Sembra un immaginario omoerotico, forse un po’ ammiccante, un po’ ruffiano, ma c’è di più nella carnale gioia di vivere e godere dei calciatori spagnoli durante la coppa del mondo di calcio vinta sotto il beffardo autoritarismo presenzialista di Trump.
I baci, le sculacciate, i corpi a nudo, gli abbracci, le languide pose dei campioni del mondo dello sport più machista e più popolare ci raccontano qualcosa che va oltre la Spagna egualitaria dotata di tutte le leggi necessarie alla piena cittadinanza delle persone LGBT.
Oltre quelle leggi, sacrosante e invidiabili se viste dall’Italia, e oltre il governo socialista e anti imperialista di Sanchez, che in verità in patria non gode di grande popolarità, le smutandate, le tenerezze sfacciate, i corpo a corpo, i baci, gli ammiccamenti, l’ironia sdrammatizzante di Yamal, Ferran, Nico Williams, Pedri, Baena, Rodri, Cubarsi Simòn e di tutti gli altri, raccontano una più condivisa liberazione del corpo e un’aperta canzonatura degli stereotipi del maschione tutto muscoli, fidanzate e denaro.
È più di un possesso palla da record, è più di un repertorio tecnico sopraffino, è persino di più di quella supremazia costruita dal basso dal sistema calcio spagnolo.
È un atteggiamento culturale che ha radici profonde in un sistema di valori e progresso, è una leggerezza psicologica anti-performativa che sembra trascendere il calcio e che riporta a qualcosa di più ampio, condiviso e interiorizzato. È una storia di integrazione introiettata, di egualitarismo connaturato all’identità di un popolo.
Un maschio che proprio quando raggiunge la massima vetta di trionfo, sembra voler felicemente fare a pezzi, in modo corale e senza protagonismi fluidi, proprio quell’idea dell’uomo tutto d’un pezzo, il cliché dell’eroe, e anche quello dell’anti-eroe.
La vittoria così gaia, serena, rilassata e spensierata del calcio spagnolo è soprattutto questo: corpi liberati, disinibiti perché autodeterminati, in una World Cup che la FIFA di Infantino ha cercato in ogni modo di indirizzare dalla parte opposta.
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