Cinque anni fa, era il 25 agosto 2021, in un pub di Leverano (il Barattolo a Sud), in provincia di Lecce, tre uomini pretesero da bere a tarda serata. Il titolare del locale, che si presenta al pubblico come “safe, queer e antifa“, rispose loro di andarsene.

Facci da bere la cosa più costosa che avete, anche se siete uomini a metà visto che siete gay”, provocano i tre avventori. Per poi insistere: “Sono orgogliosamente fascista, l’Italia va avanti grazie a noi e non a voi fr*ci”. Dalle parole i tre passano ai fatti, accerchiando il titolare Antonio Paladini, con spintoni e botte dopo averlo attaccato al muro. Qualcuno sentì le urla dall’interno del locale e arrivò in soccorso del barista, con i tre in fuga. Il giorno dopo Paladini formalizzò una denuncia allegando anche un referto medico.

La sentenza a metà per Antonio Paladini

Leverano, condannato per aggressione omofoba ma assolti in 2: "Anche loro mi hanno insultato e aggredito" - Antonio Paladini - Gay.it
Antonio Paladini, foto social

Passati 5 anni solo uno dei tre imputati è stato condannato, con gli altri 2 assolti. La giudice monocratica del tribunale di Lecce, Elena Coppola, ha condannato a 1 anno e 6 mesi di reclusione con il beneficio della pena sospesa e della non menzione Silvio Mario Spagnolo, 73enne commerciante di Carmiano, in quanto ritenuto il responsabile degli insulti e della più violenta aggressione, con l’accusa di lesioni personali aggravate dalla finalità di discriminazione e di odio e assolto dal reato di violenza privata con la formula per non aver commesso il fatto. L’uomo dovrà pagare tutte le spese del procedimento penale. Sul piano civile la sentenza ha riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni in favore del titolare del locale, costituitosi parte civile. La quantificazione esatta del risarcimento verrà stabilita in separata sede.

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Assoluzione piena, invece, per Pasquale Cipullo, 53enne, agente di polizia penitenziaria originario di Santa Maria Capua Vetere, perché il fatto non costituisce reato. e Angelo Elio Durante, 62enne imprenditore di Leverano, per non aver commesso il fatto.

Via LaRepubblica Antonio Paladini ha commentato: “Questa sentenza dimostra che se entri in un locale, due volte su tre non vieni condannato. Non sono completamente soddisfatto. E le spiego perché: “Anche gli altri due avventori mi hanno insultato e aggredito. Come mai non sono stati condannati? L’importante è che siano stati riconosciuti gli insulti omofobi almeno a carico di una persona”. “Avevo riportato contusioni alle braccia, alla scapola e al naso guaribili in un paio di settimane. In quei giorni, abbiamo ricevuto tanti attestati di solidarietà e di vicinanza, dalla cittadinanza di Leverano ma anche da tutta Italia. Purtroppo, in passato, abbiamo dovuto tollerare episodi simili. Anche a Bologna dove abbiamo un’altra sede”.

Leverano, condannato per aggressione omofoba ma assolti in 2: "Anche loro mi hanno insultato e aggredito" - Leverano omofobia - Gay.it
 

Pietro, co-socio del locale, aperto nel 2021, ha aggiunto su IG: “Pur rispettando le motivazioni della sentenza, e pur rispettando il lacvoro della magistratura, un sorriso amaro si disegna inevitabilmente sui nostri volti. Dei tre aggressori due sono stati assolti, come se le loro responsabilità fossero improvvisamente evaporate. Come dicemmo all’epoca dei fatti, non arretreremo nemmeno di una virgola, e neanche per prendere la rincorsa. Vigiliamo tutte e non accettiamo nemmeno la minima sbavatura. Ti abbraccio fratello“.

Amaro il commento della sede di Bologna del Barattolo: “I fasci la passano sempre liscia“.

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