Un nuovo report di Amnesty International ha rivelato la psproporzionata ortata della copertura mediatica relativa alle persone trans nel Regno Unito, nonostante la comunità trans rappresenti appena lo 0,5% della popolazione. Analizzando la copertura mediatica britannica tra gennaio 2020 e aprile 2025, Amnesty ha scoperto che quattro importanti testate giornalistiche del Regno Unito hanno prodotto quasi 17.000 articoli su argomenti trans, con una media di 9 articoli al giorno.
Mentre le persone trans vengono sempre più escluse dalla narrazione delle proprie vite, le organizzazioni transfobiche contribuiscono attivamente a plasmare la copertura mediatica nonché il dibattito politico in tutto il Regno Unito, alimentando odio e disinformazione.
Il rapporto illustra l’ascesa delle cosiddette organizzazioni antitrans “gender critical“, presentando le prove della loro sproporzionata influenza sui quotidiani nazionali. La mappatura di Amnesty International identifica oltre 50 organizzazioni che si battono per limitare i diritti delle persone trans. Solo tre di queste esistevano prima del 2017, rimarcando così la velocità e la portata della loro clamorosa crescita negli ultimi anni.
Copertura mediatica dominata da narrazioni antitrans
Amnesty International ha condotto un’analisi linguistica su larga scala della copertura giornalistica britannica tra gennaio 2020 e aprile 2025, esaminando gli articoli pubblicati da The Times, The Telegraph, The Guardian e The Sun. I risultati rivelano:
- 17.000 articoli pubblicati su argomenti relativi alle persone transgender in cinque anni.
- Una media di 264 articoli al mese, circa 9 al giorno.
- Una copertura mediatica sproporzionata rispetto alla dimensione della popolazione transgender, che rappresenta circa lo 0,5% della popolazione del Regno Unito.
- Persistente associazione delle persone transgender con controversie, conflitti e problematiche. varieInclusione minima di voci transgender, con reportage dominati da politici e attivisti anti-trans.
L’analisi ha inoltre rilevato che figure politiche di spicco, tra cui il Primo Ministro e altri leader di partito, compaiono frequentemente in questi articoli. Ciò dimostra come le questioni transgender siano diventate un terreno di scontro politico centrale, nonostante la scarsa attenzione pubblica rispetto ad altre tematiche.
Il rapporto colloca l’ascesa delle organizzazioni anti-transgender all’interno di un movimento più ampio che si batte contro il diritto all’aborto, i diritti LGBTI e la parità di genere nel Regno Unito. Precedenti ricerche di Amnesty International hanno identificato 65 organizzazioni, il 75% delle quali sono enti di beneficenza registrati, che si battono attivamente per limitare il diritto all’aborto, i diritti delle persone LGBTI e l’uguaglianza di genere. La ricerca ha rilevato che 32 di queste organizzazioni hanno speso 106 milioni di sterline tra il 2019 e il 2023, con significativi legami con reti internazionali. Sebbene molte delle organizzazioni mappate in questa ricerca operino in modo informale, i dati disponibili indicano una crescente disponibilità di risorse e un maggiore coordinamento all’interno di questa parte del movimento. Queste organizzazioni e questi individui si concentrano sulla limitazione dei diritti delle persone trans, tra cui:
- Rimozione del riconoscimento di genere.
- Esclusione delle persone trans dagli spazi e dai servizi pubblici.
- Sforzi per limitare l’accesso all’assistenza sanitaria e all’istruzione.
Chiara Capraro, Direttrice del Programma per la Giustizia di Genere di Amnesty International UK, ha dichiarato:”Questa ricerca fornisce prove inequivocabili di come le organizzazioni anti-trans abbiano influenzato la copertura mediatica e il dibattito politico nel Regno Unito, dal 2017 ad oggi. Non c’è alcuna imparzialità nel modo in cui vengono raccontate le vite delle persone trans. Le narrazioni anti-trans dominano i media e vengono spesso presentate come fatti, mentre le persone trans stesse vengono emarginate o completamente cancellate. Questo non sta accadendo spontaneamente. Stiamo assistendo a uno sforzo coordinato e sempre più finanziato per smantellare i diritti delle persone trans e rimodellare il dibattito pubblico. Le conseguenze sono reali e incidono sull’uguaglianza, la sicurezza e il benessere delle persone trans in tutto il Regno Unito. Le persone trans sono diventate un bersaglio in più ampie guerre culturali, con dannose narrazioni amplificate su piattaforme influenti, che plasmano la percezione pubblica. Le persone trans possono essere l’immediato bersaglio, ma forze potenti sono all’opera per annullare le nostre libertà conquistate a fatica e riscrivere le regole su quali diritti, corpi e vite meritano protezione. Chiunque abbia a cuore l’uguaglianza e i diritti umani deve considerare tutto ciò un campanello d’allarme e chiarire che questo tipo di pregiudizio non ha posto nella nostra società.”
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