L’European Pride Organisers Association ha finalmente pubblicato i bidbooks, ovvero le relazioni di candidatura delle quattro città candidate per l’EuroPride 2027. Si tratta della nostra Torino, Torremolinos, Vilnius e Gloucestershire. Sabato 2 novembre a Porto, in Portogallo, verrà annunciata la città vincitrice.
Lenny Emson, Presidente dell’EPOA, ha dichiarato: “I diritti delle persone LGBTI+ sono a rischio ovunque in Europa. Stiamo già assistendo a governi che fanno marcia indietro sui nostri diritti. Le quattro candidature dimostrano come in Spagna, Italia, Lituania e Regno Unito la nostra comunità sia preoccupata ma determinata a reagire. I Pride in Europa hanno portato il diritto all’uguaglianza LGBTI+ nelle strade e continuano a farlo, sin dai primi anni ’70. Coloro che pensano che il Pride abbia perso il suo significato o sia diventato politicamente silenzioso dovrebbero leggere queste candidature e vedere che, in ogni angolo d’Europa, la protesta è nel nostro cuore e nei nostri polmoni. Ovunque si terrà l’EuroPride nel 2027, siamo sicuri che saremo visibili, rumorosi e orgogliosi”.
L’EuroPride ha preso vita a Londra nel 1992 e da allora è andato in scena quasi ogni anno, con le recenti edizioni tenutesi a Copenaghen (2021), Belgrado (2022) e Malta (2023). L’EuroPride di quest’anno si è svolto a Salonicco, mentre l’anno prossimo sarà il turno di Lisbona, dal 14 al 22 giugno.
Alessandro Battaglia, portavoce del Coordinamento Torino Pride, ha dichiarato:
“Stiamo vivendo un momento storico molto difficile e preoccupante e per questo motivo siamo molto orgogliosi del lavoro che abbiamo svolto per consegnare la candidatura del Torino Pride per l’EuroPride 2027. È stato intenso e fruttuoso e conferma il nostro impegno per ottenere Uguaglianza e Libertà per tutti e per la nostra lotta per tutte le vite LGBTQIA+. Questa candidatura è stata e sarà il nuovo impulso per continuare coraggiosamente a puntare in alto come le strutture del nostro logo e della nostra Mole Antonelliana. Dobbiamo continuare a farlo Uniti e Insieme”.
Il documento presentato dal Coordinamento Torino Pride è lungo 64 pagine. Il logo ufficiale rimanda all’iconica Mole Antonelliana, dipinta di arcobaleno da 10 pennellate.
Nel dossier italiano si ricorda con più che doveroso orgoglio la centralità e l’importanza di Torino all’interno della storia LGBTQIA+ italiana. Nel 1971 proprio qui nacque il F.U.O.R.I., primo movimento per i diritti gay, mentre nel 1986 Giovanni Minerba e Ottavio Mai fondarono “Da Sodoma a Hollywood”, ovvero il primo Festival di Cinema LGBTQIA+ d’Europa, oggi ribattezzato Lovers. Nel 2018, come dimenticarlo, l’ex sindaca Chiara Appendino registrò il figlio di una coppia omogenitoriale, mentre a breve potrebbe prendere forma un museo sull’omosessualità. All’interno del documento si ricorda l’attuale situazione politica italiana, con i diritti sempre più a rischio. Gli attacchi continui del Governo Meloni, la dichiarata guerra alle famiglie arcobaleno, la legge 164 vecchia di oltre 40 anni, il crollo nella Rainbow Map alla 36esima posizione, l’assenza di una legge sul matrimonio egualitario e di una legge contro l’omobitransfobia.
Tra le quattro candidature, Torino è quella che ha presentato il budget più ridotto, ovvero 660.000 euro. Volendo fare un paragone, il budget di Vilnius è pari a 845 mila euro, quello di Torremolinos a un milione e mezzo, Gloucester vola addirittura oltre i 2 milioni. Di quei 660.000 euro previsti, il Comune di Torino ne coprirebbe 150.000 e la Regione Piemonte altri 250.000, con altri 200 mila euro legati agli immancabili sponsor. In città sarebbero previsti decine di migliaia di turisti in arrivo da tutta Europa. A Madrid, nel 2017, atterrarono 2 milioni di persone.
L’Europride torinese inizierebbe il 18 giugno con la sua cerimonia di apertura per poi concludersi sabato 26, con l’attesa sfilata lunga 3 km per le vie della città. Nel mezzo un fiume di eventi, oltre a tre giorni di dibattito sui diritti umani con conferenze che dovrebbero tenersi al Teatro Carignano. Il 24 giugno, giorno di San Giovanni (patrono di Torino), eventi e festa in tutto il centro storico, lungo il fiume Po e al Parco del Valentino, con fuochi d’artificio. Nel cuore della città, inoltre, sorgerà un Pride Village.
“Sia il Comune (di sinistra) che la Regione (di destra) hanno deciso di appoggiarci“, precisano dal Coordinamento Torino Pride, con l’Italia che potrebbe tornare ad ospitare un EuroPride 16 anni dopo Roma, quando Lady Gaga venne accolta al Circo Massimo da un milione di persone. A chiudere il dossier i gianduiotti, con didascalia ad hoc: “Assaggiateli per addolcire (il vostro voto) la vostra giornata “.



