Finalmente ci siamo. Sabato 2 novembre a Porto, in Portogallo, verrà annunciata la città che ospiterà l’EuroPride 2027. In gara ci saranno la nostra Torino, Torremolinos, Vilnius e Gloucestershire. L’EuroPride del 2024 si è svolto a Salonicco, mentre l’anno prossimo sarà il turno di Lisbona, dal 14 al 22 giugno. Nel 2025 ci sarà anche il World Pride di Washington, DC, aperto da un mega concerto di Shakira, mentre nel 2026 non ci sarà alcun Euro Pride perché il World Pride tornerà nel Vecchio Continente, ad Amsterdam. Chi invece guarda ancora più avanti è Londra, che vuole candidarsi per ospitare il World Pride del 2030.
Londra 2030, sarà World Pride?
Sadiq Khan, sindaco della capitale inglese, ha infatti annunciato che il Pride cittadino del 2025 si terrà sabato 5 luglio e soprattutto svelato l’intenzione di candidare Londra per il World Pride. Sarebbe il 2° in città, 18 anni dopo quello del 2012.
L’amministratore delegato di Pride in London, Christopher Joell-Deshields, ha affermato: “Stiamo proponendo un festival di arte, cultura e difesa dei diritti umani che lascerà un’eredità duratura per le persone LGBTQ+ a Londra e in tutto il mondo”.
Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha aggiunto di essere “enormemente orgoglioso” della candidatura di Pride in London per ospitare il World Pride nel 2030, che secondo lui rappresenterebbe una “spinta significativa per l’economia di Londra”. “Il prestigioso evento è una celebrazione fantastica e un’importante opportunità per mostrare la nostra vicinanza alla comunità, il voler difendere i loro diritti e affrontare i problemi che stanno affrontando in tutto il mondo”.
Nel 2000, a Roma, si tenne il primo storico World Pride, nell’anno del Giubileo. L’ultimo EuroPride italiano c’è stato invece nel 2011, sempre a Roma. 16 anni dopo Torino vuole riportare la manifestazione nel Bel Paese.
Torino sogna l’Euro Pride 2027
Il documento presentato dal Coordinamento Torino Pride è lungo 64 pagine. Il logo ufficiale rimanda all’iconica Mole Antonelliana, dipinta di arcobaleno da 10 pennellate. Nel dossier italiano si ricorda con più che doveroso orgoglio la centralità e l’importanza di Torino all’interno della storia LGBTQIA+ italiana. Nel 1971 proprio qui nacque il F.U.O.R.I., primo movimento per i diritti gay, mentre nel 1986 Giovanni Minerba e Ottavio Mai fondarono “Da Sodoma a Hollywood”, ovvero il primo Festival di Cinema LGBTQIA+ d’Europa, oggi ribattezzato Lovers. Nel 2018, come dimenticarlo, l’ex sindaca Chiara Appendino registrò il figlio di una coppia omogenitoriale, mentre a breve potrebbe prendere forma un museo sull’omosessualità. All’interno del documento si ricorda l’attuale situazione politica italiana, con i diritti sempre più a rischio. Gli attacchi continui del Governo Meloni, la dichiarata guerra alle famiglie arcobaleno, la legge 164 vecchia di oltre 40 anni, il crollo nella Rainbow Map alla 36esima posizione, l’assenza di una legge sul matrimonio egualitario e di una legge contro l’omobitransfobia.
L’Europride torinese inizierebbe il 18 giugno con la sua cerimonia di apertura per poi concludersi sabato 26, con l’attesa sfilata lunga 3 km per le vie della città. Nel mezzo un fiume di eventi, oltre a tre giorni di dibattito sui diritti umani con conferenze che dovrebbero tenersi al Teatro Carignano. Il 24 giugno, giorno di San Giovanni (patrono di Torino), eventi e festa in tutto il centro storico, lungo il fiume Po e al Parco del Valentino, con fuochi d’artificio. Nel cuore della città, inoltre, sorgerà un Pride Village.
Sabato scopriremo se Torino sarà riuscita a battere Torremolinos, Vilnius e Gloucestershire.


