Il 21 maggio scorso Marco Carta ha compiuto 40 anni. Un traguardo importante per l’ex vincitore del Festival di Sanremo, esploso nel 2008 con la vittoria ad Amici di Maria e in pochi mesi passato a conquistare l’Ariston con La Forza Mia. Una carriera costellata da picchi e rovinose cadute, per Carta, che dalle pagine di Chi ha provato a tracciare una linea per festeggiare al meglio il traguardo raggiunto.
I 40 anni di Marco Carta
“A 40 anni invece di sentirmi più vecchio, mi sento più sereno. La felicità, per me, è equilibrio. E io ora sto in equilibrio. La mia carriera non è stata lineare, ma nessuna lo è. Ci sono stati momenti bellissimi e momenti in salita. Ora è uno di quelli belli. Ho un tour estivo pieno, i miei pezzi girano in radio e questo singolo, Solo fantasia mi ha dato una bella rinfrescata, anche mediatica”.
Solo fantasia è il brano che pochi mesi fa Marco ha presentato al San Marino Song Contest, selezione del Titano per l’Eurovision Song Contest vinta quest’anno da Gabry Ponte, classificandosi al dodicesimo posto. Il Solo Fantasia Tour di cui parla Carta è partito il 4 maggio a Donori e andrà avanti fino al 12 agosto, con la tappa di Oliveto Lucano, in Basilicata. L’ultimo disco del cantante è del 2019, Bagagli leggeri, con la carriera musicale di Marco che è andata incontro ad una brusca frenata.
Marco Carta e l’amore di Luca

“Io ho sempre vissuto di musica, ma non solo di musica. Ho vissuto anche di aspettative, di giudizi, miei e altrui. Ho avuto momenti in cui non mi sentivo mai abbastanza. Ma ho lavorato su di me, anche grazie alla persona che ho accanto. Il mio compagno è lo chef più riservato del mondo, ma è l’uomo che mi ha fatto più bene in assoluto”, ha confessato Carta, che dopo aver chiuso con l’annunciato sposo Sirio Campedelli da due anni fa coppia con Luca, chef milanese di 38 anni, assai restio alla visibilità social e gestore di un ristorante di famiglia a Milano. Un amore, quello di Luca, che ha aiutato Carta a crescere, a cambiare.
“Mi ha visto. E così mi ha aiutato a vedermi meglio. Io mi sono sempre un po’ sottostimato, sentivo di non essere all’altezza, a volte anche senza motivo. Lui ha acceso un faro. Non solo ha visto chi ero, ma mi ha fatto specchiare in quello sguardo. Da lì, ho iniziato a guardarmi in modo nuovo. Anche il coming out è stato un passaggio: un gesto di verità, ma anche un regalo che mi sono fatto. Le mie canzoni oggi sono più sincere. Possono parlare di me, senza filtri. Non devo più fingere, neanche tra le righe. Ho smesso di rincorrere l’idea di dover dimostrare sempre qualcosa. Oggi so chi sono, cosa voglio e soprattutto chi voglio accanto. Ho imparato a godermi anche la solitudine, che prima mi spaventava. Prima avevo bisogno costante di compagnia, amici, movimento. Adesso so stare da solo. E questo fa la differenza”.
Tra successo passato e delusioni, il sogno è Sanremo 2026

Nel 2008 Marco Carta celebrerà i 20 anni di carriera, esplosa troppo presto, quando era poco più che un ragazzino. Con tutte le conseguenze del caso. “È stato meraviglioso, ma anche prematuro. A 21 anni non sei davvero pronto. Hai la voce, la voglia, ma ti mancano le difese“, ha confidato a Chi. “E attorno hai solo squali. Io ne ho incontrati tanti. Ho perso molti soldi, ho sbagliato fidandomi delle persone sbagliate. Forse se fosse successo tre anni dopo, avrei scelto meglio. Ma nel complesso non rimpiango nulla. Ho fatto cento volte di più di quello che avrei mai osato sognare, nel bilancio sono decisamente in attivo. A volte ho avuto meno fortuna, a volte non ho colto il momento giusto. Forse ho scelto di non espormi troppo per paura che il pubblico si stancasse. E poi sono fatto così: amo la tv, ma non voglio che diventi il mio unico volto. Preferisco esserci meno, ma in modo autentico. Non voglio diventare uno di quei personaggi che parlano sempre, ma poi non cantano più. Voglio restare fedele alla mia voce“.
Negli anni Carta ha partecipato in qualità di concorrente sia all’Isola dei Famosi che a Tale e Quale Show, ma ora punta l’Ariston:
“Vorrei tornare a Sanremo nel 2026. Ci sto lavorando. I tempi sono giusti. E se ci sarà la canzone giusta, la proporrò. Se no, aspetterò. Perché davvero vorrei andarci con qualcosa che mi rappresenta fino in fondo. Ho lavorato sulla scrittura, sulla voce, sul suono. Voglio che si senta la maturità che ho raggiunto. E la libertà“.
La palla passa ora a Carlo Conti, che già nel 2025 aveva scartato la sua candidatura. Il 2026 sarà l’anno giusto?



Roberto bolle sei gy
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