Meteore Fest, arriva a Roma e a Milano il Festival che vuole ripensare gli ambienti comuni attraverso la scia del pensare queer

Un festival di trasformazione sociale e culturale – una piattaforma per voci emergenti e affermate della scena contemporanea, Meteore Fest è una dichiarazione potente sul ruolo e sullo spazio destinato alle comunità queer nelle città di Roma e Milano.

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La cultura queer torna a essere oggetto di riflessione per ripensare gli spazi, innovare le pratiche artistiche e creare comunità inclusive con il festival Meteore Fest: lo spazio è queer, organizzato da TWM Factory e BASE Milano, con l’obiettivo di costruire un ponte tra due centri culturali ibridi: Roma Smistamento e BASE Milano, con un programma che include installazioni, performance, presentazioni, laboratori di arte partecipata e workshop, il festival ha l’obiettivo di valorizzare questi spazi e creare luoghi di incontro, rappresentazione e riflessione.

Meteore Fest è un’esperienza che attraversa lo spazio, il tempo e i corpi, si stratifica nei luoghi che lo ospitano, così come nelle menti di chi vi partecipa. Meteore non si limita alle performance o ai dibattiti, ma vuole svilupparsi negli spazi interstiziali, nei momenti tra un happening e l’altro, nei rapporti umani che offrono l’opportunità di trasformare l’ordinario in straordinario, per ripensare gli ambienti comuni attraverso la scia del pensare queer“, hanno precisato i curatori Carlo S. Battisti, Nicola Brucoli e Federico Sacco.

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Lɜ artistɜ e pensatorɜ selezionatɜ per questa edizione riflettono su come il fare-queer possa costruire spazi nuovi che tengano conto delle diversità e che le valorizzino nel rispetto dell’altro, umano, animale, vegetale o artificiale. Gli atti performativi e installativi lasceranno un’impronta nello spazio stratificando non solo le opere, ma anche le storie personali e collettive che queste rappresentano.

I contributi internazionali di The Queer Architect, Sarina Scheidegger, Bora Murmure e Leslie Kern arricchiscono un patrimonio nazionale materiale e immateriale.

Le sound performance di Egeeno e Thomas Valerio, la poesia performativa di Questa Cosa Queer, le voci e le storie di Antonia Caruso e Giorgio Umberto Bozzo si sedimentano negli archivi della ricerca affianco alle armature in cartapesta di Franca Fungo e alle sagome del collettivo plurale. L’intento è quello di costruire spazi politici con la riscoperta dei materiali dell’Archivio Omologie con Eleonora Sabet e con il laboratorio naturale dell’artista e attivista Elena Zecchin.

Nelle nostre riflessioni, il festival si immerge in una nuova dinamica di pensiero e azione. Quest’anno abbiamo deciso di focalizzarci sulle pratiche performative: crediamo che questo sia lo spazio in cui l’arte supera la contemplazione, trasformandosi in un momento di partecipazione, attivazione e riflessione. Un catalizzatore per le comunità, un anelito di mutazione del pensiero basato sull’archetipo dei safe space, luoghi di rispetto della diversità cari a tutta la comunità LGBTQIA+“, afferma Carlo Settimio Battisti, curatore e direttore artistico del festival.

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In questi tempi le istanze della comunità queer vengono trascurate, se non osteggiate, da una politica dominante“, dichiara Nicola Brucoli, Presidente dell’Associazione Culturale TWM Factory. “Scegliere di costruire un palinsesto di questo tipo è un atto rivoluzionario e sovversivo. La nostra esperienza con Roma Smistamento ci ha insegnato l’importanza di creare spazi dove le persone possano esprimersi liberamente e sentirsi valorizzate nelle proprie caratteristiche. Con Meteore Fest vogliamo conquistare spazi di riconoscimento, specialmente per coloro che troppo spesso non trovano posto altrove“.

“L’apparato teorico di Meteore Fest crea una linea di continuità tra gli spazi storicamente destinati alle espressioni del queer, come l’ambiente domestico e quello del club, e la città. Tale approccio cerca di sciogliere le conflittualità veicolate da una società binaria creando un dialogo tra fuori e dentro, tra performer e pubblico. La performance assume importanza proprio nella compartecipazione dell’atto creativo, che lascia un’impronta visibile o effimera, e costruisce spazi ibridi e magmatici, ora riconoscibili e abitabili“, afferma Federico Sacco, assistant curator e coordinatore editoriale in TWM Factory.

Con l’obiettivo di rendere Meteore Fest: lo spazio è queer accessibile a tutti, TWM Factory ha avviato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal Basso, per coprire le spese organizzative e garantire che ogni evento possa essere ad accesso gratuito. Un impegno per superare le barriere economiche che spesso limitano l’accesso alla cultura e all’arte. Attraverso il supporto della comunità, il festival aspira a diventare un luogo inclusivo e aperto a chiunque.

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