Per la prima volta nella sua storia, la Fédération Française de Football (FFF) organizzerà un torneo dedicato alla comunità LGBTQIA+, come segnale concreto di impegno contro le discriminazioni nel mondo del pallone. L’evento, chiamato Torneo delle Fiertés, si terrà domenica 18 maggio nel prestigioso centro tecnico di Clairefontaine, all’indomani della Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia.
Nel maggio 2021 le squadre francesi si erano presentate in campo con numeri rainbow, ma soltanto pochi mesi fa la Francia tutta si era indignata per i cori omofobici dei tifosi del Paris Saint Germain contro Adrien Rabiot (ex-Juve), al punto che anche la Federazione e il Governo erano intervenuti per condannare l’episodio. Già l’anno prima, nel 2023, era stata sempre la curva del PSG a prodigarsi in canti anti-gay che avevano costretto la ministra dello sport Amélie Oudea-Castera (all’epoca Governo Attal) a prendere posizione.
Un torneo simbolico ma necessario
Secondo quanto riportato da L’Équipe, quello del prossimo 18 Maggio a Clairefontaine sarà un torneo di calcio a sette, giocato su mezzo campo, con la partecipazione di otto squadre miste – composte da persone gay, lesbiche, trans ed eterosessuali. La scelta di un numero ridotto di formazioni sarebbe legata alla limitata disponibilità degli impianti. “È un torneo simbolico, il primo in assoluto promosso dalla FFF, che rappresenta una svolta rispetto all’indifferenza mostrata finora verso la causa LGBTQIA+“, ha dichiarato Jean-Bernard Moles, copresidente del Cleved, che è il comitato nazionale francese per la lotta contro le violenze sessuali e le discriminazioni.
Squadre inclusive da tutta la Francia

Tra le formazioni partecipanti sono state annunciate il Marseille United Sport pour Toustes (MUST), il Paris Arc-en-ciel, il FC Beauvais e il RC Chambéry, club della Gironda premiato nel 2020 con i Trophées Philippe Séguin nella categoria solidarietà e inclusione. Tutte le squadre sono state selezionate grazie al lavoro di Sylvie Abulius, presidente del MUST, associazione sportiva inclusiva fondata nel 2013 a Marsiglia, dedicata alla comunità LGBTQIA+ e ai loro alleati.
Il coming out di Ouissem Belgacem che scioccò la Francia

La Francia fu scioccata nel 2021 dall’autobiografia di Ouissem Belgacem, ex calciatore franco-tunisino che aveva lasciato il calcio professionistico per sopravvivere alla sua condizione. Gay, cresciuto in un quartiere popolare e in una famiglia musulmana, Ouissem aveva nascosto sé stesso per anni, schiacciato dall’omofobia strutturale del mondo del pallone. Oggi combatte quella stessa violenza con la voce e la scrittura. Nel memoir “Adieu ma honte” (in Italia “Addio, vergogna” pubblicato da Funambolo Edizioni) Belgacem racconta cosa significhi indossare la maglia e mentire al proprio corpo. Una storia che per certi versi aveva squarciato il silenzio del calcio francese sulla questione dei calciatori gay. Recentemente un grande campione francese, che attualmente gioca in un club della Serie A italiana, aveva dovuto difendersi da un clamoroso e violento outing.
Il torneo sarà sufficiente? E le manifestazioni anti-omofobia in tutti gli stadi?
Il torneo annunciato dalla FFF sarà aperto da un momento di confronto sulle discriminazioni legate all’orientamento sessuale nel calcio, con particolare attenzione ai già citati cori omofobi negli stadi della Ligue 1. A sostenere l’iniziativa ci sarà Olivier Rouyer (qui tutti i calciatori gay che hanno fatto coming out), ex calciatore professionista francese e uno dei pochi ad aver fatto coming out pubblicamente. Le partite saranno arbitrate da Nicolas Potier, ex arbitro internazionale.
L’obiettivo della Federazione è trasformare questo evento in un appuntamento annuale e strutturato: “Vogliamo che, a partire dal prossimo anno, ogni Lega regionale sia rappresentata da un club. Il torneo dovrà diventare nazionale, inter-leghe, inclusivo, gay-friendly e LGBTI“, ha aggiunto Moles. Il club vincitore riceverà un trofeo con il proprio nome inciso.
Resta da comprendere se l’iniziativa del torno ad hoc sostituirà i messaggi che in questi ultimi anni tutti i club francesi hanno portato negli stadi in occasione del 17 Maggio. Messaggi preziosi, perché offerti a tutto il pubblico eterogeneo e vasto del calcio, a differenza di un circoscritto torneo dedicato alle persone LGBTIAQ+. Il cambio di strategia potrebbe avere il sapore del confino.
