Il Siracusa Pride 2026 avrà come madrina Heather Parisi. L’annuncio arriva dal direttore artistico Diego Di Flora, che ha fortemente voluto la showgirl per l’edizione di quest’anno, in programma sabato 18 luglio con corteo da piazza Euripide e uno show a seguire.

Di Flora la definisce un’icona dello spettacolo italiano e parla di una scelta fatta “al di là delle opinioni e delle polemiche” che accompagnano i personaggi pubblici.

Le polemiche, in questo caso, riguardano proprio la comunità che il Pride dovrebbe rappresentare. Nel marzo 2022 Gay.it aveva documentato come Parisi avesse messo mi piace e retwittato una serie di contenuti anti-trans contro Rachel Levine, all’epoca sottosegretaria alla Sanità USA, e Lia Thomas, nuotatrice trans della NCAA, alla quale tre anni più tardi, in piena epoca trumpiana, l’Università della Pennsylvania cancellò tutti i titoli e medaglie.

Tra i tweet rilanciati dalla showgirl, uno le definiva “uomini“, un altro citava Caitlyn Jenner nel suo attacco alle atlete trans, un altro ancora, con tono sarcastico, accostava le due donne a foto precedenti la transizione. Come noto, dal 2022 ad oggi quella serpeggiante transfobia contro le atlete trans si è man mano trasformata in norme USA anti-trans sospinte dal ritorno di Trump alla Casa Bianca.

Nel 2022, interpellata da Gay.it, Parisi aveva risposto rivendicando il proprio legame storico con la comunità LGBTQ+ (si ricordi il suo attacco a Lorella Cuccarini accusata da Parisi di omofobia) e respingendo l’etichetta di transfobica, sostenendo di opporsi “per ragioni di equità” alla partecipazione delle atlete trans alle competizioni sportive femminili. Nella sua lettera scriveva che un’atleta trans “non diventa automaticamente donna” per il fatto di essersi dichiarata tale, una formulazione che la nostra testata aveva definito, allora come oggi, la sintesi stessa della transfobia.

 

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Sulla scelta di Di Flora è intervenuta sui social Roberta Parigiani del MIT (Movimento Identità Trans), chiedendo conto della decisione. “Apprendo con sconcerto che il Siracusa Pride avrà come madrina una persona che si è più volte scagliata contro le donne trans“, scrive Parigiani, domandando chi abbia compiuto la scelta e se fosse a conoscenza delle posizioni pregresse di Parisi. Parigiani ricorda come la showgirl avesse condiviso posizioni sovrapponibili a quelle di Simone Pillon sulla partecipazione delle atlete trans allo sport, e cita la formula “non ho nulla contro le trans ma rispettate le donne” come esempio della retorica usata da Parisi. “Parliamo tanto di Pride politico”, conclude Parigiani, “e magari citiamo sul palco Sylvia Rivera e Marsha P. Johnson: ma poi invitiamo come madrina Heather Parisi. Tutto apposto?“.

Parigiani si interroga se le persone trans abbiano ancora spazio reale nella sigla LGB, denunciando noncuranza e attacchi da parte della componente cisgender, maggioritaria e più privilegiata. Chiede se esistano alleanze più affini alle istanze trans e propone di spostare il discorso dall’amore ai corpi non normativi, oltre la logica economica.

Il Siracusa Pride è organizzato da un comitato ampio e trasversale, che riunisce, Agedo Siracusa, Arci Siracusa, Arcigay Siracusa, Astrea in memoria di Stefano Biondo, Bon’t Worry, Cannabis Cura Socia Club Asp Sicilia, Centro antiviolenza Ipazia, CGIL Siracusa, Cinedrome, Cantieri associati culturali, Comitato Attivisti Siracusani, E-Ludolab, G.T.O. Gruppo Teatro Onda, Giosef Siracusa, REA – Rete Empowerment Attiva, Stonewall GLBT Siracusa, UdS Unione degli Studenti Siracusa e UIL Siracusa.

Resta da capire se e come il comitato intenda esprimersi sulla scelta della madrina, e se Di Flora fornirà ulteriori chiarimenti nei prossimi giorni.

Proprio questa sera 3 luglio Heather Parisi sarà ospite al Padova Pride Village nel talk condotto da Lorenzo Bosio.

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