Una sentenza al giorno. La Corte Suprema statunitense si sta prendendo le prime pagine di tutto il mondo a suon di controverse decisioni. L’ultima è legata al caso Mahmoud contro Taylor, che ha preso in esame le scuole pubbliche della contea di Montgomery, ovvero il più grande distretto scolastico dello stato del Maryland dove nel 2022 vennero introdotti diversi libri di fiabe LGBTQ+ inclusive, tra cui “Pride Puppy!” e “Uncle Bobby’s Wedding”.
La nuova controversa sentenza della Corte Suprema
Il distretto scolastico aveva inizialmente permesso ai genitori di escludere i propri figli dalle lezioni in cui venivano utilizzati tali libri, nel caso in cui fossero contrari, per poi rimuovere simile opzione nel 2023, definendo “inappropriata” tale politica.
A quel punto alcuni genitori hanno intentato causa per motivi religiosi, sostenendo che la decisione violasse i loro diritti sanciti dal Primo Emendamento. Tra i querelanti c’erano la coppia musulmana composta da Tamer Mahmoud ed Enas Barakat, oltre ad alcuni membri appartenenti alla chiesa cattolica e ortodossa ucraina. Ebbene con una sentenza di 6 voti a 3, la Corte Suprema degli Stati Uniti a maggioranza conservatrice si è schierata dalla parte dei genitori.
Nel redigere l’opinione della maggioranza, il giudice conservatore Samuel Alito (nominato da George W. Bush) ha affermato che l’introduzione dei libri da parte del distretto scolastico “insieme alla sua decisione di negare l’opt-out ha imposto un onere incostituzionale al diritto dei genitori nei confronti del libero esercizio della propria religione“. Di tutt’altro avviso la giudice progressista Sonia Sotomayor insieme ai due colleghi contrari alla sentenza, che ha dichiarato: “Mettendo da parte un precedente di lunga data, la Corte inventa un diritto costituzionale a voler evitare l’esposizione a temi ‘sottili’ ‘contrari ai principi religiosi’ che i genitori desiderano instillare nei propri figli. Esporre gli studenti al ‘messaggio’ che le persone LGBTQ esistono e che i loro cari possano celebrare i loro matrimoni e gli eventi della vita, afferma la maggioranza, è sufficiente per innescare la forma più esigente di controllo giudiziario”.
Le reazioni alla sentenza
Un portavoce delle scuole pubbliche della contea di Montgomery ha aggiunto: “Simile decisione rappresenta una sfida significativa per l’istruzione pubblica a livello nazionale. Determineremo i nostri prossimi passi e affronteremo questo momento con integrità e determinazione, guidati, come sempre, dai nostri valori condivisi di apprendimento, relazioni, rispetto, eccellenza ed equità”.
Kelley Robinson, presidente di Human Rights Campaign, ha condannato il verdetto, definendolo crudele. “Ogni bambino merita di vedersi riflesso nelle storie che legge e di essere celebrato in classe per quello che è veramente”. “Questa sentenza non solo dice agli studenti LGBTQ+ che non hanno un posto, ma che le loro esperienze e la loro esistenza sono meno degne di rispetto”. “In un Paese in cui i giovani LGBTQ+ affrontano già tassi sproporzionati di bullismo e problemi di salute mentale, questa sentenza strumentalizza la libertà religiosa per emarginare ulteriormente gli studenti vulnerabili. È sbagliato, è pericoloso ed è crudele.”
Festeggia Donald Trump
Chi festeggia, ancora una volta, è invece Donald Trump, che ha descritto il verdetto come “una grande sentenza per i genitori“, “una straordinaria vittoria“. Il tycoon ha affermato che le famiglie avrebbero “perso il controllo delle scuole” e “dei loro figli“, in caso di sentenza contraria, aggiungendo: “Vi restituiremo i vostri diritti genitoriali. Vi sono stati tolti”.
In pochi mesi la Corte Suprema a maggioranza conservatrice ha emesso sentenze che hanno fatto felice il presidente USA, che aveva personalmente nominato 3 giudici su nove nel corso della precedente presidenza. Oltre ad aver confermato il divieto di assistenza sanitaria per i minori trans ha anche autorizzato il divieto militare per le persone trans, oltre ad aver limitato i poteri dei tribunali locali come agognato dal tycoon, che avrà ora il via libera per i suoi ordini esecutivi omobitransfobici senza dover andare incontro ad eventuali interferenze dei giudici statali.
