in un’altra persona. Credo che quell’amore puro sia qualcosa di estremamente importante in questo momento”.
Nel 2011, come dimenticarlo, fu proprio Rita Moreno a consegnare a Jennifer Lopez l’ambito Vanguard Award ai 25esimi GLAAD Media Awards. Nel suo discorso la cantante ringraziò i fan LGBTQIA+ per poi dirsi favorevole al matrimonio egualitario pochi mesi dopo. Per commemorare le vittime del Pulse, a Orlando, nel 2016 Lopez ha pubblicato una canzone tributo insieme a Lin-Manuel Miranda, “Love Make the World Go Round“, che raccolse fondi per le vittime della sparatoria. Nel 2024 la popstar è stata invece criticata per aver accettato un assegno da 5 milioni di dollari per cantare nell’omofoba Dubai.
Sfumata la nomination agli Oscar come miglior attrice non protagonista con Hustlers, J Lo punta ora alla rivincita Academy dopo aver strappato in passato due candidature ai Golden Globe, una ai SAG, agli Emmy e ben 13 ai Razzie Awards, vincendone due come peggior attrice e peggior coppia dell’anno insieme a Ben Affleck con Gigli.
