Addio a Larry Kramer, storico attivista gay da sempre in lotta contro l’AIDS: suo il meraviglioso The Normal Heart

Una vita sempre in trincea, in prima linea contro le ingiustizie, mai scontato, sempre riflessivo, potente. Semplicemente Larry Kramer, il più grande attivista gay di tutti i tempi.

Addio a Larry Kramer, storico attivista gay da sempre in lotta contro l'AIDS: suo il meraviglioso The Normal Heart - Larry Kramer spring 2 by David Shankbone - Gay.it
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Si è spento all’età di 84 anni nella sua casa di Manhattan Larry Kramer, tra le figure più conosciute, appassionate, incendiarie della comunità LGBT d’America. A dare notizia della sua morte, avvenuta a causa di una polmonite, suo marito William David Webster, sposato nel 2012. Kramer è cresciuto nel Connecticut e ha iniziato la sua carriera artistica dopo aver presenziato per breve tempo nell’esercito. Ha lavorato come dirigente di produzione in diversi film , tra cui Lawrence d’Arabia, prima di cimentarsi nella sceneggiatura. Il suo script di Women in Love, basato sul romanzo di DH Lawrence, gli fece conquistare una nomination agli Oscar.

Faggots, nel 1978, divenne uno dei primi best-seller gay d’America, ma venne pesantemente criticato da molti attivisti LGBT per il suo ritratto crudo e ai più apparso assai negativo dello stile di vita degli omosessuali, promiscui e drogati. 50 anni dopo, Faggots è considerato un classico della moderna letteratura queer.

Con l’inizio della crisi dell’AIDS nei primi anni ’80, Kramer diede una svolta radicale al proprio lavoro. Iniziò a pubblicare articoli per il settimanale gay “New York Native”, compreso il famoso “1,112 and Counting” (1112, e in crescita), che esprimeva l’urgenza di un’azione in risposta alla nuova epidemia. Divenne così uno dei fondatori del Gay Men’s Health Crisis, un’organizzazione di lotta contro l’AIDS con sede a New York, che è ancora oggi la più grande associazione di assistenza per le PCA (Persone con Aids) gay al mondo. Fu aspramente critico con Ed Koch, sindaco di New York che all’epoca mostrava indifferenza nei confronti dell’epidemia, ma anche con i presidenti Reagan, Bush e Clinton. Nel 1987 Kramer contribuì a fondare la AIDS Coalition to Unleash Power (ACT UP), un’organizzazione di lotta e protesta sull’AIDS, spesso coinvolta in azioni di disobbedienza civile. Organizzazione che a detta del Dr. Anthony Fauci, virologo più celebre d’America, contribuì in modo netto e fondamentale nell’imporre un importante cambiamento di atteggiamento nei confronti delle persone con l’HIV e con i malati di AIDS.

Due anni prima, nel 1985, Kramer scrisse The Normal Heart, dramma totalmente incentrato sulla diffusione dell’AIDS e la lotta di alcuni attivisti gay di New York per attirare l’attenzione sull’epidemia. La pièce teatrale ha avuto più di 600 repliche in tutto il mondo. Insieme ad As Is, The Noraml Heart fu una delle prima opere teatrali a trattare del tema della crisi dell’AIDS. Nel 2014 Ryan Murphy ha diretto un film tv tratto proprio dall’opera di Larry, con Mark Ruffalo, Julia Roberts, Matt Bomer, Alfred Molina, Jim Parsons e Jonathan Groff, vincendo l’Emmy Award per il miglior film TV. Proprio Murphy, sui social, ha così voluto immediatamente  celebrarlo.

Ho incontrato Larry Kramer per la prima volta nel 2012. I diritti cinematografici della sua opera rivoluzionaria “The Normal Heart” erano diventati disponibili e io li volevo. Avemmo un meraviglioso primo incontro, fu gentile ed entusiasta delle mie idee di casting: Mark Ruffalo e Julia Roberts. Iniziammo la trattativa e mi disse che voleva un milione di dollari per i diritti. “Larry!“, replicai, “sono tanti soldi per un film a basso budget!”. Si fermò e disse, “è quello che valgo”. Li pagai. E sono così felice di averlo fatto. Larry conosceva il valore del suo lavoro, della sua vita, di tutte le vite delle persone omosessuali – e la sua fondamentale e ostinata  convinzione nell’uguaglianza per tutti lo rendeva forse il più grande e importante attivista gay di tutti i tempi. La sua lotta contro il governo, la discriminazione, il pregiudizio e le grandi case farmaceutiche hanno contribuito a salvare milioni di vite. La sua lotta ha cambiato il sistema sanitario come oggi lo conosciamo. L’ho ammirato più di tutti gli altri. Meritava la medaglia della libertà. Ho adorato lavorare con lui, la sua passione. Alla fine ho persino imparato ad amare i nostri litigi. Un anno vinsi un Golden Globe e la prima chiamata che ricevetti la mattina dopo fu quella di Larry. “Sono contento che tu abbia vinto, ma ho odiato vederti lì”. “Larry, dovresti essere felice per me!“, replicai. “Beh, non lo sono“, rispose. “Perché avresti dovuto essere a casa a lavorare sul nostro progetto.” Era terrorizzato dopo 30 anni di sviluppo infernale che non sarebbe stato fatto, che la sua storia di AIDS, rabbia e bellezza non sarebbe mai stata vista dai  più giovani. Ma ce la facemmo. Pianse quando vide il primo montaggio. “Tutti i miei amici, tutta la mia generazione, sono andati … ed è fottutamente ingiusto, non è necessario che accada”, disse. Fino alla fine, stavamo ancora tramando. Di recente ho acquistato i diritti per portare “The Normal Heart” e “The Destiny of Me” a Broadway. Era così appassionato e così vitale che non avrei mai immaginato che sarebbe morto. Pensavo che sarebbe sopravvissuto a tutti noi.

Nel 1989 Kramer pubblicò un libro di storie vere, Reports from the Holocaust: The Making of an AIDS Activist, raccolta di tutti i suoi scritti politici dal The York Times e da altre pubblicazioni, mentre nei primi anni ’90 scoprì di essere sieropositivo. Nel 1993 scrisse il seguito di The Normal Heart, The Destiny of Me, per cui venne candidato al Premio Pulitzer. Nel 1998 fondò la Treatment Data Project, coalizione di donatori privati e istituti medici pensata per rendere più rapidamente disponibili alle persone con HIV/AIDS le nuove terapie contro l’AIDS.

Nel dicembre del 2001, Kramer si sottopose a un  trapianto di fegato al Medical Center dell’Università di Pittsburgh, per sopravvivere ad una insufficienza epatica dovuta all’epatite B cronica. Fu il primo trapianto di organo nobile per un sieropositivo negli USA. Nel 2006 ha invece pubblicato una potentissima accusa contro George W. Bush e l’omofobia della sua amministrazione intitolata The Tragedy of Today’s Gays. Nel corso della sua straordinaria carriera, Larry Kramer ha ricevuto l’American Academy of Arts and Letters’ Award in Literature, ed è stato il primo gay dichiarato ad essere onorato del Public Service Award dalla Common Cause.

Poco prima della sua morte, Kramer aveva annunciato di essere al lavoro su un’opera teatrale intitolata An Army of Lovers Must Not Die, incentrata sulla pandemia di COVID-19. Un’opera in cui tracciava parallelismi tra le reazioni del pubblico e del governo alla crisi dell’AIDS. Una vita sempre in trincea, in prima linea contro le ingiustizie, mai scontato, sempre riflessivo, potente. Semplicemente Larry Kramer, pilastro della comunità LGBT d’America.

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