Legge omofobia, il sit-in di Nichi Vendola al Senato: “Dibattito misero, c’è l’ombra di Alfano”

Approvata alla Camera il 19 settembre 2013, è ancora ferma in commissione Giustizia al Senato.

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L’omofobia lede i diritti umani fondamentali, umilia la dignità, uccide. Serve uno scatto del Parlamento“: a lanciare l’appello di fronte ai giornalisti, in mattinata, è l’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola.

Nel corso di un sit-in di Sinistra Italiana di fronte al Senato, in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia, Vendola – che indossava una maglietta con scritto “L’omofobia fa male al cuore” – attacca: “L’Italia è, in Europa, il Paese con il tasso più alto di omofobia. Credo che le parole di Sergio Mattarella rappresentino anche un monito per il Parlamento che ha il dovere di legiferare. Il Parlamento si è lasciato troppe volte umiliare dai giochini di palazzo. Non si può consentire che un pezzo di popolazione sia sottoposta a forme di discriminazione”.

E rincara la dose: Oggi il dibattito è misero, c’è sempre l’ombra di Alfano e il ruolo nefasto del partito neoclericale che vuole impedire l’avanzamento del nostro Paese sui diritti civili. Ma noi andremo avanti”.



La domanda è una sola: a quando una legge nazionale contro l’omofobia? Era il 19 settembre del 2013 quando la Camera approvò la suddetta legge, di cui Ivan Scalfarotto – che sabato si unirà civilmente al compagno Federico – era il primo firmatario: la legge prevedeva e prevede l’estensione delle aggravanti previste dalla legge Mancino alla violenza e all’istigazione all’odio omo/transfobico. Oggi è il 17 maggio 2017 e la legge giace ancora in commissione Giustizia al Senato, bloccata da centinaia di emendamenti firmati da Forza Italia, Lega e dall’ex NCD Carlo Giovanardi.

Ma non è solo l’ostruzionismo del centrodestra ad aver rallentato rallentato il percorso della legge, nata da una difficile mediazione tra esponenti dello stesso PD e Scelta Civica: mediazione che, ricordiamolo, portò le associazioni LGBT, contrarie ad una soluzione al ribasso, a disconoscerla subito. L’oggetto del contendere? L’emendamento firmato da Gregorio Gitti, di Scelta Civica: “Non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all’odio o alla violenza, né le condotte conformi al diritto vigente ovvero anche se assunte all’interno di organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione ovvero di religione o di culto, relative all’attuazione dei principi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni”.

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Il senatore PD Sergio Lo Giudice lancia un’idea: “Servirebbe il coraggio di portarla direttamente in Aula, saltando l’ostruzionismo in commissione. Si potrebbe andare in Aula con un testo modificato e provare ad approvarlo con il M5S: certo, pesa il precedente negativo delle Unioni Civili, quando si tirarono indietro. Ma sul testamento biologico la collaborazione sta funzionando. Voto di fiducia? Non credo che questo scenario si ripeterà, sono mosse che puoi fare una volta in una legislatura…”. Monica Cirinnà parla di testo “ormai svuotato e inefficace”, mentre Rosaria Capacchione, la relatrice, sembra rassegnata: “Non si arriverà da nessuna parte. Manca il tempo, ma non è solo questo: il testo arrivato dalla Camera non funziona, introduce nell’ordinamento una specie di tolleranza verso condotte inaccettabili e discriminatorie. Uscirne è impossibile”.

AGGIORNAMENTO: “Credo sia importante che il Parlamento riesca a portare avanti anche la legge sull’omofobia di cui si è a lungo discusso, e che da molto tempo purtroppo è ferma al Senato“. Queste le dichiarazioni rilasciate poco fa dal sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle Pari Opportunità, Maria Elena Boschi.

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Giovanni Di Colere 17.5.17 - 20:52

Sì vabbè se fosse per Vendola saremmo ancora alla proposta dei Dico della Binetti.

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