Menzione: «passiamo ai fatti»

La candidatura nel Prc dell'avvocato pisano

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Che ne direste di un "bear" anche un po’ "Leather" in Parlamento? Niente male, vero? Certo che etichettare così Ezio Menzione sarebbe a dir poco riduttivo. Stiamo parlando, infatti, di una persona che da anni combatte in prima linea per il riconoscimento dei diritti di gay e lesbiche, sia nella sua professione di avvocato, sia nella sua attività politica: ha collaborato e collabora alla rivista Babilonia, ha scritto un "Manuale dei diritti degli omosessuali" e altri saggi sul tema, ha fatto parte della Commissione Ministeriale sulle Pari Opportunità, come membro fra i più attivi, riportando la vittoria dell’abolizione del divieto di donazione di sangue e organi per i gay.

Ezio Menzione è nato a Massa nel 1947, sotto il segno del leone. Si è laureato a Pisa, dove da anni svolge la professione di avvocato. Ha partecipato a molti processi importanti, dal processo Sofri a quello contro il Circolo Leoncavallo, a quelli per terrorismo a quello per pedofilia contro un giornalista gay. Politicamente, viene dalle esperienze del movimento studentesco degli anni ’60 e ’70, per poi passare a Democrazia Proletaria, di cui è stato segretario di federazione a Pisa. In quegli anni è cresciuto anche il suo impegno nel movimento omosessuale.

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Dal punto di vista personale, è legato ormai da diversi anni ad Agostino, un fotografo assai noto nel movimento omosessuale e specialmente nel mondo bear. Non convivono, per motivi di lavoro. La sua passione maggiore sono i viaggi (molti suoi reportage di viaggio sono comparsi su Babilonia sotto pseudonimo) e poi il giardinaggio (un piccolo terrazzo con circa trecento piante che dà sulla torre pendente) e il teatro e la lirica (da anni è vicepresidente del Teatro di Pisa). Dal punto di vista delle opzioni sessuali, è stato fra i fondatori del circolo leather di Milano ed è noto nel mondo bear, ma, pur apprezzandole, le considera etichette un po’ troppo strette.

Come è maturata questa candidatura al Senato?

Sono sempre stato vicino a Rifondazione, data la mia provenienza politica, anche se non mi sono mai tesserato. Ora la Direzione mi ha fatto questa proposta e mi è sembrato stimolante accettarla. A fronte di un Ulivo che in 5 anni di centrosinistra non mi pare abbia fatto nulla in tema di diritti civili (parlo anche di gay, ma non solo) vedo invece in Rifondazione un impegno, anche culturale, più radicato su questo fronte. Mi pareva giusto andare a rafforzarlo.

In Toscana, Rifondazione ha presentato come vice capolista del proporzionale alla Camera Titti De Simone, presidente nazionale Arcilesbica. Al Senato, nel collegio Pisa 10, c’è la candidatura di Ezio Menzione. Sembra che, al di fuori delle polemiche che hanno anticipato la candidatura di Grillini nei DS, Rifondazione abbia dato un serio sostegno alla causa omosessuale.

Certamente mi pare che Rifondazione possa essere un buon appoggio per il movimento omosessuale, e lo sia stata anche prima del Gay Pride di Roma (basti pensare a Nicki Vendola).

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Purchè siano chiare due cose: dalle enunciazioni bisogna passare velocemente ai fatti, alle proposte e alle decisioni; e poi, che le forze politiche ci vogliono, ma non bastano: i gay debbono impegnarsi in prima persona e come movimento, se no non otterranno mai nulla.

Tu sei l’autore di "Diritti Omosessuali", un libro che è una guida fondamentale per la tutela degli interessi di gay e lesbiche in Italia. Quanto c’è da fare ancora, dal punto di vista legislativo, perché gli omosessuali possano vedere riconosciuti i propri diritti? E soprattutto, quali sono le priorità tue e del partito con cui ti presenti, a riguardo?

C’è da fare ancora quasi tutto: in questi anni abbiamo seminato qualcosina, ma non abbiamo raccolto nulla; tant’è che in tema di diritti dei gay (divieto di discriminazione e riconoscimento delle unioni) siamo il fanalino di coda dell’Europa, indietro anche rispetto al Portogallo. Dalla risoluzione europea del febbraio ’94 tutti gli altri paesi sono andati avanti e noi siamo rimasti al palo. Se, come spero, andrò al Senato, la prima cosa che farò sarà un progetto di legge di un solo articolo con un chiaro divieto di discriminazione in ragione dell’orientamento sessuale. Poi una proposta di legge sulle unioni civili di pochi ma chiari articoli e su questa dovremo – finalmente – aprire il dibattito. Se nei due rami del Parlamento assieme a me ci saranno Vendola, Grillini, De Simone, Silvestri ed altri si potrà fare veramente un buon lavoro.

Ma l’impegno sui diritti dei gay non è l’unico tuo impegno.

Ma è quello che più mi sta a cuore, per comprensibili motivi soggettivi. Per di più, io lo considero parte integrante del mio più generale impegno per l’affermazione dei diritti di tutti quei soggetti che ne sono privi o che li vedono quotidianamente calpestati.

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