MAPPLETHORPE IL PERTURBATORE

A Torino una splendida mostra sul grande fotografo americano, la più grande mai realizzata al mondo: 400 opere accostate a capolavori di Michelangelo, Canova, Tiziano e Bronzino.

MAPPLETHORPE IL PERTURBATORE - 266 Derrick Cross 1983 copy - Gay.it
4 min. di lettura

Clicca qui per la galleria di foto di Robert Mapplethorpe
TORINO – Perturbanti, erotiche, eleganti, statuarie: sono le splendide creazioni del più famoso fotografo gay di tutti tempi, il newyorchese Robert Mapplethorpe (1946-1989), di cui è possibile ammirare alla Palazzina della Promotrice delle Belle Arti di Torino la più grande mostra realizzata su di lui, un’articolata esposizione di circa 400 opere curata dal massimo esperto italiano dell’artista, il critico genovese Germano Celant.

MAPPLETHORPE IL PERTURBATORE - 237 AlistairButler 1980 cop - Gay.it

Robert Mapplethorpe – Tra antico e moderno. Un’antologia‘ (8 ottobre – 1 gennaio), realizzata in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation, si propone come una riuscita e interessante rilettura storica e iconografica del percorso creativo del fotografo americano evidenziandone le radici e le complesse relazioni con l’arte antica e la fotografia moderna. Sono infatti esposte anche opere di Bronzino, Michelangelo, Tiziano, Canova, Courbet, Rubin, Schiele e maestri della fotografia quali Nadar, Von Gloeden – i suoi bambini siciliani nudi – Berenice Abbott, Man Ray, Muybridge e in uno stretto corridoio è possibile vedere spezzoni di film quali ‘Il portiere di notte’ della Cavani.
Alla presentazione della mostra il direttore della fondazione Michael Stout ha spiegato che «la Robert Mapplethorpe Foundation è stata fondata nel 1988 pochi mesi prima che l’artista morisse. Lasciò ad essa tutti i suoi beni e scelse personalmente le quattro persone che dovevano condurla, presenti ancora oggi. Ha donato più di un milione di dollari per la lotta all’Aids. Questa mostra è probabilmente la più importante allestita al mondo, sicuramente la più grande».

MAPPLETHORPE IL PERTURBATORE - 272 Ken Moody and Robert Sh - Gay.it

«Questo allestimento vuole mostrare che Mapplethorpe è un artista classico, non pruriginoso o scandaloso come si vuol far credere» spiega il curatore Celant, che da 25 anni fa si occupa del lavoro di Mapplethorpe (molti si ricorderanno le splendide mostre al Fortuny di Venezia del 1992 e al Museo Pecci di Prato nel 1993). «Alcuni giornalisti hanno scritto che è censurata: evidentemente sono loro che hanno un senso dell’immaginazione super-perverso. Mapplethorpe ha rivisto la sensualità, ha trovato un modo di testimoniare che dietro l’arte c’è una persona umana ma anche la sua sessualità. Ha inoltre il merito di aver puntato il dito su grandi rimossi della storia come l’omosessualità e i black».
Autore di immagini spesso provocatorie ma nello stesso tempo classiche e formalmente sofisticate, Mapplethorpe ha infatti ritratto celebri nudi maschili e femminili come se fossero sculture neoclassiche («sono ossessionato dalla bellezza. Voglio che sia tutto perfetto»); ha reinterpretato un soggetto banale come i fiori (soprattutto calle, iris, tulipani e orchidee) infondendo in essi inaspettate valenze erotiche; ha documentato l’universo dell’underground gay newyorchese elevando ad arte controversa i riti fetish e sadomaso dei sex club leather (bondage, fisting rettale e uretrale, pissing), esaltando la monumentalità del corpo – soprattutto di colore – di cui ha saputo far emergere la possente carnalità con una forza espressiva unica; ha fotografato negli anni ’70 coppie gay che si baciano (i teneri Charles e Jim, Larry e Bobby in tuta di pelle) e superdotati con sesso a riposo come Mark Stevens, detto ‘Mr. 10 pollici e mezzo’; ha rappresentato il mondo glamour di ispirazione warholiana attraverso ritratti di artisti del calibro di Patti Smith, Philip Glass, William Burroughs, Truman Capote, Donald Sutherland, Richard Gere, Louise Bourgeois, Isabella Rossellini, Susan Sarandon (fotografata con la sua bambina Eva, bellissima) oppure i suoi colleghi David Hockney, Keith Haring (che sembra un adolescente spaurito), lo stesso Warhol o ancora culturisti come un Arnold Schwarzenegger in posa di fianco a un drappo scuro o la prima campionessa di body building, la massiccia Lisa Lyon.

MAPPLETHORPE IL PERTURBATORE - 291 Thomas and Amos 1987 co - Gay.it

Una sensibilità estrema che ha filtrato l’eros omosessuale attraverso uno stile classico, creando immagini plastiche in cui la geometria simmetrica dei soggetti dà una sorta di allure ieratica e imponente. «Le immagini pornografiche sono un campo che in realtà non ha affrontato nessuno: sessualità esplicita vista con l’occhio dell’arte» sosteneva Mapplethorpe. «Ho avuto l’idea di riprendere immagini di sesso e farle in modo un po’ diverso da come si faceva prima: con un approccio formalista come non avevo mai visto nella fotografia o nella pornografia. Una volta un amico mi ospitò nel suo appartamento del Chelsea Hotel per una mostra. Gli inviti erano una serie di cartoline con immagini pornografiche di maschi, e nelle foto tutti avevano gli occhi bendati. La prima volta che ero andato nella 42esima strada e avevo visto quelle fotografie cellofanate ero ancora etero e non sapevo neppure che esistessero riviste maschili del genere. Avevo sedici anni, neppure l’età legale per comprarle. Guardavo le immagini in vetrina e avevo una strana sensazione nella pancia. In quel periodo frequentavo la scuola d’arte, e pensavo: Dio, se si riuscisse a trasmettere la stessa sensazione con un’opera d’arte… Era eccitante, ma anche proibito, senza dubbio. Le immagini erano sempre nel cellofan e quindi non si potevano raggiungere. Viene in parte da quello l’idea di sovrapporre altre cose alle immagini, serviva a velare un po’ le cose e a renderle ancora più irraggiungibili. Però mi ricordo che avrei voluto ottenere quella sensazione nel contesto di una galleria, il che ovviamente non è possibile».
Ma come ha ricordato Germano Celant, c’è anche una lettura spirituale della Mostra, individuabile trasversalmente soprattutto nelle opere che richiamano la sua formazione cattolica (le croci bianche, i diavoli lucidi) e le ultime in cui, ormai devastato dall’Aids, fotografa teschi semilluminati e si autoritrae immerso nel buio con gli occhi stanchi.
Foto © Robert Mapplethorpe Foundation
Clicca qui per la galleria di foto di Robert Mapplethorpe

^SROBERT MAPPLETHORPE^s
Tra antico e moderno. Un’antologia

Torino, Palazzo della Promotrice delle Belle Arti
Viale Balsamo Crivelli 11 (Parco del Valentino)
8 ottobre 2005 – 1 gennaio 2006
Orari: ore 10 – 19 tutti i giorni, giovedì 10-23, domenica 10-20
Informazioni mostra e prenotazioni gruppi e scuole: Tel. 011 6599657 – 011 6599742
biglietto: intero 8,50 gruppi, convenzioni e ridotti 6,50
Sito della mostra : www.mapplethorpetorino.it

Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Salotto culturale.

Gay.it è anche su Whatsapp. Clicca qui per unirti alla community ed essere sempre aggiornato.

© Riproduzione riservata.

Partecipa alla
discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.

Trending

Nemo The Code significato e come è nata

Nemo, il magnifico testo non binario di “The Code” è nato così: ecco cosa racconta davvero

Musica - Mandalina Di Biase 13.5.24
Sethu, è uscito il suo primo album "Tutti i colori del buio"

Sethu e i colori del buio: “Canto per tendere una mano a me stesso e agli altri, dopo Sanremo la depressione” – Intervista

Musica - Emanuele Corbo 17.5.24
queer palm, festival di cannes, i vincitori

Festival di Cannes. Tutti i film vincitori della Queer Palm dal 2010 ad oggi

Cinema - Gio Arcuri 17.5.24
Rainbow Map 2024, l'Italia crolla al 36° posto su 49 Paesi per uguaglianza e tutela delle persone LGBT - rainbowmap - Gay.it

Rainbow Map 2024, l’Italia crolla al 36° posto su 49 Paesi per uguaglianza e tutela delle persone LGBT

News - Federico Boni 15.5.24
Roccella e Meloni: "Ci sono le femmine e ci sono i maschi. No teoria gender nelle scuole. GPA disumana" - Giorgia Meloni e Eugenia Roccella - Gay.it

Roccella e Meloni: “Ci sono le femmine e ci sono i maschi. No teoria gender nelle scuole. GPA disumana”

News - Redazione 20.5.24
Il masturbatore nella versione standard LELO F1S V3

Recensione di LELO F1S™ V3: il masturbatore per persone pene-dotate che usa le onde sonore e l’intelligenza artificiale

Corpi - Gio Arcuri 10.4.24

Continua a leggere

ARIA! di Margherita Vicario

Mani in ARIA! insieme a Margherita Vicario, ascolta il nuovo singolo dal film GLORIA! – VIDEO

Musica - Redazione Milano 28.3.24
Max Peiffer Watenphul. Dal Bauhaus all'Italia

Max Peiffer Watenphul e la scena queer mai più dimenticata della scuola Bauhaus

Culture - Redazione Milano 30.11.23
Foto: Matteo Gerbaudo

Giada Biaggi non si sente più in colpa: ‘Abbi l’audacia di un maschio bianco’, l’intervista

Culture - Riccardo Conte 18.3.24
Miranda July (Vogue, 2020)

Miranda July, amarsi senza cadere a pezzi – intervista

Culture - Riccardo Conte 4.3.24
Biennale Arte Venezia 2024 - Foreign Everywhere by Adriano Pedrosa

Siamo ovunque: cosa aspettarci dalla Biennale queer e decolonizzata di Adriano Pedrosa

Culture - Redazione Milano 2.2.24
Arrusi Pigneto Luana Rigolli

San Valentino, a Roma spuntano i ritratti degli arrusi, gli omosessuali confinati dal fascismo alle Isole Tremiti

Culture - Redazione Milano 14.2.24
Foto di Jamie Mccartney

Il Museo della Vagina include anche le persone trans*

Culture - Redazione Milano 18.1.24
Safffo, a Roma la 3a edizione del Festival che promuove l’espressione artistica LGBTQIA+ indipendente - SAFFFO 2024 - Gay.it

Safffo, a Roma la 3a edizione del Festival che promuove l’espressione artistica LGBTQIA+ indipendente

Culture - Redazione 15.5.24