Nel grande teatro (il circo!) del calcio europeo, si è recentemente consumato un duello a distanza tra il giovane prodigio del Barcellona, Lamine Yamal, e l’ex regista olandese Rafael van der Vaart. Quest’ultimo, oggi opinionista per NOS TV, ha accusato il diciassettenne spagnolo di indossare i pantaloncini “troppo bassi”, di mostrare “poco impegno” e di esibire “gesti un po’ superficiali”. Tradotto: troppo giovane, troppo libero, troppo tutto. Il fatto è che “Yamal viene dal futuro“. E qui occorre con urgenza affidarci a questa clip degli amici di “Cronache di spogliatoio” che ci mostrano uno dei tanti assist con cui Lamine taglia in due i campi di calcio europei (per chi ama il calcio, vedere la clip):
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La replica di Yamal: ironia e gentili sberleffi (danzando)

Yamal non si è lasciato intimidire dalla battutaccia paternalista di Van der Vaart. Dopo aver segnato un gol cruciale contro l’Olanda nei quarti di Nations League, ha risposto con un gesto iconico: un’esultanza con i pantaloncini abbassati, per “scimmiottare” le critiche del suo detrattore. Poi, su Instagram, ha scritto: «Pantaloni abbassati, un gol, un rigore sbagliato e in semifinale! Ehehehe. Forza Spagna!». La stoccata perfetta, da un giocatore che sa usare il corpo e le parole con la stessa leggerezza di un dribbling. O di un balletto su TikTok.
Chi è davvero Lamine Yamal?

Classe 2007, origini marocchine e guineane, Lamine Yamal non è soltanto uno dei talenti più precoci nella storia della Roja. È anche il volto di un calcio che si scrolla di dosso le zavorre del machismo: pubblica balletti su TikTok, indossa accessori rosa, si presenta in campo con pantaloncini oversize e un’aria a metà tra il disincanto e la fiaba urbana. È fluido nella tecnica come nella postura, leggero, increspato di provocazioni. E assolutamente contemporaneo.
Rosa, balletti, glamour e liberazione

Ciò che disturba Van der Vaart non è il gesto tecnico di Yamal, ma il corpo liberato che lo incarna. In un mondo ancora ossessionato dal controllo virile, Yamal vibra come un’anomalia davanti a decine di milioni di appassionat* di calcio: gioca, ride, balla, vince. È la nuova grammatica del calcio che non chiede più permesso al patriarcato per far sussultare muscoli, natiche e voglia di essere se stessi. E questo, per qualcuno cresciuto nel rigore testosteronico del passato, può risultare insopportabile. Proprio ieri – a proposito – la Federcalcio Francese ha annunciato un torneo LGBTIAQ+ dedicato al 17 Maggio.
@lamine.yamaluh♬ UH VAI VAI by KREZUS UNRELEASED – KREZUS
Il futuro ha i pantaloncini bassi
Invece di temere chi ride mentre gioca, forse il calcio dovrebbe chiedersi cosa ha da imparare da questi nuovi profeti in tacchetti. Lamine Yamal è soltanto un calciatore, ma ogni volta che si abbassa i pantaloncini, o che ancheggia su TikTok, solleva una questione molto più profonda: di chi è, oggi, il corpo nel calcio? E perché deve ancora essere regolato da uomini che non giocano più?
Certi nuovi maschi nel calcio di oggi: meraviglia
C’è questa generazione di nuovi calciatori che sta facendo a pezzi il maschio tossico e farlo dentro il mondo del calcio non è esattamente una passeggiata. Si tratta di battaglie che potrebbero sembrare sciocche, magari indossare semplicemente delle scarpe rosa da donna in campo come ha fatto Kennan Yildiz, e che non devono significare per forza essere gay, o queer, come vorrebbero certo brutti ceffi del passato come Fabrizio C. che parla di calciatori gay soltanto per gonfiare il proprio portafogli. Mamma mia che fatica! Forza Yildiz e forza Yamal!
Kenan Yildiz, la nuova stella della Juve indossa scarpe da donna
Nicholas Galitzine, e se il suo He-Man prendesse a pugni la mascolinità tossica?
